Servono cinema in cui poter usare gli smartphone?

Una catena di cinema americani ha accennato all'idea di costruire sale apposta, ma è stata molto criticata e ci ha subito ripensato

(Dal film "Hugo Cabret")

AMC Theatres è una società statunitense che possiede e gestisce circa 400 cinema per un totale di più o meno cinquemila schermi: ogni anno circa 200 milioni di persone vedono un film in un cinema AMC (che non c’entra niente con l’omonimo network americano). Il 13 aprile Adam Aron – che da quattro mesi è CEO di AMC Entertainment, la grande società di cui AMC Theatres fa parte – è stato intervistato da Variety e ha detto che la società stava prendendo in considerazione l’idea di consentire, in alcune sue sale cinematografiche, l’uso degli smartphone. Dopo quell’intervista c’è stato quello che in inglese si definisce “backlash”: cioè una grande e intensa reazione negativa, soprattutto sui social network, e AMC ha dovuto diffondere un comunicato per dire che ci aveva ripensato.

Nell’intervista, Aron aveva parlato della difficoltà di attrarre al cinema i millennials, cioè i nati tra gli anni Ottanta e Novanta: l’ipotesi delle sale per utilizzare gli smartphone era stata suggerita dall’intervistatore, e Aron aveva lasciato intendere che fosse un’idea già presa in considerazione da AMC. Aron aveva però riconosciuto già nell’intervista il fatto che molte persone non sopportino i vicini di posto che usano gli smartphone, e aveva detto che probabilmente la soluzione era creare aree apposite.

Aron: Dobbiamo trovare un modo per cambiare il nostro prodotto per far sì che i millennials vadano al cinema con la stessa frequenza con cui lo facevano i baby boomers [i nati  in Nordamerica tra il 1945 e il 1964].

Intervistatore: Per attirare i millennials si potrebbe permettere loro di usare gli smartphone e mandare messaggi?

Aron: Sì. Quando dici a un ragazzo di 22 anni di spegnere il telefono per non rovinare lo spettacolo, è come se gli dicessi “per favore tagliati il braccio sinistro da sopra il gomito. Non puoi dire a un ragazzo di 22 anni di spegnere il telefono. Non è così che sono abituati a vivere. Allo stesso tempo però stiamo anche pensando a un modo che permetta di non disturbare gli altri. C’è un motivo per cui prima del film viene detto di spegnere il telefono, è perché chi va al cinema non vuole qualcuno che gli sta seduto di fianco che manda messaggi dal suo smartphone.

Intervistatore: Pensate di creare delle aree apposite?

Aron: È una possibilità. La cosa più plausibile è far sì che certe sale diventino più texting friendly.

Dopo molte critiche ricevute sui social network sull’ipotesi delle sale per usare gli smartphone, AMC Theatres ha spiegato in un comunicato di aver cambiato idea e che quella che comunque era solo un’ipotesi non sarà messa in pratica. «Non succederà. Vi siete espressi. Abbiamo capito», ha scritto AMC, che ha aggiunto: «l’idea l’abbiamo rispedita nel cutting room floor». È un modo di dire del gergo cinematografico: fa riferimento al luogo in cui venivano lasciati i pezzi di pellicola tagliati da quello che poi sarebbe diventato il film finito.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.