Mick Jagger (YAMIL LAGE/AFP/Getty Images)

Lo storico concerto dei Rolling Stones a Cuba

Si è tenuto ieri sera a L'Avana, c'erano più di 250mila persone e per importanza è stato paragonato a quello di Roger Waters del 1990 al Muro di Berlino

Mick Jagger (YAMIL LAGE/AFP/Getty Images)

Venerdì i Rolling Stones hanno fatto un concerto a Cuba, per la prima volta nella storia della band. Si sono esibiti per più di due ore suonando 18 canzoni nella Ciudad Deportiva di L’Avana, la capitale cubana: sembra ci fossero circa 250mila persone, ma contando anche gli spettatori sparsi per le strade vicine alla Ciudad Deportiva il numero potrebbe essere più alto di diverse migliaia. Il concerto si è tenuto all’aperto ed era gratuito: non c’era mai stato niente di simile a Cuba prima d’ora.

Mick Jagger, cantante e frontman dei Rolling Stones, ha aperto il concerto dicendo in spagnolo: «Sappiamo che anni fa era difficile ascoltare la nostra musica a Cuba, ma siamo qui a suonare. Penso che davvero i tempi stiano cambiando, non è vero?». La prima canzone del concerto è stata Jumpin’ Jack Flash, incisa nel 1968 quando a Cuba erano passati quasi dieci anni dalla rivoluzione comunista di Fidel Castro. Allora Jumpin’ Jack Flash, come molte altre canzoni dei Rolling Stones e di altri gruppi considerati una deviazione dall’ideologia comunista, era vietata. Il concerto di Cuba è stato l’ultimo del tour dei Rolling Stones nell’America Latina, che negli ultimi mesi hanno suonato anche in Brasile, in Uruguay, in Perù, in Messico e in Colombia.

I primi spettatori erano arrivati alla Ciudad Deportiva già giovedì, 18 ore prima del concerto: c’erano molti cubani da ogni parte dell’isola, ma anche cittadini di altre isole dei Caraibi. Molte persone hanno assistito al concerto dei Rolling Stones dai tetti delle case nei pressi della Ciudad Deportiva.

Associated Press ha scritto che da domenica sera (giorno dell’arrivo a Cuba di Barack Obama) a venerdì sera è come se il Ventunesimo secolo fosse arrivato con tutta la sua forza su un’isola che è ancora tagliata fuori dal resto del mondo. Jonathan Watts, corrispondente del Guardian a L’Avana, ha scritto che la rilevanza politica e culturale del concerto degli Stones è assimilabile alle visite di Obama e Papa Francesco, che è stato a Cuba alcuni mesi fa. Per la sua rilevanza storica, il concerto dei Rolling Stones a Cuba è paragonabile a quelli di David Bowie (1987) e di Roger Waters dei Pink Floyd (1990) al Muro di Berlino, o quello in Cina degli Wham, nel 1985.

Tim Cole, l’ambasciatore britannico a Cuba, ha detto: «Organizzare questo concerto è stata un’impresa immensa. Il team degli Stones ha dovuto negoziare per ottenere tutti i permessi e poter portare tutto ciò che gli serviva – palco compreso – in 56 container arrivati via mare, e il tutto è stato montato in poche settimane. È una cosa impressionante considerando che si tratta di un paese in cui gli imprenditori stranieri possono metterci anni per far partire qualcosa. Ma questo fatto mostra che le cose si possono fare, e fa ben sperare per il futuro».

Al concerto, nell’area VIP, erano presenti Naomi Campbell, Richard Gere, Jimmy Buffet e Alejandro, figlio di Fidel Castro. Il concerto diventerà un docu-film che sarà distribuito nei cinema nei prossimi mesi, e poi in DVD. A Cuba il concerto sarà invece trasmesso in tv la prossima settimana.

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