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  • giovedì 23 giugno 2016

Maria Grazia Chiuri sarà il nuovo direttore creativo di Dior

Lo scrive Reuters citando due sue fonti: sarà la prima donna alla guida della casa di moda francese, fondata 70 anni fa

Maria Grazia Chiuri (PIERRE VERDY/AFP/Getty Images)

La stilista italiana Maria Grazia Chiuri sarà la nuova direttrice creativa di Dior, una delle più importanti aziende di moda al mondo, fondata da Christian Dior a Parigi 70 anni fa. La notizia è stata data da Reuters citando due sue fonti vicine all’azienda, che hanno aggiunto che Dior ha intenzione di annunciarla ufficialmente a inizio luglio dopo la sfilata di alta moda.

Chiuri, che ha 50 anni, prenderà il posto del belga Raf Simons, che si era dimesso lo scorso ottobre, e diventerà la prima donna alla guida creativa di Dior, un ruolo ricoperto in passato da importanti stilisti come Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré and John Galliano. Chiuri è al momento co-direttrice creativa di Valentino insieme a Pierpaolo Piccioli: vennero assunti nel 1999 per disegnare gli accessori, e quando nel 2007 Valentino Garavani, il fondatore del marchio, si ritirò, ne presero per sua decisione il posto. Da allora hanno saputo rilanciare la casa di moda, che stava attraversando da anni una crisi di immagine: ne hanno modernizzato lo stile, riadattandolo al gusto contemporaneo e facendolo conoscere anche ai più giovani, disegnando nuove linee e modelli di successo come le scarpe Rockstud.

Chiuri si troverà ad affrontare un problema simile a Dior, dove nell’ultimo anno e mezzo le vendite sono calate nonostante l’apprezzamento degli esperti per le collezioni di Simons. Dior ha attribuito la crisi al rallentamento generale del mercato del lusso, ma secondo molti anche in questo caso si tratta di un problema di immagine. Alcuni esperti pensano che lo stile più romantico e femminile di Chiuri rispetto a quello di Simons è più in linea con la tradizione di Dior e aiuterà a rilanciarlo. Altri si chiedono se Chiuri sarà in grado di ottenere lo stesso successo che da Valentino, soprattutto perché ha sempre lavorato in coppia.