BB Bisma Ndoye sconfigge Maraka Dji allo stadio Demba Diop di Dakar 5 aprile 2015 (World Press Photo - Christian Bobst)
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  • lunedì 22 Febbraio 2016

Lo sport più popolare in Senegal

I riti particolari della lotta in Senegal nelle foto di Christian Bobst, uno dei vincitori del World Press Photo

BB Bisma Ndoye sconfigge Maraka Dji allo stadio Demba Diop di Dakar 5 aprile 2015 (World Press Photo - Christian Bobst)

Lo sport più popolare del Senegal è la lotta. Il fotografo svizzero Christian Bobst – che si è classificato al secondo posto nella categoria “Sport, Storie” del prestigioso premio World Press Photo 2016 – ne ha raccontato storie, riti e significati con il progetto The Gris Gris Wrestlers from Senegal.

La lotta in Senegal è diversa dallo sport come lo conosciamo nel resto del mondo: è fatta di rituali e di amuleti vudù – che i senegalesi chiamano Gris-gris – il cui scopo è proteggere chi li possiede dalla sfortuna o di attirare su di sé la fortuna. Per esempio i lottatori si versano del latte sul corpo, nella speranza di ottenere la forza di uno spirito che, secondo le leggende, abita lungo la costa. L’incontro di lotta prevede musiche e danze, oltre al combattimento vero e proprio, che consiste in uno scontro corpo a corpo sulla sabbia, a mani nude, e termina con l’atterramento di uno dei lottatori.

Negli ultimi dieci anni la lotta senegalese è diventata uno spettacolo redditizio, grazie a grandi sponsor di società di telecomunicazioni, stazioni televisive e nuovi canali di comunicazione. I lottatori di successo sono diventati delle celebrità e la carriera sportiva rappresenta quindi una prospettiva per molti giovani. Per quelli che hanno successo non arrivano solo riconoscimento sociale e premi in denaro (anche elevati: più di 270mila euro per i tornei migliori) ma anche possibilità di ottenere poi posti di lavoro nel settore della sicurezza o come allenatori in una scuola di lotta.