Matteo Renzi e Recep Tayyip Erdogan al G20 di Antalya, il 15 novembre 2015. (Pan Chaoyue/Xinhua via ZUMA Wire)

Renzi ha spiegato lo stato di diritto a Erdoğan

In risposta a un'intervista data dal presidente turco a RaiNews 24 sul figlio accusato a Bologna di riciclaggio di denaro

Matteo Renzi e Recep Tayyip Erdogan al G20 di Antalya, il 15 novembre 2015. (Pan Chaoyue/Xinhua via ZUMA Wire)

Martedì il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato su Twitter un’intervista data dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan al canale Rai News24. In un passaggio, Erdoğan ha parlato di suo figlio Bilal, che è indagato dalla procura di Bologna con l’accusa di riciclaggio di denaro, dicendo che i magistrati italiani dovrebbero occuparsi della mafia. Renzi ha scritto:

Balil Erdoğan, che ha 35 anni, si era trasferito a Bologna per fare un dottorato alla Johns Hopkins University. A febbraio è stato indagato dopo che Murat Hakan Huzan, un imprenditore e oppositore di Erdoğan che vive in Francia, aveva presentato un esposto in cui suggeriva di indagare su delle presunte somme di denaro portate con sé in Italia da Balil Erdoğan per essere riciclate. Balil Erdoğan è poi tornato in Turchia a marzo.

Erdoğan ha detto a Rai News24: «Se mio figlio tornasse in Italia in questo momento potrebbe essere arrestato, perché c’è un’inchiesta aperta nei suoi confronti dai magistrati italiani. Perché? Non c’è una risposta. E quando tu chiedi loro perché, non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per completare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il PKK [il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che si oppone a Erdoğan, ndr]. Perché non intervengono? È questo lo stato di diritto? Questa vicenda potrebbe mettere in difficoltà perfino le nostre relazioni con l’Italia. Mio figlio è un uomo brillante che viene accusato di riciclaggio di denaro. Che si occupino della mafia in Italia, non di mio figlio».

Durante l’intervista, Erdoğan si è anche rivolto a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, che aveva criticato la repressione del governo turco nei confronti dei militari e funzionari pubblici sospettati di essere coinvolti nel tentato di colpo di stato in Turchia dello scorso 15 luglio. Erdoğan ha detto: «La signora Mogherini non avrebbe dovuto parlare da fuori. Mogherini, prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia. Quando a Parigi c’è un evento del genere e muoiono 5 o 6 persone tutti si riversano lì, si chiedono cosa sia successo e chi sia stato. In Turchia è in corso un golpe contro la democrazia, un golpe che ha fatto 238 martiri, e finora purtroppo non è venuto nessuno in visita, né dell’Unione Europea né del Consiglio d’Europa».

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