Il sito Gawker chiuderà la prossima settimana

Esiste dal 2002 ed è stato molto letto, ma ha anche fatto cose controverse e discutibili: e due giorni fa la società che lo controlla è stata venduta

Il sito Gawker.com – il più importante sito della società Gawker Media – chiuderà la prossima settimana, dopo quasi 14 anni di attività. La decisione è stata annunciata il 18 agosto, due giorni dopo che Univision Communications Inc. – la società editoriale che possiede Univision, il più importante canale tv statunitense in lingua spagnola – ha vinto l’asta per l’acquisto del gruppo editoriale Gawker Media. Univision ha comprato Gawker Media in un’asta che si è aperta dopo che a giugno il gruppo aveva dichiarato bancarotta, una decisione dovuta soprattutto alla condanna a pagare un risarcimento di circa 125 milioni di euro all’ex wrestler Hulk Hogan: il processo era iniziato dopo che il sito aveva ottenuto e pubblicato parti di un video in cui lo si vedeva avere un rapporto sessuale con la moglie di un suo amico.

Gawker ha spiegato che Univision ha deciso di occuparsi solo degli altri siti di Gawker Media – tra cui Deadspin, Lifehacker, Jalopnik, Jezebel e Kotaku e Gizmodo – rinunciando però a Gawker.com. Nick Denton – l’ex giornalista del Financial Times che ha fondato e ancora guida Gawker – ha detto che i dipendenti del sito saranno riassegnati ad altri ruoli nei siti di Gawker Media o di Univision, che possiede per esempio i siti Fusion (molto letto dai giovani) e The Root, che si rivolge sopratutto ai neri. Come ha scritto Vox, «può sembrare strano che Univision abbia pagato 130 milioni di dollari per una società, per decidere subito dopo di chiudere il suo brand più importante. Ma la logica dietro la decisione sembra piuttosto chiara: il brand Gawker.com è diventato così tossico che continuare a tenerlo in vita avrebbe rappresentato un significativo rischio finanziario».

Il sito Gawker è stato fondato nel 2002 e divenne famoso per i suoi articoli originali e in certi casi eccessivi. L’idea alla base era di dare ai giovani lettori cose che non avrebbero trovato altrove, perché altrove la gente evitava di pubblicarli ritenendoli eccessivi, scabrosi e inappropriati. Negli anni è stato molto letto, ma anche discusso e criticato. La causa di Hogan contro Gawker è per esempio stata supportata finanziariamente dal miliardario Peter Thiel, perché qualche anno prima Gawker aveva scritto che Thiel era gay, senza che lui – che è davvero gay – l’avesse mai detto pubblicamente. A giugno Adrian Chen ha spiegato sul New Yorker – la rivista per cui lavora da qualche mese – “Perché Gawker era un grande posto per diventare giornalista“, almeno qualche anno fa:

Mi appassionai a Gawker durante il college. Mi piaceva la scrittura intelligente, il frastornante misto di cose sofisticate e immature, ma ero sopratutto interessato dallo stile gonzo del sito, quello in base al quale i migliori scrittori di Gawker diventavano personaggi centrali delle cose che raccontavano. Sembrava corressero veri rischi.