Gianni Cuperlo on the consulent assunt by the PD for the referendum costituzionale

Il consulente è americano e si chiama Jim Messina: Cuperlo ha detto che gli ricorda Alberto Sordi

L’ex presidente e attuale deputato del PD Gianni Cuperlo ha scritto un lungo post su Facebook sulla decisione del PD di assumere un consulente statunitense – Jim Messina, apprezzato capo della seconda campagna elettorale di Barack Obama – per gestire la comunicazione della campagna elettorale per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale, che si terrà il prossimo ottobre. Il referendum sarà senza quorum. Cuperlo comincia con il ricordare quando DS e Margherita (i due partiti da cui sarebbe nato il PD) assunsero un consulente americano in occasione delle elezioni politiche 2001.

Ok, iniziammo la chiacchiera (il briefing) e si cercò di raccontargli come eravamo arrivati lì. Cioè perché l’Ulivo (Olive Tree) avesse vinto nelle urne del 1996 ma poi avesse avuto tre governi (Prodi, D’Alema, Amato) e si presentasse a quel punto agli italiani con un quarto candidato (Rutelli). Scorgemmo i primi segni di curiosità degli ospiti. Poi, timidamente, si disse loro che il governo sorto dopo la caduta di Prodi si era retto sui voti determinanti di una micro-formazione del centrodestra guidata dall’allora presidente emerito della Repubblica (Cossiga). E per completezza si aggiunse che qualche anno prima il partito che aveva espresso il nuovo premier (D’Alema) aveva votato l’impeachment dello stesso Cossiga per attentato alla Costituzione. Qui gli ospiti cominciarono a dondolare incerti sulla sedia. Il colpo di grazia venne qualche minuto dopo quando si trattò di istruirli sulla tecnica della legge elettorale. Lo “scorporo” si rivelò letale e motivò uno sbandamento che rese problematica la collaborazione e l’indirizzo di una strategia vincente. Infatti, per la cronaca, perdemmo (non a causa loro s’intende, ma per colpe interamente nostrane).

Cuperlo scrive che tra i primi suggerimenti che ha dato Messina c’è distribuire ai sostenitori del “sì” dei “kit” informativi che contengano alcuni semplici slogan, come “tagliamo le poltrone” e “risparmiamo sulle spese della politica”. Da qui Cuperlo fa due considerazioni, una seria ed una scherzosa. La più seria è che, secondo lui, la campagna referendaria non andrebbe necessariamente gestita con le tecniche più spicciole della comunicazione politica e la riforma costituzionale non andrebbe presentata semplicemente come una “riduzione delle poltrone”. La seconda, scherzosa, è che la scena di Jim Messina che spiega ai sostenitori le tecniche da utilizzare gli ha ricordato il film “Un americano a Roma”, con Alberto Sordi:

Ora, (ripeto, non so il motivo) ma mi si è materializzata l’immagine di Mr. Messina che spiega a noialtri “Ok boys and girl? You avete the kit e you spieg che We cut the poltrons! Ok, yes?”

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