Proprio Apple ha un problema col design?

La sua nuova custodia con batteria per iPhone è stata molto criticata e secondo alcuni dimostra una minore attenzione ai dettagli rispetto al passato

Da martedì sui principali siti di tecnologia si discute molto di una nuova custodia presentata da Apple: un accessorio che serve per proteggere gli iPhone – dal 6 in poi – e al tempo stesso aumentare la loro autonomia, grazie a una batteria aggiuntiva inserita al suo interno. Se ne parla perché la “Smart Battery Case” costa molto di più rispetto a prodotti analoghi già in vendita da tempo e che fanno la stessa cosa, offrendo in alcuni casi anche una maggiore durata della carica. I detrattori hanno criticato anche la forma e l’aspetto della custodia, considerati un’ulteriore conferma del progressivo peggioramento di Apple nel settore del design, tradizionalmente uno dei suoi punti di forza. Infine c’è chi ritiene che Apple dovrebbe impegnarsi nel costruire smartphone con batterie che durano più a lungo, lasciando perdere scorciatoie di questo tipo.

custodia-appleLa Smart Battery Case porta comunque qualche novità rispetto alla concorrenza. Il suo materiale gommoso ricorda quello delle classiche cover per iPhone prodotte da Apple, fatta eccezione per la vistosa protuberanza nella parte posteriore, dove è stata inserita la batteria. Quando iPhone e custodia vengono messi insieme, il telefono riconosce l’accessorio e mostra per alcuni secondi la percentuale di carica disponibile nella batteria aggiuntiva. Lo stato delle due batterie viene indicato anche nel centro notifiche dello smartphone. La custodia ha una porta per la ricarica uguale a quella degli iPhone, e i due dispositivi si ricaricano nello stesso momento quando sono attaccati alla corrente (ci vuole un caricatore da 10W minimo).

Potendo dialogare con la custodia, ogni iPhone gestisce meglio la propria carica. Se per esempio la batteria del telefono è al 100 per cento, viene prima consumata la batteria aggiuntiva e poi il sistema passa automaticamente a quella nello smartphone. In questo modo si può staccare la custodia quando la sua batteria si è esaurita. All’interno della Smart Battery Case c’è anche un’antenna passiva, in modo da assicurare che il telefono continui a ricevere senza problemi il segnale della rete cellulare.

Joanna Stern del Wall Street Journal ha provato per alcuni giorni la nuova custodia e ne ha scritto una recensione positiva, pur avendo da ridire sul design dell’oggetto, non molto “alla Apple”. Ha avuto un solo grande inconveniente: la custodia è un po’ spessa e complica quindi l’inserimento del jack delle cuffie, nel caso in cui se ne utilizzino modelli diversi da quelli prodotti da Apple. La custodia ha inoltre funzionalità che mancano alla concorrenza, ma ha un prezzo molto superiore e offre minore autonomia al proprio iPhone, portandola a 25 ore di utilizzo al massimo. La Smart Battery Case costa in Italia 119 euro, molto di più rispetto ad altre custodie con batteria i cui prezzi vanno in media tra i 50 e i 90 euro, e che in alcuni casi offrono batterie potenti il doppio rispetto a quella di Apple.

Quasi tutte le recensioni hanno accolto positivamente il lato “smart” della custodia, ma in tutte c’è una critica di qualche tipo al design dell’oggetto. The Verge, per esempio, scrive che “sembra tu abbia provato a ficcare un numero esagerato di carte di credito e altre schede sul retro del tuo iPhone”. Lo stesso sito ipotizza che la strana forma della Smart Battery Case sia dovuta al fatto che Mophie, il principale produttore di accessori di questo tipo, ha brevettato nel tempo decine di design per i suoi prodotti e che quindi Apple abbia dovuto fare un po’ di slalom, progettando qualcosa che non incappasse nei brevetti di altri.

Su Twitter e altri social network, in molti hanno preso in giro la nuova custodia con batteria di Apple. Marco Arment, cofondatore di Tumblr e inventore di Instapaper, ha scritto in un tweet che “oggi abbiamo imparato che Apple odia sul serio le custodie con batteria”. Altri hanno paragonato la custodia a Quasimodo, il gobbo di Notre Dame, per via del rigonfiamento nella sua parte posteriore. Altri hanno criticato la scelta di inserire un piccolo led – che indica quando la custodia è in carica – all’interno dell’involucro, che risulta quindi invisibile quando viene inserito il telefono.

https://twitter.com/JonyIveParody/status/674270443159859200

Molti siti, compresi quelli che si occupano solamente di Apple e di solito con toni molto entusiastici, hanno scritto che la Smart Battery Case è solo l’ultimo di una serie di incidenti dell’azienda per quanto riguarda il design. 9to5mac parla di un “atteggiamento schizofrenico” di Apple, che di norma “passa attraverso un sacco di problemi per creare telefoni sottili il più possibile, sapendo benissimo che la maggior parte degli utenti ficcherà poi quei telefoni in una custodia che nasconde il design originale dello smartphone e ne aumenta lo spessore”. Il problema, prosegue l’articolo, potrebbe essere risolto se Apple producesse cover dal grande design, paragonabile a quello degli iPhone. La conclusione è che l’azienda dovrebbe costruire telefoni più solidi – con materiali che si graffiano meno, per esempio – concentrandosi anche su soluzioni per renderli più efficienti dal punto di vista energetico.

Nick Statt su The Verge ha ampliato ulteriormente il discorso: Apple continua ad adottare un design ottimo per i suoi prodotti principali, mentre troppo spesso si lascia andare a compromessi per quanto riguarda il resto. Gli accessori del nuovo iPad Pro ne sono una dimostrazione: per caricare la penna con cui scrivere sullo schermo la si deve conficcare nella porta Lightning del tablet, cosa che rende scomodo l’utilizzo dell’iPad Pro e al tempo stesso rende molto probabile che qualcosa vada storto e si rompa, in seguito a un movimento improvviso. La tastiera ha lo stesso problema della custodia con batteria: ha un rigonfiamento nella parte dei tasti, quindi quando è utilizzata per proteggere lo schermo non è allineata nel modo giusto, rispetto a una classica cover per iPad.

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TechInsider si aggiunge alle critiche, ricordando altre scelte di design molto opinabili fatte ultimamente da Apple. Tra tutti, è significativo l’esempio del nuovo Magic Mouse 2: la porta per ricaricarlo è stata messa sul fondo del dispositivo, quindi per collegarlo a un cavo lo si deve lasciare ribaltato sulla scrivania, rendendolo molto meno stabile e naturalmente inutilizzabile finché non è carico.

La critica diffusa è che Apple abbia perso di vista un pilastro del design: rendere la vita più semplice a chi deve utilizzare un particolare oggetto. Il problema non riguarda solo gli accessori, ma in alcuni casi anche alcune funzionalità delle ultime versioni dei sistemi operativi Apple, che hanno un numero crescente di opzioni spesso difficili da scoprire e da ricordare. I designer dell’azienda, concludono molti osservatori, dovrebbero tornare a progettare cose senza scorciatoie e compromessi.