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No, non ci sarà un referendum sulla legittima difesa

Quello che dicono alcuni siti di news poco seri non è vero: si è creata confusione per una legge d'iniziativa popolare dell'Idv

(ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Da alcuni giorni sta girando su Whatsapp e su alcuni siti di news poco raccomandabili l’invito a firmare un’oscura richiesta per indire un «referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni». Il messaggio parla della possibilità di firmare la richiesta nell'”ufficio segreteria” o all'”anagrafe” del proprio comune. Naturalmente non esiste nessuna richiesta per indire un referendum del genere: in Italia esistono solo due tipi di referendum, e cioè quello abrogativo – usato appunto per abolire una legge – e quello costituzionale, per confermare le nuove leggi che riguardano la Costituzione. Non si può introdurre una legge con un referendum, insomma.

È possibile che si sia creata un po’ di confusione per via del fatto che in questi giorni l’Italia dei Valori – il partito fondato dall’ex magistrato Antonio Di Pietro, sparito da anni dalla politica italiana – sta raccogliendo le firme per presentare una legge di iniziativa popolare per modificare parzialmente le leggi riguardo la legittima difesa («per punire più severamente la violazione del domicilio col raddoppio delle pene e per accrescere la possibilità di difesa legittima», spiega l’IDV). La legge 352 del 1970 prevede che per essere considerate valide, le leggi di iniziativa popolare debbano essere sottoscritte da 50mila persone con diritto di voto: la proposta viene quindi valutata dal Parlamento, che ovviamente non è obbligato ad approvarla. La Stampa scrive che «dal 1979 a oggi sono state presentate circa 260 proposte di legge di iniziativa popolare e solamente 3 sono diventate legge». Mercoledì 20 aprile l’Italia dei Valori ha fatto sapere di aver raccolto più di 200mila firme a sostegno della sua legge di iniziativa popolare, anche se non c’è modo di verificare la cifra esatta.

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Giovedì 21 aprile, fra l’altro, era in discussione alla Camera una riforma della legge sulla legittima difesa, che però è stata rinviata alla Commissione Giustizia: la Lega Nord, che ha presentato la riforma, che prevede sostanzialmente un ampliamento dei casi in cui è prevista la legittima difesa, ha protestato contro il rinvio mostrando cartelli e magliette con la scritta “la difesa è sempre legittima”.