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  • lunedì 13 Giugno 2016

Gli SMS inviati da uno degli ostaggi di Orlando

Eddie Justice è stato ucciso nella strage di Orlando, mentre era intrappolato nel bagno del Pulse ha scritto alla madre per chiedere aiuto

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Eddie Justice aveva 30 anni e nella notte tra sabato e domenica scorsi si trovava nel Pulse, il locale gay di Orlando dove un uomo ha fatto una strage uccidendo 50 persone. Justice è stato ucciso dall’assalitore dopo essersi nascosto in uno dei bagni del Pulse: conosciamo la sua storia grazie ai messaggi che ha inviato a sua madre, Mina Justice, per chiedere aiuto.

Intorno alle 2:06 di notte, pochi minuti dopo l’inizio della sparatoria, Mina Justice è stata svegliata dalla suoneria del suo smartphone attivata da un messaggio inviato dal figlio:

Mamma, ti voglio bene. Sono in un locale, stanno sparando.

Letto il messaggio, Mina Justice ha provato a telefonare immediatamente al figlio, ma non ha ricevuto risposta. Gli ha quindi inviato un SMS per chiedergli se stesse bene. Alle 2:07 ha ricevuto questa risposta:

Intrappolato nel bagno.

Mina Justice ha allora chiesto al figlio in che locale si trovasse, il figlio le ha risposto:

Al Pulse. In centro. Chiama la polizia. Morirò.

Allarmata dagli ultimi messaggi ricevuti, Mina Justice ha telefonato al numero di emergenza 911 e ha inviato diversi altri SMS al figlio, chiedendogli se fosse ancora nel locale e di rispondere al telefono. Per più di 20 minuti non ha avuto notizie da Eddie Justice, poi alle 2:39 ha ricevuto un altro paio di messaggi:

Chiamali, mamma. Adesso.

Sta arrivando, morirò.

Alcuni minuti dopo Mina Justice ha chiesto a suo figlio se la polizia fosse arrivata e se fosse al sicuro:

No. Ancora nel bagno. Ci tiene in ostaggio. Devono venirci a prendere.

In un’altra serie di SMS, Mina Justice ha spiegato al figlio che la polizia era sul posto e che sarebbe arrivata presto:

Presto, è nel bagno con noi.

Alle 2:51 Eddie Justice ha inviato un ultimo SMS con scritto “Sì”, poi non ha più risposto ai messaggi e alle chiamate della madre. Nelle prime ore di lunedì, le autorità di Orlando hanno confermato la sua morte nella sparatoria.