Il castello Sforzesco di Milano durante la manifestazione culturale Bookcity, il 23 ottobre 2015 (ANSA / MATTEO BAZZI)

Ci sarà un “Salone del libro” anche a Milano?

È una proposta dell'amministratore delegato di Fiera Milano, che l'ha esposta al Corriere della Sera: dovrebbe tenersi nello stesso periodo del Salone di Torino

Il castello Sforzesco di Milano durante la manifestazione culturale Bookcity, il 23 ottobre 2015 (ANSA / MATTEO BAZZI)

In un’intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato di Fiera Milano Corrado Peraboni ha presentato un progetto per organizzare una nuova fiera libraria a Milano con la collaborazione dell’Associazione Italiana Editori (AIE). La particolarità del progetto, approvato all’unanimità dal Cda di Fiera Milano – che gestisce i più grossi eventi in città – prevede che la fiera si svolga nella prima metà di maggio, quando di solito si tiene il Salone del Libro di Torino, la più importante fiera libraria italiana. Nelle ultime settimane si è parlato molto del futuro del Salone del libro di Torino, mettendolo sostanzialmente in dubbio a causa degli arresti all’interno della fondazione che lo organizza e sul ruolo della stessa AIE nell’organizzazione.

Tra le altre cose si era anche parlato di un eventuale trasferimento del Salone a Milano, ma poi il sindaco di Torino Chiara Appendino e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino avevano confermato che l’edizione del Salone del 2017, la trentesima, si terrà a Torino. Non è ancora chiaro cosa farà l’AIE, che pur essendo fra i fondatori del Salone non ha avuto un ruolo predominante nella sua organizzazione e vorrebbe partecipare maggiormente: per questo potrebbe decidere di aderire alla proposta di Fiera Milano, città dove hanno sede molte delle più importanti case editrici che fanno parte dell’AIE. Del progetto di Fiera Milano non si sa ancora moltissimo: Peraboni detto che avrà un nome italiano contenente le parole “libro” e “Milano”, e che avrà numeri di partecipanti ed espositori «simili a quelli del Salone di Torino».

Che quella che si sta consumando sull’asse Milano-Torino nel nome del libro non sia una guerra è sempre più difficile da sostenere. Di fatto la dichiarazione di apertura delle ostilità la consegna Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano quando, illustrando al Corriere il progetto su cui mercoledì prossimo l’Associazione Italiana Editori dovrà decidere, annuncia, con un lapsus, il periodo in cui la rassegna milanese è prevista: «Nella prima metà di maggio, quando si faceva il Salone di Torino».

Loro dicono che lo faranno ancora. Però prevedere le stesse date significa proporre un’alternativa secca…
«È una data obbligata. Gli editori ci hanno spiegato che è quella giusta. Le scuole sono ancora aperte e noi abbiamo intenzione di usare tutto il know how che abbiamo accumulato con “progetto Scuola” in Expo».

Peraboni parla per la prima volta, a conclusione del consiglio di amministrazione di ieri, dove è stato approvato all’unanimità il progetto. Sul tavolo degli editori c’è, da giorni, anche la proposta della istituzioni torinesi (Regione e Comune sono i due principali soci fondatori), estremo tentativo di trattenere l’AIE dentro il Salone. Proprio ieri la sindaca, Chiara Appendino, ha firmato con Gl Events, gruppo francese che gestisce il Lingotto, una nuova partnership che prevede un piano di sviluppo triennale per il Salone del libro.

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