La sindaca di Roma Virginia Raggi e l'assessore all'Ambiente Paola Muraro. (ANSA/ANGELO CARCONI)
  • Italia
  • domenica 4 Settembre 2016

Continuano i guai a Roma

Dopo le cinque dimissioni degli scorsi giorni è arrivata la notizia che l'assessore all’Ambiente Paola Muraro è indagata, come già si sospettava da qualche settimana

La sindaca di Roma Virginia Raggi e l'assessore all'Ambiente Paola Muraro. (ANSA/ANGELO CARCONI)

Nella serata di sabato 3 settembre i principali giornali italiani hanno riportato la notizia che Paola Muraro, assessore all’Ambiente del comune di Roma, è indagata per abuso d’ufficio e violazioni ambientali. Muraro, scrivono i giornali, è stata indagata mesi fa, prima ancora che venisse scelta come assessore dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle. Si ipotizzava che Muraro potesse essere indagata già da diverse settimane: a fine luglio era rimasta coinvolta in un caso politico nel quale era stata accusata – soprattutto dagli esponenti del Partito Democratico – di aver lavorato per conto di AMA, l’azienda che gestisce i rifiuti di Roma, su alcuni impianti per il trattamento dei rifiuti, oggetto di un’indagine dei Carabinieri per eventuali truffe nella loro gestione. La notizia è stata diffusa oggi perché domani Muraro sarà sentita dalla commissione parlamentare Ecomafia. L’avvocato di Muraro ha però detto domenica che Muraro non ha ricevuto nessun avviso di garanzia. Luigi Di Maio, deputato del M5S e tra i principali esponenti del partito, ha detto riguardo ai possibili provvedimenti che potrebbe prendere il M5S: «il Movimento non ha mai fatto sconti a nessuno, soprattutto al suo interno».

Quello che riguarda Muraro è solo l’ultimo di una serie di incidenti politici che hanno coinvolto negli ultimi giorni l’amministrazione Raggi: si sono dimessi l’assessore al Bilancio Marcello Minenna, l’amministratore unico di AMA (l’azienda che si occupa dei rifiuti a Roma) Alessandro Solidoro, l’amministratore unico di ATAC (che invece si occupa dei trasporti) Armando Brandolese, il direttore generale di Atac Marco Rettighieri ed è stato revocato l’incarico del capo di gabinetto Carla Raineri. Le ragioni di queste dimissioni sono state ricostruite in questi giorni dai giornali. Per quanto riguarda quelle di Minenna e Raineri, la motivazione, secondo le principali ricostruzioni, è che fossero coinvolti in una forte contrapposizione con Raffaele Marra, 44enne vice-capo di gabinetto (e quindi vice di Raineri), e Salvatore Romeo, 51enne capo della segreteria di Raggi, ex funzionario del Comune con competenza sulle aziende partecipate. La versione completa dei contrasti interni alla giunta Raggi, e di come ha portato alle dimissioni di Minenna e alla revoca dell’incarico di Raineri, è spiegata qui. Le dimissioni di Solidoro, sempre secondo i giornali, sono arrivate perché era legato a Minenna. Quelle di Rettighieri e di Brandolese invece sono state la conseguenza di una presunta intromissione dell’assessore ai Trasporti Linda Meleo negli affari dell’ATAC.

Dopo gli eventi degli ultimi giorni la giunta Raggi sta attraversando un periodo di crisi, che probabilmente non sarà aiutato dalle indagini su Muraro. Raggi sta cercando i sostituti dei membri dell’amministrazione comunale persi negli ultimi giorni. I giornali scrivono che Manuel Fantasia è stato scelto come nuovo amministratore unico di ATAC: Fantasia ha 63 anni, è nato in Venezuela, è ingegnere nucleare e ha diversi anni di esperienza come dirigente in aziende di trasporti. Ansa scrive che Raggi avrebbe deciso di scorporare l’assessorato alle partecipate da quello al bilancio, e di coinvolgere i componenti del M5S della commissione bilancio nella selezione del successore di Minenna, che sabato ha spiegato su Facebook la sua versione sulle dimissioni:

Ho anche, in questi mesi, respinto interferenze e ‘compromessi’ al ribasso sempre interloquendo con tutti nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali. Ho, tuttavia, pochi giorni fa, sentito di dovere rassegnare le dimissioni dall’incarico affidatomi quando ho percepito quello che definirei eufemisticamente un ‘deficit di trasparenza’ nella gestione della procedura di revoca di quella delicatissima e nevralgica figura amministrativa del Capo di Gabinetto, vero garante della legalità e trasparenza nella tecno-macchina comunale.

Del caso che riguarda Muraro si era cominciato a parlare negli ultimi giorni di luglio: l’indagine riguarda una serie di impianti per il trattamento dei rifiuti, in particolare quattro “Centri per il trattamento meccanico e biologico dei rifiuti” o “TMB”, e un altro tipo di impianto, chiamato “tritovagliatore”. Secondo quanto scrisse Repubblica, i carabinieri sospettano che in questi centri siano stati smaltiti meno rifiuti di quanto era specificato nel contratto di servizio. Dalle carte dell’indagine non è ancora chiaro se il sottoutilizzo degli impianti sia avvenuto con la complicità dei dirigenti AMA. Chi accusava Muraro l’aveva collegata all’indagine perché prima di diventare assessore è stata per 12 anni consulente di AMA, e fino allo scorso 30 giugno il suo ruolo riguardava proprio il controllo degli impianti “TMB”. Muraro era incaricata di controllare il rispetto da parte degli impianti dell’Autorizzazione integrata ambientale, il documento che contiene le regole alle quali gli impianti inquinanti (tra cui quelli per lo smaltimento dei rifiuti) devono sottostare per proseguire la loro attività. Nel caso intorno a Muraro era stato coinvolto anche l’ex amministratore delegato di AMA Daniele Fortini, che in diverse interviste aveva sottolineato l’importante ruolo di Muraro come consulente di AMA e la sua conoscenza degli impianti nei quali sarebbero avvenute le irregolarità. Fortini, inoltre, aveva detto che Muraro conosceva e aveva rapporti con diversi manager dell’amministrazione comunale che successivamente sono stati coinvolti in inchieste come Mafia Capitale.