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(Da "Independence-day: Rigenerazione")

Com’è il nuovo Independence Day?

Un disastro, dicono le recensioni: per qualcuno, l'atteso sequel del noto film di fantascienza del 1996 è addirittura «il film più brutto e noioso dell'estate»

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(Da "Independence-day: Rigenerazione")

Independence Day (quello con Will Smith) uscì nel 1996 e fu un grande successo: incassò più di 800 milioni di euro – era costato meno di un decimo – fu il film più visto dell’anno e, anche se alcuni critici non lo apprezzarono, lasciò il segno. Non a caso dopo Independence Day arrivarono diversi altri film simili, catastrofici e americanissimi come Armageddon e Deep Impact, alcuni dei quali diretti proprio da Roland Emmerich, il regista di Independence Day.

Dopo vent’anni Emmerich ha diretto anche Independence Day: Rigenerazione, il sequel (senza Will Smith) di Independence Day, che in Italia è nei cinema da giovedì 8 settembre. Il primo Independence Day parlava degli alieni che attaccavano la Terra, distruggendone gran parte, e di un gruppo di persone – tra cui: uno scienziato, un pilota dell’esercito, un presidente degli Stati Uniti e un ex pilota, alcolizzato e rapito dagli alieni – che salvavano la Terra e cacciavano gli alieni. Il secondo Independence Day parla del ritorno di quegli alieni, circa 20 anni dopo, e di un gruppo di persone – alcune uguali, altre diverse – che provano a combatterli, sfruttando le tecnologie che in quei 20 anni la Terra ha sviluppato, nel periodo di pace e prosperità seguito all’attacco alieno del primo film.

Nei suoi primi giorni nei cinema italiani Independence Day: Rigenerazione è stato il secondo film più visto dietro a Io prima di te, un film drammatico e romantico con Emilia Clark (quella di Game of Thrones). Independence Day: Rigenerazione è costato circa 150 milioni di euro: in tutto il mondo ne ha finora incassati un po’ più di 350, e non ne incasserà molti di più. Gli incassi sono andati bene ma probabilmente peggio del previsto: il problema del film, così come per molti altri blockbuster di quest’estate, sta nelle recensioni. Sono praticamente tutte negative, alcune davvero negative.

Todd VanDerWerff, il capo dei critici di Vox, ha scritto che è «il film più brutto e noioso dell’estate». Secondo VanDerWerff, «è il peggior esempio di film brutto: uno che sembra indifferente nei confronti del suo stesso esistere. Tutto quello che lo riguarda sembra fregarsene del pubblico che lo sta guardando». Tra l’altro VanDerWerff non è di solito uno di quei critici che distruggono i film popolari, apprezzando solo quelli d’autore: «Adoro i film trash e catastrofici. Vado pazzo per le invasioni di alieni cattivi. Il primo Independence Day era un sacco divertente». Al contrario, Independence Day: Rigenerazione è «un gatto domestico che ronfa sdraiato al sole di una caldo pomeriggio d’estate, credendo però di essere un leone».

Anthony Lane, il più importante critico del New Yorker, ha iniziato la sua recensione con alcuni accenni alla trama dei due film. Ha parlato di David Levinson («uno scienziato così bravo da essere in grado di mandare un virus agli alieni attraverso il suo computer portatile») e dell’umanità che, tra il primo e il secondo film, «ha saputo vivere come una cosa sola, seguendo le istruzioni di John Lennon». Però gli alieni ritornano. E chi li ferma?

Whitmore [il presidente del primo film] è ora un vecchietto con un bastone e le medicine da prendere; il nuovo presidente [Sela Ward] sembra in gamba, ma il film la confina a un ruolo marginale. Intanto il personaggio di Smith è morto, forse perché l’agente di Smith ha considerato l’offerta economica troppo poco galattica o, più probabilmente, perché Smith ha letto la sceneggiatura. […] Per farla, breve, tocca a Goldblum [o scienziato del primo film] salvare il film.

Secondo Lane, il primo Independence Day era «un gratificante colpo del buon cinema pop, innocuo e leggero; il seguito è invece due volte più grande e divertente la metà. Persino gli effetti speciali sembrano sbiaditi, e alcuni – quelli delle ultime scene – sembrano abbozzati e incompleti». A proposito di cose incomplete: The Verge ha fatto – in modo molto critico – una lista di tutte le cose importanti per la trama che però non si vedono nel film e sono solo suggerite o ipotizzate dallo spettatore. Tra le altre cose: «succede qualcosa di strano sulla Luna», «dozzine di piloti riescono in un qualche modo a non morire, poi forse muoiono», «il fantastico super-ex presidente fa cose ninja». Variety ha invece fatto una lista delle cinque cose più ridicole del film, tra cui “il personaggio più ridicolo”, “il personaggio più ridicolo a essere stato ripescato dal primo film” e “il ridicolo fatto che da Alien in poi gli alieni dei film sono quasi sempre tutti uguali”. I cinque punti sono spiegati nel dettaglio ma ci sono SPOILER, meglio leggerli se si è già visto il film. Anche VanDerWerff si è fatto qualche domanda: anche qui ci sono SPOILER. C’è però una domanda piuttosto emblematica: «Cosa diavolo succede in questo film?»

La recensione del New York Times, scritta da Manhola Dargis, è stata ancora più sintetica: «Visto un film apocalittico, visti tutti, almeno per quanto riguarda quelli diretti da Roland Emmerich». Su Mashable, Yohana Desta ha scritto: «Sappiate solo che non andrete a comprare un biglietto per un film, ma un biglietto per “Cosa-diavolo-succede Show di Roland Emmerich: Alieni ed Esplosioni”». L’Economist ha scritto che il problema di Independence Day: Rigenerazione sta nel suo regista e l’ha spiegato facendo riferimento ad altri due sequel dell’ultimo periodo: «L’ironia è che quando sono usciti il nuovo Star Wars e il nuovo Jurassic Park, i registi dei nuovi film erano guidati dalla riverenza e dal rispetto nei confronti dei precedenti film», mentre nel nuovo Independence Day il regista era lo stesso del primo, e ha fatto «un’auto-parodia in stile B movie, senza nessun altro scopo se non quello di fare un altro sequel», voleva solo distruggere il ricordo del primo film, distruggendo allo stesso tempo un po’ di importanti luoghi storici.