(ANSA/ANGELO CARCONI)

Cosa vuol fare il governo con Equitalia

Vuole abolirla e contemporaneamente fare una specie di condono per chi deve pagare sanzioni e interessi

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Sabato sera, durante la presentazione della legge di stabilità, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che nei prossimi mesi sarà abolita Equitalia, la società che tra le altre cose ha in concessione la riscossione delle imposte. Le sue funzioni saranno attribuite all’Agenzia delle entrate, l’organo che già oggi controlla Equitalia. Si tratta di una misura che Renzi aveva già annunciato quest’estate, ma sabato, il presidente del Consiglio ha confermato la sua intenzione di approvare un decreto per abolire Equitalia entro la fine dell’anno e ha aggiunto che questa misura porterà nel 2017 4 miliardi di nuove entrate allo stato, probabilmente grazie a una specie di condono.

Che cos’è Equitalia?
Equitalia è una società per azioni posseduta al 100 per cento da società pubbliche (il 51 per cento è di proprietà dell’Agenzia delle entrate, il 49 per cento dell’INPS) il cui scopo è occuparsi della riscossione delle imposte. La sua storia è iniziata nel 2006, quando il governo Prodi decise di cambiare il sistema di riscossione, fino ad allora gestito in maniera piuttosto inefficiente da circa 40 società private, in gran parte banche. Tra il 2007 e il 2008, Equitalia è diventata il principale riscossore delle tasse a livello nazionale, a cui si affidano anche numerosi comuni e altre istituzioni. In totale, Equitalia ha ricevuto fino al 2015 circa mille miliardi di euro da riscuotere, di cui quasi ottocento dall’Agenzia delle entrate, altri 150 dall’INPS e il resto da comuni e altre istituzioni.

Nel corso degli anni, Equitalia è stata molto criticata per i suoi metodi di riscossione, spesso definiti brutali e vessatori. Nonostante il biasimo che spesso ha ricevuto, Equitalia non stabilisce in autonomia le modalità di riscossione, ma si limita ad adeguarsi alle indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate e alle norme fiscali approvate dal Parlamento. Al di là dei metodi, Equitalia è riuscita nel suo obbiettivo di incrementare la riscossione dell’evasione fiscale, che nel corso degli ultimi dieci anni è continuata ad aumentare, fino ad arrivare al record dei 14,8 miliardi recuperati nel 2015.

Perché Renzi vuole abolirla?
Abolire o riformare Equitalia, che è un’istituzione mal sopportata da moltissimi italiani, è un obbiettivo politico di tutte le principali forze politiche, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, passando per la Lega Nord. Renzi ne ha parlato per la prima volta lo scorso luglio, quando promise di abolire Equitalia entro l’anno nel corso di una trasmissione in onda sulla radio RTL 102.5. Nel corso del suo intervento a luglio e in quello di sabato scorso, Renzi ha elencato due ragioni per giustificare l’abolizione di Equitalia. La prima è evitare le eccessive vessazioni a cui sono stati sottoposti alcuni contribuenti italiani – per fare questo, però, sarà necessario soprattutto modificare le disposizioni sulla riscossione dell’Agenzia delle entrate – la seconda è quella di “fare cassa”.

Nella presentazione della legge di stabilità, Renzi ha presentato l’abolizione di Equitalia tra le “coperture” per le spese previste nel 2017. In altre parole, il governo conta di ottenere dall’abolizione della società delle risorse da spendere in altre iniziative. Ma come si possono ottenere risorse da un’operazione simile? Tramite una sorta di condono: chi è in debito con Equitalia avrà la possibilità di pagare meno in cambio di un pagamento immediato. I dettagli di questa operazione non sono ancora chiari. Lunedì, il Sole 24 Ore ha pubblicato alcune ipotesi su come potrebbe funzionare questo meccanismo. Il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti ha spiegato che errato definire “condono” questa misura, perché i contribuenti che aderiranno all’iniziativa dovranno comunque pagare l’importo evaso, ma non le sanzioni e gli altri interessi.

Che effetti può avere abolire Equitalia?
Molto dipenderà da come l’abolizione sarà strutturata. Uno degli effetti potrebbe essere un risparmio dello stato sui costi del personale, che oggi sono abbastanza alti, visto che i dipendenti della società passeranno dal contratto bancario di cui godono ora (Equitalia è una SPA formalmente privata) a quello pubblico. Un altro effetto sarà molto probabilmente una riduzione del recupero dell’evasione fiscale. Da un lato “umanizzare” le procedure di riscossione significherà per forza di cose una riduzione delle risorse raccolte nella lotta all’evasione fiscale. Lo stesso effetto avrà probabilmente anche il “condono” delle sanzioni con cui il governo spera di ottenere un aumento immediato del gettito, rischiando però di perdere nel medio termine le sanzioni e gli interessi che attualmente deve pagare chi ha debiti in riscossione dalla società.

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