• Italia
  • lunedì 18 aprile 2016

Il presunto naufragio nel Mediterraneo

Cosa sappiamo della notizia circolata ieri sui giornali italiani e stranieri, che parlavano di 400 dispersi: le notizie sono ancora confuse e non c'è nessuna conferma ufficiale

Due barche della Guardia Costiera italiana fotografate a Lampedusa nel 2013.(Tullio M. Puglia/Getty Images)

Aggiornamento del 19 aprile: A più di 24 ore dalla diffusione delle prime notizie sul presunto naufragio tra l’Egitto e l’Italia c’è ancora molta incertezza su cosa sia davvero successo e mancano del tutto conferme ufficiali. BBC, la fonte più autorevole tra quelle che si sono occupate del naufragio, ha detto di aver parlato con 41 sopravvissuti (somali, sudanesi ed etiopi) che si trovano nella città greca di Calamata. Secondo i loro racconti circa 240 migranti sarebbero partiti venerdì scorso dalla città di Tobruk, in Libia, e durante la prima notte di viaggio sarebbero stati fatti salire su una seconda imbarcazione con già circa 300 persone a bordo, che poi sarebbe affondata causando la morte di circa 500 persone. Non è ancora chiaro da dove provenisse la seconda imbarcazione. I sopravvissuti – che secondo le testimonianze raccolte da BBC sarebbero i migranti che dalla prima barca non erano ancora saliti sulla seconda – sono stati salvati da una nave da trasporto, che poi li ha passati in consegna a una nave della Guardia costiera greca. BBC ha parlato con l’equipaggio della nave mercantile responsabile del salvataggio che ha confermato la cosa, spiegando che i migranti non volevano essere consegnati alle autorità greche e che volevano raggiungere l’Italia.

Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa, ha confermato al Post che 41 migranti sono stati salvati nel mar Egeo, a sud del Peloponneso, e portati dalla Guardia costiera greca a Calamata, dove al momento si trovano in stato di fermo amministrativo. In teoria, i 41 migranti a Calamata non potrebbero parlare con giornalisti o rappresentanti delle organizzazioni che si occupano di migranti (BBC dice però di esserci riuscita). Al momento, ha spiegato Sami, la versione delle autorità greche è che i 41 migranti non hanno detto di essere stati coinvolti in un naufragio in cui sono morte altre persone. Tra stasera e domani l’UNHCR prevede di riuscire a incontrare i migranti e raccogliere maggiori informazioni.

(il puntatore rosso nella mappa corrisponde a Tobruk, dove sarebbe partita la nave di cui parla BBC, mentre la stella corrisponde a Calamata)


Le 41 persone, ha detto la guardia costiera greca, si trovavano a bordo della nave mercantile con bandiera filippina Eastern Confidence, il cui equipaggio aveva spiegato di averli recuperati da un relitto di legno ingovernabile a circa 95 miglia marine a sudovest della città di Pilos, e quindi circa tra la Libia e l’Italia. Per BBC a Calamata c’è il giornalista Will Ross, che ha detto di essere stato finora l’unico giornalista internazionale ad aver parlato con i sopravvissuti. Ross dice che un uomo gli ha raccontato di aver visto annegare davanti a sé sua moglie e suo figlio.

Parallelamente i presidenti della Somalia e della Repubblica di Somaliland (una regione che si è auto dichiarata indipendente e che non ha ancora un completo riconoscimento internazionale) hanno diffuso comunicati ufficiali sull’incidente. Il comunicato del presidente della Somalia parlava di 400 morti, per lo più somali, ma un successivo comunicato del ministro dell’Informazione somalo parla di 200 morti.

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Lunedì mattina i principali giornali italiani hanno scritto che 400 migranti – soprattutto somali, ma anche etiopi ed eritrei – sono dispersi in mare dopo un naufragio nel tratto di mare tra l’Italia e l’Egitto. Contattata dal Post, la portavoce dell’UNHCR per il Sud dell’Europa Carlotta Sami ha detto che l’agenzia non ha finora avuto nessuna conferma del naufragio. Anche le altre principali organizzazioni ed enti che si occupano di immigrazione, tra cui l’International Organization for Migration (IOM) e Medici Senza Frontiere, finora hanno detto di non essere in grado di confermare che il naufragio sia effettivamente avvenuto; lo stesso hanno detto la Guardia Costiera italiana e quella greca. 

In Italia la notizia è stata data per prima dall’agenzia ANSA, che ha indicato come fonte «il Mail online, citando la BBC in arabo, che a sua volta cita media locali». Un primo articolo sul presunto naufragio è stato in effetti pubblicato ieri dall’edizione araba di BBC, anche se fino a stamattina non era stato ripreso da nessuna altra importante testata internazionale. BBC Arabic riporta come fonte i parenti di alcuni dei migranti coinvolti nel naufragio. Nella serata di lunedì l’edizione britannica di BBC ha scritto di aver parlato con 41 persone sopravvissute a un naufragio nel Mediterraneo e trasportate dai soccorsi a Calamata, nel sud della Grecia. I migranti, scrive BBC, hanno detto che nel naufragio sarebbero morte fino a 500 persone.

Lunedì il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che si trova in Lussemburgo, ha dato quella che alcuni siti stranieri hanno interpretato come una conferma. Gentiloni aveva detto«Stiamo cercando di avere notizie ulteriori soprattutto dalle autorità egiziane, ma al di là dei particolari non c’è dubbio che anche il fatto che avvenga un anno dopo, anche se in un contesto territoriale completamente diverso, interpella le nostre coscienze e deve farci ragionare». A quanto risulta al Post, però, il ministero degli Esteri non ha confermato il naufragio e sta aspettando eventuali conferme dalle autorità egiziane. 

L’edizione italiana di Vice News ha parlato con la Guardia costiera italiana, che ha detto di aver saputo della notizia dai giornali e ha confermato che al momento non c’è nessuna operazione di salvataggio in corso.

Patrick Kingsley, giornalista del Guardian che si occupa di migranti, ha notato come la fonte iniziale della notizia, cioè la versione in arabo di BBC, parli di quattro naufragi diversi che hanno coinvolto quattro diverse imbarcazioni: un evento molto insolito, dato che di solito le barche in questione viaggiano da sole. Kingsley ha anche sentito due diversi capi delle reti che trasportano illegalmente migranti dall’Egitto all’Europa: «Non hanno sentito niente su naufragi. Non è detto che dicano la verità, ma è strano». 

La Guardia Costiera italiana ha detto a Reuters che domenica 17 aprile ha salvato 108 migranti da un gommone, in un’altra operazione: a condurre l’operazione è stata una nave di salvataggio privata del gruppo SOS Mediterranee. Sono stati recuperati anche sei corpi, ma non è chiaro se l’incidente sia collegato a quello di cui parlano oggi i giornali italiani.

Qualche altro giornale ha parlato di una fonte nell’ambasciata somala in Egitto: Samer Al-Atrush, un giornalista egiziano, ha scritto però su Twitter che quello citato è un sostituto dell’ambasciatore, che è morto, e che ha saputo della cosa su Facebook. L’articolo sull’edizione inglese di BBC sembra confermare questa ipotesi, scrivendo che il diplomatico somalo ha confermato la notizia dopo che «alcuni dei familiari dei parenti hanno condiviso dei post sui social media domenica». Sempre BBC scrive che alcuni dei sopravvissuti sarebbero stati portati su un’isola greca, senza però fornire ulteriori dettagli né attribuire la notizia. Sally Hayden, giornalista di Vice News, ha scritto su Twitter di aver contattato delle fonti interne alla presidenza somala, che le hanno detto che per ora non hanno informazioni solide al riguardo e non possono confermare niente.

Goobjoog News, un sito somalo in inglese, ha pubblicato lunedì quella che sostiene essere un’intervista esclusiva a Awaale Warsame Sandhool, che è descritto come un sopravvissuto al naufragio. L’articolo è stato condiviso su Twitter da alcuni giornalisti, che hanno espresso però scetticismo sulla sua attendibilità. Nell’intervista si dice che la barca si sarebbe rovesciata il 12 aprile e i soccorritori sarebbero arrivati solo domenica, dopo cinque giorni. Il sito dice che l’intervista è stata fatta sull’isola greca di Scarpanto, dove la Guardia costiera greca avrebbe portato i 24 migranti salvati. Gli altri, circa 500, secondo il sito sarebbero dispersi. La guardia costiera greca in realtà non ha confermato nessuna notizia sul naufragio, e in generale l’articolo non può essere considerato attendibile.

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