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  • martedì 26 luglio 2016

Cosa sappiamo dell’attacco in Normandia

Due uomini – poi uccisi dalla polizia – hanno preso degli ostaggi e ucciso un sacerdote in una chiesa: l'ISIS ha rivendicato l'attentato e uno dei due assalitori è stato identificato

La chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (CHARLY TRIBALLEAU/AFP/Getty Images)

La mattina del 26 luglio – verso le 9 e 25 – due uomini sono entrati in una chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, un comune francese di circa 29mila abitanti, nel dipartimento della Senna Marittima, nella regione dell’Alta Normandia. I due assalitori sono entrati in chiesa durante una messa e hanno preso cinque persone in ostaggio, sgozzandone una – Jacques Hamel, un sacerdote di 84 anni – e ferendone gravemente un’altra. In chiesa c’era una sesta persona che è riuscita a scappare e chiamare la polizia. I due assalitori sono stati uccisi dalle forze speciali della polizia francese mentre cercavano di uscire dalla chiesa e uno di loro è stato in seguito identificato: si chiamava Adel Kermiche, aveva 19 anni, nel 2015 aveva provato due volte ad andare in Siria e dal 18 marzo indossava un braccialetto elettronico di sorveglianza. Alcune ore dopo l’attacco il presidente francese François Hollande è andato a Saint-Étienne-du-Rouvray: ha definito quello che è successo «un ignobile attentato terroristico» e ha detto che i due assalitori hanno detto di essere dello Stato Islamico (o ISIS). Poco dopo lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco tramite la sua agenzia di stampa non ufficiale Amaq.

La procura antiterrorismo francese sta indagando sul caso di Saint-Étienne-du-Rouvray e per ora l’identità del secondo assalitore non è ancora stata confermata. Nella sera del 26 luglio si è però saputo che oltre ad avere i coltelli i due assalitori avevano anche dei finti esplosivi, e prima di essere usciti dalla chiesa e uccisi dalla polizia hanno usato gli ostaggi come scudi umani. Le Monde ha scritto che un minore è stato preso in custodia dalla sezione antiterrorismo della polizia di Parigi, in relazione all’attacco. Sembra che il minore si trovasse in una casa di Saint-Etienne-du-Rovray. Uno degli ostaggio continua invece a essere in condizioni critiche e Le Monde ha scritto che “lotta tra la vita e la morte”.

Il procuratore di Parigi Francois Molins ha spiegato che il braccialetto elettronico di Kermiche veniva disattivato – così come gli altri – per alcune ore ogni mattina ed è in quelle ore che Kermiche e l’altro assalitore ancora non identificato hanno fatto l’attacco. Kermiche era stato arrestato in Germania nel 2015 mentre tentava di raggiungere la Siria utilizzando i documenti di suo fratello. Due mesi dopo era stato arrestato in Turchia con un documento di un cugino. Erano stati i suoi genitori a segnalarlo alle autorità.

Negli ultimi giorni l’allarme terrorismo in Francia è particolarmente elevato, soprattutto a causa della strage di Nizza, in cui lo scorso 14 luglio sono state uccise 84 persone da un uomo alla guida di un camion. La mattina del 26 luglio la polizia francese ha arrestato altri due uomini sospettati di essere coinvolti nella strage a Nizza, mentre altri cinque erano già stati incriminati nei giorni scorsi.

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