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  • mercoledì 17 Agosto 2016

Univision ha comprato Gawker

Il primo è un gruppo editoriale che va molto forte tra i giovani e chi parla spagnolo; il secondo una società di siti internet di cui si è parlato molto per il processo con Hulk Hogan

Il 16 agosto Univision Communications Inc. – la società editoriale che possiede Univision, il più importante canale tv statunitense in lingua spagnola – ha vinto l’asta per l’acquisto di Gawker Media, la società proprietaria di molti popolari siti di news statunitensi, tra cui il più famoso è proprio Gawker. Univision (intesa come società e non come canale tv) ha comprato Gawker (intesa come società) in un’asta che si è aperta dopo che a giugno Gawker ha dichiarato bancarotta, una decisione dovuta soprattutto al fatto che Gawker era stata condannata a pagare un risarcimento di circa 125 milioni di euro all’ex wrestler Hulk Hogan: il processo era iniziato dopo che il sito aveva ottenuto e pubblicato parti di un video in cui lo si vedeva avere un rapporto sessuale con la moglie di un suo amico. I soldi che Gawker dovrà dare a Hogan (nel caso in cui la decisione fosse confermata in appello) non saranno però a carico di Univision.

Non ci sono dati ufficiali su quanto Univision abbia speso per prendersi Gawker, ma tutti i principali siti statunitensi parlano di 135 milioni di dollari, circa 120 milioni di euro. Alla fase finale dell’asta erano rimasti solo due offerenti: Univision e Ziff Davis, una società statunitense che si occupa di internet ed editoria e che controlla IGN, un sito che compete con alcuni di quelli del gruppo Gawker Media. Sempre secondo fonti affidabili ma non ufficiali l’offerta di Ziff Davis era 90 milioni di dollari. Come ha spiegato il sito di tecnologia The Next Web, l’accordo tra Gawker e Univision è fatto nella pratica e confermato da più fonti, «ma non sarà ufficiale per settimane». Gawker deve infatti aspettare che un apposito tribunale statunitense approvi l’offerta e che si concludano tutte le necessarie pratiche. In sintesi: Gawker ha molti debiti e prima che una venga approvata la sua vendita i creditori di Gawker hanno la possibilità di appellarsi contro la vendita, ritenendo che l’acquirente (in questo caso Univision) non sia affidabile.The Next Web ha però scritto che «le possibilità che questo avvenga sono vicine allo zero». L’accordo è talmente sicuro che Nick Denton, proprietario di Gawker Media, ne ha parlato così:

Il gruppo Gawker Media ha deciso di vendere le sue attività e i suoi marchi a Univision, una delle società statunitensi più grandi, per quanto riguarda i media, e che sta rapidamente mettendo insieme il più influente gruppo di digital media per quanto riguarda i millenials e gli spettatori [o i visitatori di pagine internet] multiculturali. Sono felice che i nostri dipendenti siano protetti e possano continuare il loro lavoro sotto la nuova proprietà – liberata dalla campagna legale contro la nostra società. Non avremmo potuto trovare un acquirente più interessato a un vivace giornalismo.

Cos’è Gawker?
Il sito Gawker è stato fondato da Denton – un ex giornalista del Financial Times – nel 2002: divenne famoso per i suoi articoli originali e in certi casi eccessivi. L’idea alla base era di dare ai giovani lettori cose che non avrebbero trovato altrove, perché altrove la gente evitava di pubblicarli ritenendoli eccessivi, scabrosi e inappropriati. All’inizio c’erano solo Gawker, che si occupava di notizie e gossip, e Gizmodo, un blog di tecnologia. Negli anni si sono aggiunti altri siti, tra cui Deadspin, Lifehacker, Jalopnik, Jezebel e Kotaku. Oltre che per il modo spigliato in cui parlava di cultura pop, Gawker fu anche accusato di scarsa accuratezza. Nel 2007 circolò molto un’intervista che il presentatore statunitense Jimmy Kimmel fece all’allora direttrice di Gawker Emily Gould: nell’intervista Gould venne maltrattata da Kimmel e accusata di avere pubblicato notizie false. L’intervista si interruppe piuttosto bruscamente quando Kimmel forzò Gould a dire che pubblicare notizie false «non è una cosa giusta»: Kimmel allora le rispose di «dare un’occhiata al tuo sito».

Il processo con Hulk Hogan
Nel 2012 si parlava dell’esistenza di un video di circa mezz’ora in cui Hulk Hogan faceva sesso con la moglie di un suo amico: online erano anche comparsi alcuni screenshot del video. Gawker riuscì a ottenere una copia del video in DVD: ne estrasse circa un minuto e mezzo di scene, e le pubblicò sul suo sito assieme a un lungo articolo. Hogan fece quindi causa a Gawker e nel marzo 2016 l’ha vinta (ma manca ancora una sentenza di appello). Nel processo, Gawker si è difeso dicendo di aver pubblicato il video perché era interessante e perché lo stesso Hulk Hogan era solito parlare apertamente della sua vita sessuale. Gli avvocati di Hogan hanno invece cercato di dimostrare che Gawker avesse agito per i propri interessi e al di fuori degli standard giornalistici, senza per esempio verificare la storia da altre fonti o contattare lo stesso Hogan prima della pubblicazione. Un paio di mesi dopo si è anche saputo che il miliardario Peter Thiel aveva aiutato Hogan durante il processo allo scopo di far spendere a Gawker il più possibile in spese legali: e questo perché qualche anno prima Gawker aveva scritto che Thiel era gay, senza che lui – che è davvero gay – l’avesse mai detto pubblicamente.

Cos’è Univision?
Univision Communications e il suo canale televisivo Univision esistono dagli anni Sessanta: il canale tv è quello in spagnolo più visto del Stati Uniti, dove si può vedere via cavo o via satellite. Da un po’ di tempo Univision Communication ha però deciso di ampliare le sue attività anche su internet, pensando soprattutto a un pubblico giovane. Nel 2013 Univision Communication ha lanciato insieme alla Walt Disney Company Fusion, un sito e canale tv via cavo di cui ha in seguito preso tutto il controllo. In seguito ha acquistato il sito The Root, rivista online che si rivolge per lo più ai neri, e a gennaio ha acquistato la quota di maggioranza del sito di satira The Onion, famoso tra le altre cose per pubblicare notizie assurde e surreali che a volte sono state prese per vere anche da giornali importanti: a grandi linee è per il mondo anglosassone quello che Lercio è per gli italiani.