Alcuni messaggi lasciati di fronte al Parlamento britannico per ricordare Jo Cox, a Londra (DANIEL LEAL-OLIVAS/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 20 Giugno 2016

L’uomo che ha ucciso Jo Cox

La polizia britannica ha trovato a casa di Thomas Mair oggetti con simboli nazisti, libri di estrema destra e guide per costruirsi armi in casa

Alcuni messaggi lasciati di fronte al Parlamento britannico per ricordare Jo Cox, a Londra (DANIEL LEAL-OLIVAS/AFP/Getty Images)

Negli ultimi giorni la polizia britannica ha fatto nuove scoperte sull’uomo che giovedì 16 ha ucciso la parlamentare laburista britannica Jo Cox a Birstall, nel nord dell’Inghilterra. Sembra che nella casa dell’uomo – Thomas Mair, arrestato subito dopo l’omicidio – gli agenti abbiano trovato alcuni oggetti con simboli nazisti e libri di estrema destra. Già nelle ore successive all’assassinio di Cox, diversi testimoni avevano raccontato che durante l’attacco Mair aveva urlato “Britain first” o “Put Britain first”, il nome di un partito di destra e anti-europeista e più in generale uno slogan usato per esprimere posizioni nazionaliste (“La Gran Bretagna prima di tutto”). Gli investigatori hanno già cominciato a interrogare Mair, ma per ora non sono stati diffusi nuovi dettagli.

Finora le indagini si sono concentrate sui legami che Mair aveva con movimenti o organizzazioni, visto il suo evidente interesse per le idee di estrema destra. Oltre agli oggetti con simboli nazisti trovati a casa sua, la polizia sa che Mair aveva comprato alcuni libri dal gruppo statunitense neo-nazista “National Alliance”, tra cui anche delle guide su come costruire e assemblare pistole ed esplosivi in casa. National Alliance fu fondata nel 1974 da William Pierce: un libro di Pierce fu anche una delle fonti di ispirazione dell’attentato compiuto a Oklahoma City nel 1995 in cui rimasero uccise 168 persone (lo disse lo stesso attentatore, Timothy McVeigh).

Southern Poverty Law Center, un’organizzazione americana che lotta contro l’odio razziale e religioso, ha pubblicato alcune ricevute che mostrano gli acquisti di Mair degli ultimi anni. Alcune risalgono agli anni Novanta e dimostrano come Mair abbia speso più di 620 dollari (550 euro) per diversi tipi di libri: per esempio c’è una ricevuta per l’acquisto di Ich Kämpfe, un manuale illustrato dato ai membri del Partito Nazionalsocialista tedesco nel 1942. Il Daily Telegraph ha scritto che negli ultimi giorni sta circolando anche un’altra notizia, non ancora confermata: cioè che Mair fosse abbonato a SA Patriot, una rivista sudafricana pubblicata dal gruppo filo-apartheid White Rhino Club, che si oppone alle “società multiculturali” e “all’espansionismo dell’Islam”.

Jo Cox – il suo nome intero era Helen Joanne, abbreviato in Jo – era nata a Batley, nello Yorkshire, nel 1974 e si era laureata all’università di Cambridge nel 1995. Prima di diventare deputata nel 2015 aveva lavorato come dirigente nell’organizzazione non governativa Oxfam, che si occupa di aiuti umanitari e progetti di sviluppo, ed era stata consulente per l’attivista britannica Sarah Brown (la moglie dell’ex primo ministro Gordon Brown) e per la baronessa Glenys Kinnock, una politica britannica che è stata membro del parlamento europeo per il partito laburista dal 1994 al 2009. Cox – descritta come «uno degli astri nascenti del Partito Laburista» – era la presidentessa del gruppo parlamentare “amici della Siria”, di cui fanno parte membri di diversi partiti. Nell’ottobre 2015 Cox scrisse insieme a Andrew Mitchell del Partito Conservatore un articolo che spiegava come l’esercito britannico avrebbe potuto aiutare a trovare una soluzione etica per la guerra in Siria. Nell’autunno del 2015 Cox decise però di astenersi nel voto che doveva decidere un eventuale intervento militare in Siria del Regno Unito. Per la sua astensione aveva ricevuto moltissime critiche da attivisti e sostenitori del Partito Laburista.

Cox era stata inizialmente una sostenitrice della candidatura di Jeremy Corbyn a leader del Partito Laburista britannico; poi aveva cambiato idea e votato per Liz Kendall, una candidata dalle posizioni più moderate. Era sposata con Brendan Cox, che fino all’anno scorso lavorava per l’organizzazione Save The Children, e aveva due figli. Cox avrebbe dovuto parlare di fronte al Parlamento alla fine del mese per introdurre un rapporto sull’islamofobia su cui stava lavorando con l’organizzazione Tell Mama: ci si aspettava che lo studio dimostrasse che nel 2015 in territorio britannico c’erano stati circa l’80 per cento degli attacchi in più contro i musulmani rispetto all’anno precedente.