La manifestazione per le unioni civili in piazza della Scala, a Milano. (Piero Cruciatti / LaPresse)
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I tradizionali matrimoni gay

Le unioni civili creano nuovi indotti, e mostrano inclinazioni molto poco sovversive, spiega Giancarlo Loquenzi sulla Stampa

La manifestazione per le unioni civili in piazza della Scala, a Milano. (Piero Cruciatti / LaPresse)

Sulla Stampa di oggi un editoriale di Giancarlo Loquenzi ragiona sulle conseguenze dell’attesa approvazione in Italia di una legge sulle unioni civili a partire da Gay Wedding, una fiera dedicata alle unioni gay che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma. Loquenzi dice che da una parte un’unione civile “non sarà un vero matrimonio, ma a guardare gli abiti, le torte, i viaggi e le bomboniere in mostra a Gay Wedding, qualcosa di molto simile”, dall’altra che comunque le persone più interessate a contrarre un’unione civile oggi sembrano non tanto persone giovani ma “uomini e donne nella loro maturità, magari con figli, che arriveranno davanti all’altare civile con tutta una vita da raccontare e celebrare”.

Gay Wedding, annunciata come «la prima manifestazione della Capitale dedicata alle unioni civili», ha chiuso i battenti ieri a Roma. Per i militanti di Forza Nuova, che hanno rumorosamente manifestato davanti all’Hotel Ergife, si è trattato delle prove generali per il Piano di distruzione della famiglia tradizionale. Per gli organizzatori doveva essere la finestra su di un mercato sostitutivo promettente in tempi di inarrestabile declino di matrimoni eterosessuali. L’Istat dice che nell’ultimo quinquennio si sono «persi» 10 mila matrimoni l’anno, 128 mila in 20 anni. Al centro e al Nord Italia ormai si fanno più riti civili che religiosi – e non perché i primi siano aumentati – le convivenze non registrate crescono ogni anno. Il Censis ha proiettato questo dato per scoprire che nel 2031 le nozze religiose saranno completamente estinte.

Agli occhi degli oltre 150 espositori della Fiera, a volersi sposare, anzi a nutrire lo spasmodico desiderio di convolare a nozze, sono rimasti solo i gay e le lesbiche. Le manifestazioni, i cortei, i baci in piazza, i gay pride, lo hanno testimoniato durante tutti i mesi in cui in Parlamento si discuteva la legge sulle unioni civili. Alla fine il risultato è stato agguantato: non sarà un vero matrimonio, ma a guardare gli abiti, le torte, i viaggi e le bomboniere in mostra a Gay Wedding, qualcosa di molto simile.

(continua a leggere sulla rassegna stampa del MIUR)