• Moda
  • giovedì 7 luglio 2016

Gli italiani dell’alta moda a Parigi

Sono tra gli stilisti più apprezzati della settimana dell'haute couture francese, dagli abiti rinascimentali di Valentino a quelli ispirati al circo di Schiaparelli

di Enrico Matzeu – @enricomatzeu
Una modella sfila per Valentino, Parigi, 6 luglio 2016 (Pascal Le Segretain/Getty Images)

A Parigi dal 3 al 7 luglio ci sono state le sfilate di haute couture, l’alta moda francese, a cui partecipano anche marchi e stilisti internazionali, italiani compresi, che quest’anno sono stati parecchi. Non tutte le aziende di moda fanno collezioni di haute couture, anche se ultimamente stanno aumentando. Le sfilate si tengono due volte l’anno, a gennaio e a luglio, e presentano le collezioni per la stagione immediatamente successiva: ora sono stati presentati quindi i vestiti per l’autunno/inverno 2016-17. Sono abiti fatti a mano, molto ricercati sia per i materiali che per i modelli, destinati a donne molto ricche o a personaggi famosi che li indossano sui red carpet. Come ogni anno non sono mancati i marchi di lusso più importanti e famosi come Dior, Chanel, Jean Paul Gautier e Maison Margiela, anche se la stampa ha parlato soprattutto di Vetements, il collettivo di stilisti guidato da Demna Gvasalia, che è anche direttore creativo di Balenciaga. Vetements, che si sta facendo conoscere per il suo stile giovanile e informale, ha fatto sfilare il prêt-à-porter (cioè i capi da portare ogni giorno) presentando insieme le collezioni maschili e quelle femminili: era stato tra i primi a voler cambiare le regole della moda, anticipando i tempi delle sfilate e unificando le linee da uomo a quelle da donna. In generale gli stilisti italiani si sono fatti notare: ce n’erano molti – alcuni erano presenti a Parigi per la prima volta – e le collezioni sono state assai apprezzate da critici ed esperti.

Francesco Scognamiglio

Lo stilista italiano Francesco Scognamiglio ha sfilato per la prima volta con una linea di haute couture a Parigi, ospite della Chambre Syndicale de la Haute Couture, l’ente che organizza le sfilate francesi. Occuparsi di alta moda fa parte del piano di rilancio del marchio, come aveva spiegato lo stesso Scognamiglio nel settembre 2015 in occasione della sfilata di prêt-à-porter a Milano: aveva detto di aver venduto il 30 per cento delle quote al fondo Y Capital di Hong Kong, e i nuovi soci avevano intenzione di intensificare il mercato del lusso, soprattutto in Russia e Giappone, puntando su prodotti di alto livello come i vestiti di haute couture. Scognamiglio, che ha aperto una linea personale nel 2000, ha sempre fatto abiti molto ricercati, con ricami e uno stile decisamente barocco, molto vicino a quello dell’alta moda. La collezione che ha presentato a Parigi ha confermato il suo stile con pezzi molto stravaganti: un abito in PVC con ricami di cristalli e vestiti che si allungano fino a coprire il volto con maschere trasparenti tempestate di cristalli Swarovski – ne ha usati circa 300mila – molti volant e tante piume. L’abito da sposa cha ha chiuso la sfilata era dritto e di pizzo bianco, con rose applicate sopra e un velo bordato d’oro.
Francesco Scognamiglio
(FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images)

Atelier Versace
La collezione disegnata dalla stilista Donatella Versace è generalmente piaciuta ai giornalisti che ne hanno parlato molto bene. Tim Blanks ha per esempio scritto su Business of Fashion che Versace sta ridefinendo molto bene lo stile dell’azienda. Per la linea di haute couture ha presentato capi assai diversi dal solito, meno luccicanti e meno sexy, come ha spiegato Versace stessa: ha utilizzato soprattutto pieghe e drappeggi di tessuto sia sui vestiti lunghi con lo strascico che su quelli corti. Il pezzo che ha più impressionato è stato il primo cappotto in cashmere color cipria che ha sfilato in passerella, indossato dalla modella Karen Elson: le lasciava una spalla scoperta e internamente era foderato da raso color salvia. Versace ha puntato anche su altri contrasti di colore insoliti – come il rosso abbinato al glicine – e ha fatto sfilare le sue modelle di riferimento, Bella Hadid e Irina Shayk.
Atelier Versace
Atelier Versace
(PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images)

Alberta Ferretti
L’italiana Alberta Ferretti ha sfilato a Parigi per la prima volta con la collezione Alberta Ferretti Limited Edition, che ha aperto l’anno scorso e che finora presentava con un servizio fotografico. La linea non è realizzata interamente a mano – come prevedono le regole dell’alta moda – ma è comunque molto preziosa, con abiti ricamati e tessuti di pregio. Inoltre i suoi vestiti costano meno rispetto agli altri marchi, si trovano anche in alcuni grandi magazzini di lusso, come il Bergdorf Goodman di New York, e sono rivolti a donne che hanno occasioni importanti in cui indossarli. Ferretti si ispira spesso a elementi naturali e questa volta ha scelto il tema del mare, proponendo grandi balze a forma di conchiglia, conchiglie dorate applicate agli abiti, curve che ricordano il movimento delle onde e la prevalenza del colore azzurro. L’effetto più importante è la sensazione di movimento, che è riuscita a rendere negli abiti lunghi e in quelli corti, tutti con molte frange in stile anni Venti.
Alberta Ferretti
(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Schiaparelli
È la casa di moda fondata dalla stilista italiana di haute couture Elsa Schiaparelli (1890-1973), che ha sempre lavorato a Parigi e che è ricordata per lo stile surrealista. L’azienda è stata rilevata nel 2013 dal gruppo Tod’s di Diego Della Valle, che l’ha rilanciata e resa più contemporanea. La sfilata per l’autunno/inverno 2016-17 è stata la terza del nuovo direttore creativo Bertrand Guyon. Quella dello scorso gennaio fece parlare molto perché era ispirata alla cucina, questa è ispirata al mondo del circo a partire dai modelli della collezione del 1938 ritrovati nell’archivio. Guyon ha disegnato una serie di capi con disegni e ricami che raffigurano animali del circo, tra cui un grande pavone di brillanti su un abito ampio. C’erano vestiti lunghi, completi pantalone con giacche dalle spalle molto pronunciate, e il famoso rosa Schiaparelli, un fucsia molto forte inventato dalla stilista.
Schiaparelli
Schiaparelli
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Giambattista Valli
L’unico stilista italiano ad aver sempre sfilato a Parigi con la haute couture è Giambattista Valli, che ha fondato il suo marchio nel 2005 e che in pochi anni è cresciuto molto. Nei suoi abiti utilizza tanto taffetà e tulle per abiti gonfi e scenografici. In questa sfilata c’erano anche pepli in seta ispirati alla Roma antica. La sua moda viene definita romantica per l’abbondanza di pizzo e stampe di fiori, ma la collezione per l’ autunno/inverno 2016-2017 ha anche un tocco rock, con abiti corti e stivaletti al polpaccio. In prima fila alle sue sfilate ci sono sempre personaggi famosi – quest’anno la più entusiasta era Celin Dion – dato che gli abiti di Valli sono molto apprezzati e indossati per i red carpet.
FASHION-FRANCE-VALLI
Valli
(Francois Guillot/AFP/Getty Images)

Armani Privé
È da parecchi anni che Giorgio Armani presenta la sua collezione di haute couture a Parigi. Si chiama Armani Privé e i vestiti, oltre a essere acquistati dalle principesse saudite, sono quelli più indossati sui red carpet dei festival del cinema. Tra i personaggi famosi che hanno assistito alla sfilata c’era Cate Blanchett: Sarah Mower scrive su Vogue che molti capi della collezione sembravano pensati apposta per lei, soprattutto l’ultimo abito presentato, molto voluminoso e in velluto nero. Il velluto infatti era uno dei materiali più utilizzati – è uno dei tessuti preferiti di Armani – in particolare per i pantaloni morbidi e leggermente rimborsati sul fondo. C’erano anche completi pantalone in taffetà di seta con stampe di piccoli quadri o con il motivo pied de poule di varie dimensioni. Non ci sono state grandi novità o particolari ispirazioni, perché Armani mantiene il suo stile piuttosto costante e lavora molto su linee classiche.
Giorgio Armani
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Valentino
Quella di Valentino è stata l’ultima sfilata disegnata dalla coppia di direttori creativi Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, che andrà a lavorare prossimamente da Dior. La sfilata è piaciuta molto ai giornalisti: gli abiti erano molto scenografici e ispirati al mondo dell’arte, soprattutto l’ultimo presentato, un ingombrante mantello di taffetà rosso Valentino. La collezione era dedicata ai 400 anni dalla morte dello scrittore inglese William Shakespeare e quindi al periodo Elisabettiano, ma soprattutto ai luoghi – tutti italiani – in cui erano ambientate le sue opere, da Romeo e Giulietta a Il Mercante di Venezia. C’erano quindi molte tuniche bianche con i tipici colli arricciati in stile rinascimentale, abitini borchiati con le maniche a sbuffo e lunghi pastrani in taffetà che ricordavano quelli dei cardinali romani. Su alcuni modelli hanno inserito anche delle mantelline di ermellino tipiche invece dell’Inghilterra del XVII secolo.
Valentino
Valentino
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

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