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  • lunedì 30 Maggio 2016

Le lettere che Mondadori-Rizzoli sta mandando ai suoi autori

Il gruppo editoriale rinuncerà a una serie di diritti sui contratti degli autori, con qualche conseguenza paradossale

Le case editrici del gruppo Mondadori-Rizzoli Libri stanno mandando ai loro autori le lettere di revisione dei contratti, come imposto dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm). I contratti di Bompiani, Marsilio e Sonzogno – che dovranno essere cedute comunque da Mondadori – rimangono invece invariati. Nelle lettere Mondadori-Rizzoli comunica la rinuncia per tre anni ai diritti di opzione, preferenza per il rinnovo e opere in raccolta sui contratti già firmati con gli autori, e non potrà inserire clausole di questo genere nei contratti futuri. È uno degli aspetti meno discussi ma forse più importanti contenuti nel provvedimento con cui il garante ha autorizzato l’acquisizione di RCS Libri da parte di Mondadori (qui il testo completo del provvedimento).

I diritti di opzione, preferenza per il rinnovo e opere in raccolta sono strumenti contrattuali utilizzati dalle case editrici per legarsi ai propri autori, senza dover sottoscrivere contratti per più di un libro. L’opzione è una specie di assicurazione: permette agli editori – dietro pagamento di una piccola cifra in aggiunta all’anticipo dato per un libro – di diminuire la propria quota di rischio riservandosi la decisione di continuare a pubblicare un autore solo dopo avere valutato i risultati di vendita del libro precedente. La rinuncia ai diritti di opzione non riguarda gli autori più venduti, che quasi sempre firmano contratti per più di un libro, ma avrà probabilmente effetti sui contratti futuri perché potrebbe spingere Mondadori-Rizzoli a fare contratti per più libri anche ad autori esordienti o non di primo piano, qualora intravedesse qualche potenzialità di vendita. La decisione del garante aumenta, cioè, il potere contrattuale degli autori e di conseguenza la quota di rischio e le spese dell’editore.

Il diritto di preferenza per il rinnovo assicura agli editori la possibilità di tenere un libro in catalogo dopo la scadenza dei diritti, che di solito durano dieci anni. Anche in questo caso la novità non riguarda gli autori con più mercato, che raramente concedono il diritto di preferenza, ma tutti gli altri: dopo dieci anni l’autore di un libro che ha venduto bene potrà decidere di ripubblicarlo con un nuovo editore o contrattare il rinnovo con Mondadori-Rizzoli, alzandone il prezzo. Qualcosa di simile riguarda i diritti sulle opere in raccolta con cui un editore compra la possibilità di pubblicare anche raccolte dei libri dei propri autori. Per i prossimi tre anni, chi ha pubblicato con Mondadori-Rizzoli sarà libero di pubblicare, per esempio, una trilogia dei suoi romanzi con qualsiasi altro editore.

La decisione del Garante provoca un’oggettiva apertura del mercato e avrà qualche impatto sulla situazione economica della casa editrice, ma la spingerà anche a impegnarsi in contratti più lunghi, con il possibile, paradossale, risultato di diventare più attraente per gli autori rispetto ad altri editori.

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La lettera di Einaudi