La replica di una statua del dio egiziano di Anubi e sullo sfondo la Statua della Libertà a New York (AP Photo/Seth Wenig)
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  • lunedì 3 Ottobre 2016

Del futuro non sappiamo niente

Quello che oggi è importante e naturale potrà sembrare assurdo e immorale a chi verrà dopo di noi, scriveva Čechov

La replica di una statua del dio egiziano di Anubi e sullo sfondo la Statua della Libertà a New York (AP Photo/Seth Wenig)

«Sì. Dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passar del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante.

Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e che cosa meschino, ridicolo. Non è forse vero che la scoperta di Copernico o, per dire, quella di Colombo erano sembrate di primo acchito inutili, ridicole, mentre una qualsiasi idiozia scritta dal primo imbecille, pareva una gran verità? E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, non sufficientemente pura, forse addirittura immorale»

Anton Čechov, Tre sorelle (1900). Si può leggere integralmente in italiano qui.