Un sostenitore del principale partito finora all'opposizione mentre guarda i risultati delle elezioni, Seul, 13 aprile 2016 (AP Photo/Lee Jin-man)
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  • giovedì 14 aprile 2016

In Corea del Sud ha vinto l’opposizione

Il principale partito di centrosinistra ha ottenuto la maggioranza relativa in parlamento e per la presidente e l'attuale governo non è affatto una buona notizia

Un sostenitore del principale partito finora all'opposizione mentre guarda i risultati delle elezioni, Seul, 13 aprile 2016 (AP Photo/Lee Jin-man)

Mercoledì 13 aprile in Corea del Sud ci sono state le elezioni parlamentari e il partito conservatore Saenuri della presidente Park Geun-hye ha perso per la prima volta in sedici anni la maggioranza all’assemblea nazionale ottenendo 122 seggi su 300 (nel 2012 ne aveva ottenuti 152). Ha guadagnato invece consensi, e 123 seggi, il principale partito di opposizione Minjoo, di centrosinistra. Il Partito Popolare che si è formato lo scorso gennaio da una scissione del Minjoo ha ottenuto un buon risultato: con 38 seggi è diventato la terza forza del paese.

Il risultato è stato piuttosto inatteso, scrivono alcuni osservatori. Dicono anche che la sconfitta di Saenuri avrà delle conseguenze sull’attuale governo: maggiori difficoltà a far approvare le leggi all’Assemblea Nazionale in un momento in cui il paese sta attraversando una stagnazione economica e minori possibilità di vincere nuovamente con un proprio candidato le elezioni presidenziali in programma alla fine del prossimo anno. Nel 2012 Park Geun-hye era diventata la prima presidente donna nella storia del paese (era stata anche la prima a candidarsi): il suo mandato scadrà nel dicembre del 2017. L’affluenza di mercoledì è stata superiore rispetto a quella delle ultime due elezioni, smentendo le aspettative degli analisti e dei politici che pensavano invece che il diffuso malcontento nei confronti dell’attuale legislatura avrebbe tenuto gli elettori lontano dalle urne: ha votato il 58 per cento degli aventi diritto, cioè 24,4 milioni di persone su 42, con un aumento di 3,8 punti percentuali rispetto alle votazioni del 2012.

I cittadini sudcoreani, scrive il Guardian, hanno espresso con il loro voto la frustrazione nei confronti di un parlamento che ha trascurato questioni come la disoccupazione e la sicurezza nazionale a favore invece degli interessi dei chaebol, i grandi gruppi industriali del paese. Oltre a produrre ricchezza, questi grandi gruppi rappresentano anche un limite per lo sviluppo delle imprese medio-piccole. La disoccupazione giovanile in Corea del Sud nel mese di febbraio ha raggiunto il 12,5 per cento, il dato più alto dal 1999.

Dopo la notizia della sconfitta il partito conservatore Saenuri ha pubblicato un comunicato in cui ha scritto di accettare «con umiltà il risultato delle elezioni. Non siamo riusciti a comprendere le persone, quando erano piene di delusione e di rimproveri nei nostri confronti». Il presidente del partito, Kim Moo-sung, ha presentato le dimissioni dicendo di volersi assumere «la responsabilità della sconfitta». Altri dirigenti del partito hanno anticipato che faranno la stessa cosa.

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