• Italia
  • mercoledì 1 giugno 2016

I vaccini sono innocenti

E vanno trattati come tali anche dai giornali, scrive il Foglio, accantonando titoloni allarmisti e desideri di "polemica"

(NOEL CELIS/AFP/Getty Images)

Le esagerazioni, la sciatteria e i toni sensazionalisti con cui spesso i giornali italiani si occupano di politica e cronaca, a volte tracimano anche in questioni dove servirebbe ancora più prudenza e moderazione: che i vaccini non siano pericolosi e che invece abbiano contribuito a migliorare la vita di tutti è stato ampiamente dimostrato, ma – spiega un editoriale del Foglio – basta poco perché questo venga dimenticato in favore di titoli forti e “polemiche”: quella cosa dei “vaccini killer”, insomma.

Pochi giorni fa a Torino una bambina è morta nella culla, poco dopo l’ultima poppata. La madre l’ha trovata senza vita e i sanitari non hanno potuto fare nulla per rianimarla. I giornali hanno riportato la notizia legandola ai vaccini: la bimba era stata sottoposta il giorno precedente alla vaccinazione esavalente e l’Asl dopo la tragedia ha ritirato, secondo prassi, i lotti del vaccino utilizzato. “Bambina muore dopo il vaccino”, “Bimba muore a due anni in culla mesi dopo il vaccino”, sono stati i titoli dei giornali. In realtà le due cose non sono affatto legate, se non da una coincidenza temporale. La piccola è morta dopo l’esavalente ma non a causa del vaccino, come è morta dopo la poppata ma non a causa dell’allattamento. La conferma è arrivata pochi giorni dopo dall’autopsia, il medico legale ha attestato che il decesso è avvenuto per la cosiddetta “Sindrome della morte improvvisa del lattante” (Sids), meglio conosciuta come “morte in culla”. Colpisce circa un bambino su duemila, nei primi mesi di vita, quindi molto spesso compare dopo aver fatto una vaccinazione, ma non vi è alcun rapporto di causa-effetto, esattamente come non c’è con l’allattamento. Su questo punto la ricerca scientifica ha effettuato diversi studi molto ampi e concordi che rilevano come l’incidenza della Sids è uguale sia prima che dopo la vaccinazione, quindi i vaccini non c’entrano.

(Continua a leggere sul sito del Foglio)

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