Un contadino indiano nella nebbia, Jalandhar, 8 gennaio 2016. (SHAMMI MEHRA/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 15 gennaio 2016

I suicidi dei contadini in India

È un grave problema, se ne parla da molti anni: ora il governo di Narendra Modi vuole risolverlo, anche per recuperare consensi

Un contadino indiano nella nebbia, Jalandhar, 8 gennaio 2016. (SHAMMI MEHRA/AFP/Getty Images)

Migliaia di suicidi dei contadini indiani nel corso degli ultimi decenni hanno spinto il governo a istituire un fondo di assicurazione sui raccolti da oltre un miliardo di euro. In India, secondo uno studio della London School of Economics, dal 1995 al 2012 si sono suicidati circa 285 mila agricoltori: gli anni peggiori sono stati il 2003-2004 e il 2009, periodi in cui si è verificata una forte siccità e di conseguenza il raccolto è stato pessimo. Attualmente il numero di suicidi di contadini dal 1995 a oggi supera i 300 mila.

Secondo quanto fatto sapere dal governo di Narendra Modi, in carica dal maggio del 2014, il fondo dovrebbe permettere ai contadini di riavere l’intero valore del raccolto perduto per danni di origine naturale pagando un premio pari a solo l’1,5 per cento del valore totale del raccolto. Il ministro indiano dell’Agricoltura, Radha Mohan Singh, ha anche detto che questa iniziativa dovrebbe contribuire ad aumentare il numero degli agricoltori assicurati, portandoli dall’attuale 23 per cento ad almeno il 50 per cento. Il nuovo regime entrerà in vigore il prossimo aprile, il mese della semina.

Il sistema è stato definito da alcuni esponenti del governo indiano «uno scudo di protezione contro i casi di suicidi». Ma il Guardian precisa anche che l’iniziativa è un tentativo da parte dello stesso governo di avere il sostegno della comunità agricola del paese, che è molto numerosa e che da diverso tempo protesta contro Modi, soprattutto contro una recente proposta di legge per rendere più facile l’acquisto dei terreni da parte delle grandi aziende e delle multinazionali.

La decisione di istituire il fondo è stata presa dopo i risultati deludenti per il governo di due recenti elezioni statali. Nel febbraio del 2015 il Bharatiya Janata Party (Bjp), il partito nazionalista indù del primo ministro Modi, era stato pesantemente sconfitto nel Territorio federato di Delhi a vantaggio del partito anticorruzione Aam Aadmi Party (Aap). A novembre era arrivata un’altra sconfitta, alle elezioni per il rinnovo dell’assemblea dello Stato del Bihar. I giornali locali avevano parlato in entrambe le occasioni di “sconfitte clamorose” a cui avrebbero dovuto necessariamente seguire trasformazioni profonde delle politiche nazionali, soprattutto in campo sociale.

Della questione dei suicidi degli agricoltori indiani si discute da tempo. Le cause indicate sono diverse: l’alterazione dei cicli dei monsoni, la crescente siccità, il calo dei prezzi di alcune materie prime alimentari e l’imposizione di prezzi minimi molto bassi per i raccolti.

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