Quelli che puntano i laser contro gli aerei

Ogni anno migliaia di piloti segnalano di essere stati abbagliati da terra da puntatori laser ed è piuttosto pericoloso

Venerdì 12 febbraio il pilota che stava per fare atterrare a Città del Messico l’aereo Alitalia con a bordo Papa Francesco – per la sua attesa visita pastorale in Messico – ha segnalato al controllori di volo di avere avvistato un raggio laser diretto verso il suo Airbus A330-200. Gli equipaggi di altri aerei in volo nelle vicinanze hanno segnalato la stessa cosa, quindi non è chiaro se il raggio fosse indirizzato proprio verso l’aereo del Papa. Anche se nessun pilota è rimasto abbagliato e il traffico aereo è proseguito senza intoppi, la vicenda ha riportato l’attenzione su chi da terra punta laser verso le cabine di pilotaggio per infastidire i piloti: nella maggior parte dei casi si tratta di burle, ma gli esperti di sicurezza del volo concordano su quanto sia una cosa pericolosa.

Pochi giorni dopo l’episodio di Città del Messico, un altro caso è stato segnalato nel Regno Unito: un volo intercontinentale Virgin Atlantic, partito domenica sera dall’aeroporto di Heathrow (Londra) e diretto a New York, è dovuto tornare indietro all’aeroporto per un “problema medico” con uno dei piloti, colpito da un raggio laser poco dopo il decollo con 252 passeggeri a bordo. Non è certo il primo caso nel Regno Unito: l’autorità di sicurezza del volo britannica ha ricevuto quasi 9mila segnalazioni di incidenti legate ai laser puntati contro gli aeroplani tra gennaio 2009 e giugno 2015. Le cose non vanno meglio negli Stati Uniti, dove si stima che nel 2015 ci siano stati oltre 7mila casi. La cosa è vietata dalla legge, ovviamente, ma spesso è difficile identificare i colpevoli, perché i raggi laser più evoluti possono essere puntati a distanza di chilometri dal punto di decollo dell’aeroplano. In Italia l’uso dei laser per infastidire qualcuno accade spesso durante le partite di calcio.

Che cos’è un laser
Una comune lampadina produce una radiazione luminosa divergente in più direzioni, che permette quindi di illuminare in modo più o meno uniforme un ambiente. Un laser produce una radiazione con una lunghezza d’onda ridotta: in pratica concentra la luce in un unico fascio, che può quindi essere direzionato verso un punto preciso e a seconda della potenza a notevole distanza.

I laser sono classificati a seconda delle loro caratteristiche in quattro diversi gruppi. Nella Classe 1 sono compresi quelli meno potenti e di solito innocui per la vista, mentre nella Classe 2 rientrano i classici puntatori laser usati per esempio nelle conferenze e i lettori di codice a barre: emettono una luce potenzialmente pericolosa, ma siccome viene naturale distogliere immediatamente la vista quando si viene colpiti dal fascio luminoso non causano problemi. Nella Classe 3 rientrano puntatori laser più potenti o utilizzati in dispositivi medici e il cui uso è consigliato solo ai professionisti, anche per motivi di sicurezza. Infine, la Classe 4 comprende laser molto potenti che di solito hanno bisogno di una fonte di energia superiore alle semplici batterie: sono utilizzati per la ricerca scientifica, in ambito industriale e militare.

Pericolosità
I laser delle classi più alte, soprattutto se utilizzano luce verde, sono considerati dannosi per diversi motivi: possono causare danni alla vista, talvolta permanenti, e possono causare un abbagliamento pericoloso per chi sta svolgendo attività particolari, come fare decollare un aeroplano con 300 persone a bordo. Più ci si allontana dalla fonte del laser, più aumenta il diametro del fascio di luce, che può quindi abbagliare completamente la vista per alcuni secondi, con serie conseguenze. I danni variano da effetti temporanei, come la visione di macchie nel campo visivo, a sintomi a carico della retina che richiedono trattamenti e molto tempo prima di essere risolti.

La vendita dei puntatori laser è regolamentata in molti paesi, compresa l’Italia dove non se ne possono acquistare di classe superiore alla 2 senza particolari permessi. Nella pratica è però difficile tenere sotto controllo il mercato nero, dove si trovano facilmente modelli di puntatori molto potenti e non consentiti. Un altro problema è legato alla qualità stessa di questi dispositivi: talvolta quelli economici non sono tarati correttamente, quindi possono essere più pericolosi nonostante si trovino in una classe bassa.

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I laser contro gli aerei
Il fenomeno dei puntatori laser contro gli aerei è iniziato una decina di anni fa e riceve alterne attenzioni da parte dei media: quando riguarda qualcuno di importante o causa l’annullamento di un volo, se ne torna a parlare talvolta con toni allarmistici, poi il tema si perde tra le altre notizie e torna a essere ignorato. Il problema comunque esiste e non deve essere sottovalutato, spiegano gli esperti della sicurezza del volo, perché può distrarre un pilota in fasi molto delicate di manovra durante il decollo o l’atterraggio.

Quando un pilota nota la presenza di una luce laser, indirizzata verso il suo aereo o nelle vicinanze, segnala il problema ai controllori di volo, che a loro volta allertano le forze dell’ordine che si possono attivare sul territorio per cercare i colpevoli. Le ricerche di solito non portano a grandi risultati, perché capire di preciso da dove sia stato puntato il laser non è semplice. Le persone identificate variano molto per età ed estrazione sociale: spesso si tratta di adolescenti che pensano di fare una bravata, altre volte di adulti che lo fanno per scommessa o per mettere alla prova le loro abilità.

Anche se il fenomeno è piuttosto diffuso, a oggi non sono mai stati registrati incidenti gravi causati dai raggi laser puntati contro gli aeroplani. Il recente caso del volo Virgin Atlantic è ritenuto comunque preoccupante, anche perché sembra che il laser abbia colpito la cabina di pilotaggio quando l’aeroplano aveva superato la fase iniziale di decollo: era quindi inviato da un puntatore piuttosto potente.

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In Italia
Il problema riguarda anche gli aeroporti italiani, con decine di segnalazioni ogni anno. Già cinque anni fa la procura di Torino aveva aperto un fascicolo raccogliendo 30 casi di raggi laser indirizzati verso gli aerei e avviando controlli tra i rivenditori dei puntatori, cercando di capire l’estensione del mercato abusivo. Non c’è una legge che sanziona espressamente le pratiche di questo tipo, ma alcuni articoli del Codice penale possono essere applicati nei casi di utilizzo dei laser.

L’articolo 428 è per esempio dedicato al reato di “disastro aviatorio”:

Chiunque cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di altrui proprietà è punito con la reclusione da cinque a dodici anni. La pena è della reclusione da cinque a quindici anni se il fatto è commesso distruggendo, rimuovendo o facendo mancare le lanterne o altri segnali, ovvero adoperando falsi segnali o altri mezzi fraudolenti. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi cagiona il naufragio o la sommersione di una nave o di un altro edificio natante, ovvero la caduta di un aeromobile, di sua proprietà, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica.

C’è inoltre l’articolo 432, sempre del Codice penale:

Chiunque, fuori dei casi preveduti dagli articoli precedenti, pone in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Si applica la reclusione da tre mesi a due anni a chi lancia corpi contundenti o proiettili contro veicoli in movimento, destinati a pubblici trasporti per terra, per acqua o per aria. Se dal fatto deriva un disastro, la pena è della reclusione da tre a dieci anni.

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