Tre degli undici candidati sindaco di Latina:Nicola Calandrini, Marilena Sovrani e Enrico Forte
  • Italia
  • giovedì 26 maggio 2016

Guida alle elezioni di Latina

L'ex sindaco di destra è stato sfiduciato, dallo scorso luglio governa un commissario straordinario, ci sono 11 candidati e probabilmente si andrà al ballottaggio

Tre degli undici candidati sindaco di Latina:Nicola Calandrini, Marilena Sovrani e Enrico Forte

Il prossimo 5 giugno ci saranno in Italia le elezioni amministrative. In tutto dovranno eleggere il sindaco e il consiglio comunale in 1.368 comuni, tra cui 26 capoluoghi di provincia, compresa Latina. Si voterà in un solo giorno, dalle ore 7 alle 23. Il turno di un eventuale ballottaggio è previsto invece per il 19 giugno.

Dallo scorso luglio Latina è governata da un commissario straordinario (Giacomo Barbato, prefetto), dopo che il sindaco Giovanni Di Giorgi (eletto al primo turno del 2011 con il Popolo delle Libertà e poi passato nel 2013 a Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale) è stato sfiduciato dal consiglio comunale con i voti congiunti dei consiglieri del PD e di Forza Italia per dei contrasti sulle nomine del consiglio di amministrazione di AcquaLatina. Di Giorgi si era già dimesso dell’ottobre del 2014 per problemi interni alla sua maggioranza, ma un mese dopo aveva cambiato idea e aveva nominato una nuova giunta. Dopo la sfiducia di luglio Di Giorgi è stato nominato assessore a Supino, piccolo comune in provincia di Frosinone: questo gli ha permesso di mantenere la vice presidenza nazionale dell’ANCI, l’Associazione nazionale dei comuni italiani.

I candidati
I candidati sindaco sono undici e molti sono ex consiglieri comunali o ex assessori. Il centrosinistra ha candidato Enrico Forte, consigliere regionale PD nel Lazio, che ha vinto le primarie di coalizione dello scorso novembre: è sostenuto da una lista del PD e da due liste civiche.

La destra non ha trovato un accordo e presenta diversi candidati: Nicola Calandrini, vincitore delle primarie del centrodestra, è sostenuto da cinque liste tra cui quelle di Fratelli d’Italia e Noi con Salvini; Alessandro Calvi, ex assessore ai Servizi Sociali, non ha partecipato alle primarie ma ha scelto di candidarsi appoggiato da Forza Italia rinunciando al ruolo di coordinatore provinciale del partito; Salvatore de Monaco, ex Presidente della Provincia di Latina, è appoggiato dal Movimento Sociale Italiano; Gianni Chiarato, ex consigliere comunale indipendente, è sostenuto dal movimento Fare del sindaco di Verona Flavio Tosi; Marco Savastano si presenta per Casa Pound; Angelo Orlando Tripodi, ex assessore del PDL alle Attività Produttive è sostenuto da una lista che si chiama “La famiglia Cristiana”, da una che si chiama “La destra” e da Forza Nuova.

Il Movimento 5 Stelle ha deciso di non presentare un proprio candidato. Damiano Coletta, si è candidato però con il sostegno di tre liste che possono essere considerate vicine al Movimento. Ci sono poi Danilo Calvani, leader del Movimento Forconi 9 dicembre; Davide Lemma, ex dirigente del Latina Calcio ed ex Fratelli d’Italia, si presenta con una lista civica; Marilena Sovrani, unica donna ed ex assessora alla Pubblica Istruzione e Cultura eletta con l’UDC, si presenta con due liste in suo sostegno.

Sondaggi
I sondaggi dicono che si andrà al ballottaggio. Secondo un sondaggio fatto tra il 17 e il 19 maggio Nicola Calandrini (centrodestra) avrebbe il 29,2 per cento, Enrico Forte (centrosinistra) il 27,2, Damiano Coletta il 22,1 e Alessandro Calvi il 12,6. Gli altri candidati tutti insieme arriverebbero all’8,9 per cento. Per un altro sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli, il favorito alle elezioni comunali sarebbe invece Enrico Forte con il 30,6 per cento delle preferenze, con Coletta al 19,4, Calandrini al 18,6 e Calvi al 17,9. Sugli eventuali ballottaggi: Enrico Forte vincerebbe su tutti, battendo con il 57 per cento Nicola Calandrini, con il 59 per cento Damiano Coletta e con il 65 per cento Alessandro Calvi.

Cosa si dice
La situazione, anche a causa dei problemi della precedente amministrazione, è complessa. Intanto, scrivono alcuni giornali locali, non è passato inosservato il fatto che tre esponenti del governo Renzi stiano partecipando alla campagna elettorale di tre differenti candidati sindaco: la ministra della Salute Beatrice Lorenzin per Marilena Sovrani, il ministro alle infrastrutture Graziano Delrio per Enrico Forte e il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti per il candidato di centrodestra Nicola Calandrini: «Tre ministri, lo stesso governo, tre candidati sindaco diversi da sostenere», scrive Latina Quotidiano.

Una delle questioni al centro della campagna elettorale è il Mercato Ortofrutticolo di Latina (MOL) su cui negli ultimi giorni Forza Italia e il PD si sono scambiati reciproche accuse. Il presidente del MOL Paolo Ghedin ha pubblicamente espresso il sostegno dell’ente a Enrico Forte, candidato del PD, nelle cui liste c’è però anche la figlia di Ghedin. Forza Italia ha parlato di conflitto di interessi dicendo che Paolo Ghedin non ha espresso una sua posizione personale ma ha parlato, senza aver ricevuto alcun mandato, a nome dell’intera struttura e ha anche ipotizzato che si possa trattare di voto di scambio. Forte non ha risposto, ma lo ha fatto il segretario locale del PD Andrea Giansanti: «Nonostante Latina sia il secondo comune agricolo del Lazio e uno dei principali in Italia, mai è stata adottata una seria politica di crescita e di investimento nel settore, abbandonando a sé stesso il MOL e non fornendo ai suoi operatori gli strumenti e i provvedimenti da tempo richiesti. Gli imprenditori si sono evidentemente stancati di aspettare invano, e come dargli torto».

C’è poi stata una lunga discussione a causa della scelta della Commissione Elettorale composta da due esponenti di Forza Italia e da uno del PD di nominare direttamente gli scrutatori per il 5 giugno, alcuni dei quali nemmeno iscritti nell’apposito albo. Il PD si era però sempre dichiarato a favore del sorteggio e i candidati sostenuti dalle liste civiche hanno protestato: sostengono che il sorteggio poteva e doveva essere una garanzia di imparzialità per le operazioni di voto e per il successivo scrutinio. «Viene spontaneo pensare che le scelte siano determinate dalla conoscenza e dalla ‘fiducia’ che i membri della commissione ripongono nei loro nominati», ha detto Damiano Coletta. Marilena Sovrani ha invece attaccato il PD: «Predicano bene ma razzolano male. Ciò che ripetono da mesi Enrico Forte e compagni (e cioè che non vogliono saperne, di inciuci e ambiguità) ha un retrogusto retorico acchiappavoti».

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