La Banca centrale europea non stamperà più banconote da 500 euro

Quelle in circolazione saranno comunque valide, ma non saranno sostituite da nuove serie: è per contrastare evasione fiscale e riciclaggio

(MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Le banconote da 500 euro non saranno più stampate a partire dalla fine del 2018: lo ha deciso oggi il direttivo della Banca centrale europea (Bce) dopo diversi mesi di discussioni e trattative. La decisione è stata assunta per combattere il riciclaggio di denaro, il finanziamento di organizzazioni criminali e terroristiche e l’evasione fiscale, di cui i biglietti da 500 euro sono uno dei mezzi principali.

Già a febbraio di quest’anno il Consiglio della Bce aveva espresso il proposito di rendere più difficile per le organizzazioni illegali l’approvvigionamento di banconote di grosso taglio. Il presidente della Banca centrale, Mario Draghi, parlando davanti alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, aveva detto che la Bce stava “riflettendo sulla questione per trovare la migliore soluzione”, anche se aveva aggiunto che “serve cautela ” e che “nessuno vuole ridurre la massa circolante della moneta”. Le banconote da 500 euro permettono di spostare o nascondere grandi quantità di denaro in poco spazio e sono per questo usate spesso per attività illecite. Nello spazio di un pacchetto di sigarette, per esempio, è possibile conservare fino a 40 banconote da 500 euro, per un valore di 20 mila euro.

Dopo lunghe trattative, la soluzione adottata dalla Bce è la sospensione della stampa di nuove banconote da 500 euro: i cittadini dell’eurozona potranno continuare a utilizzare i 597 milioni di esemplari della banconota ancora in circolazione (che hanno un valore di quasi 300 miliardi di euro), ma non è prevista una nuova edizione nella serie “Europa”, quella che per ora ha compreso una revisione della grafica delle banconote da 5, 10 e 20 euro.

Il paese che ha spinto di più per l’eliminazione della banconota da 500 euro è stata la Francia, specialmente dopo gli attentati di Parigi dello scorso novembre. «Il biglietto da 500 è utilizzato più per nascondere le cose che per comprarle» aveva detto il mese scorso il ministro delle Finanze francese Michel Sapin. I francesi sono anche tra quelli che utilizzano meno i contanti, a differenza dei tedeschi. E proprio da parte della Germania, infatti, è venuta l’opposizione principale al provvedimento della Bce. A febbraio Jens Wiedemann, il presidente della Bundesbank, la Banca centrale tedesca, aveva detto che rinunciare alle banconote da 500 euro avrebbe avuto l’effetto di “danneggiare la fiducia dei cittadini europei nella valuta comune”. Secondo la Germania l’eliminazione delle banconote da 500 euro potrebbe scoraggiare i correntisti che vogliono ritirare i loro depositi dalle banche, in una fase in cui, sempre per decisione della Bce, i tassi d’interesse sono negativi; in Germania sono inoltre molto più diffusi i pagamenti in contanti rispetto a quelli con carte di debito e credito, spesso per preoccupazioni sulla privacy da parte dei consumatori. Una preoccupazione di tipo diverso è invece quella della Svizzera, che non fa parte della moneta unica: la paura è che una volta ridotta la circolazione del taglio da 500 euro le organizzazioni criminali possano iniziare a usare maggiormente le banconote da 1000 franchi, il cui valore attuale è di 909 euro.

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