(Coolest)

Il fallimento del frigorifero da picnic finanziato con Kickstarter

Aveva raccolto 12 milioni di euro, tra grandi entusiasmi, ma è un mezzo disastro: soprattutto per chi ci aveva investito

(Coolest)

Nel 2014 una sorta di borsa frigo portatile con molte altre funzioni – frullatore e stereo compreso – che si chiama Coolest divenne uno dei progetti più conosciuti, apprezzati e finanziati su Kickstarter, il sito di crowdfunding dove si propongono nuove idee chiedendo agli utenti di finanziare la loro produzione con una donazione. In pochi mesi quelli di Coolest raccolsero più di 12 milioni di euro per la loro idea, ma a distanza di due anni il progetto è seminaufragato attirandosi grandi critiche da parte delle migliaia di persone che lo avevano finanziato. La vicenda è esemplare e racconta molto di come funzionano le cose su Kickstarter e servizi simili, dove spesso le aspettative in buona fede dei finanziatori vengono deluse da chi propone nuovi progetti facendo promesse che poi, nei fatti, non riesce a mantenere.

Coolest prometteva di risolvere buona parte dei problemi pratici legati a scampagnate e pic-nic. Oltre a essere un frigorifero portatile, nel quale tenere al fresco cibi e bevande, è anche uno stereo bluetooth impermeabile, un caricatore USB, un porta piatti e posate, un apriscatole e un frullatore per preparare cocktail e frullati. La raccolta fondi per il prodotto era iniziata nel luglio del 2014 e in meno di 36 ore aveva permesso di superare il primo obiettivo di 125mila dollari, continuando a ricevere finanziamenti da parte degli utenti, cui era stato promesso in cambio un Coolest una volta avviata la produzione. Su Kickstarter funziona spesso così: chi finanzia la realizzazione di qualcosa, riceve in cambio il prodotto o uno sconto per acquistarne uno non appena viene messo in produzione.

Dopo avere ricevuto l’attenzione di diversi siti di tecnologia, alla fine dell’estate del 2014 Coolest era anche finito su diversi giornali negli Stati Uniti. Il Washington Post aveva dedicato un lungo articolo con toni entusiastici al prodotto e al suo inventore Ryan Grepper:

La parola “carriera” è un modo strano per descrivere quello che fa Grepper: è più un imprenditore seriale che un uomo in carriera nel senso tradizionale dell’espressione. Infatti, se da una parte il suo successo è un’ottima pubblicità per la perseveranza, dall’altra è anche il segno dell’arrivo dell’economia “fai da te”, quella che inizia con gli investimenti diretti dei consumatori e viene portata a compimento nei soggiorni di casa, nei bar, negli spazi di co-working. Come dice Grepper, «ovunque ci sia un po’ di caffeina e il WiFi».

Grepper non immaginava come sarebbero andate le cose quando 14 anni fa lasciò il suo lavoro full time come rappresentante di prodotti farmaceutici per mettersi in proprio. Erano passati solo due anni dalla fine del college e, già annoiato con la routine lavorativa, Grepper si trasferì da Tucson a San Diego e trovò un lavoro part time in un grande centro commerciale. Nel tempo libero saldava recinzioni di metallo per uno strana varietà di clienti e lavorava su possibili soluzioni ai piccoli problemi della vita: una ciotola per il cane che si ripiegava fino a occupare lo spazio di una carta di credito, oppure una bilancia per bagagli utile ad evitare le maggiorazioni delle compagnie aeree.

I problemi per Coolest sono iniziati nel 2015, in concomitanza con la promessa di distribuire un modello aggiornato del frigorifero ai 62mila finanziatori che avevano permesso di raccogliere i 12 milioni di euro. La data di consegna fu annunciata per febbraio 2015, ma in seguito rinviata a causa di alcuni problemi di progettazione e di produzione. I ritardi continuarono ad accumularsi e solo a luglio 2015 iniziò la distribuzione di una ridotta quantità di Coolest e con un’amara scoperta per Grepper: i conti non tornavano. Produrre un Coolest costava più dei 200 dollari anticipati da ogni investitore per averne uno.

In breve tempo la produzione in perdita portò a finire il denaro raccolto su Kickstarter. Per recuperare qualche soldo, quelli di Coolest decisero di vendere le ultime unità prodotte non ai molti finanziatori di Kickstarter che ancora attendevano il frigorifero, ma su Amazon e al prezzo di 400 dollari. La cosa non piacque ai finanziatori, che iniziarono a scrivere decine di recensioni negative e molto critiche nella scheda del prodotto sul sito di Amazon. Coolest risulta ancora in vendita su Amazon e ha ora tre stelle e mezza su cinque come valutazione da parte dei clienti.

Negli ultimi giorni le cose si sono ulteriormente complicate con una nuova beffa per chi aveva finanziato il progetto. In un aggiornamento pubblicato su Kickstarter e visibile solo ai finanziatori, e che Motherboard è riuscito a farsi passare, si dice che chi aveva finanziato il progetto può scegliere se inviare altri 97 dollari a Coolest in modo da avere garantita la consegna del prodotto entro luglio; chi non lo farà dovrà attendere ancora a lungo prima di riceverlo, ammesso che nel frattempo l’azienda non dichiari fallimento.

La vicenda del Coolest è simile ad altre storie più piccole, e che quindi ricevono meno attenzione da parte dei media, dei siti di crowdfunding. Per raggiungere i finanziamenti sperati, chi propone nuove idee spesso promette cose che nella pratica non è sicuro di potere mantenere, per incapacità nel seguire lo sviluppo del suo prodotto o per inadeguatezze nel gestire la creazione di una startup. Almeno nelle prime fasi di sviluppo delle idee, i siti come Kickstarter offrono alcune garanzie agli investitori per recuperare le loro donazioni, ma nelle fasi seguenti dopo la messa in produzione è più difficile ottenere garanzie circa i propri investimenti.