Un tabellone con i voli cancellati all'aeroporto di Monaco, in Germania. 9 novembre 2015. AFP PHOTO / DPA / PETER KNEFFEL
  • Mondo
  • lunedì 9 Novembre 2015

Il grosso sciopero dei dipendenti Lufthansa

È cominciato venerdì scorso e potrebbe durare fino al prossimo weekend: coinvolge tre dei maggiori aeroporti in Germania

Un tabellone con i voli cancellati all'aeroporto di Monaco, in Germania. 9 novembre 2015. AFP PHOTO / DPA / PETER KNEFFEL

Aggiornamento del 10 novembre: AP riporta che dalle 4 del mattino di mercoledì 11 novembre lo sciopero riguarderà tutti i voli Lufthansa dalla Germania, non solo quelli da e per gli aeroporti di Dusseldorf, Monaco e Francoforte. Lo sciopero continuerà in questa modalità fino alla mezzanotte di venerdì.

***

I dipendenti di Lufthansa, la più grande compagnia aerea in Germania e la terza nel mondo, hanno indetto uno sciopero che è cominciato venerdì scorso e potrebbe durare tutta la settimana. Lo sciopero coinvolge gli aeroporti tedeschi di Dusseldorf, Monaco e Francoforte, il più grande del paese e uno dei più trafficati d’Europa: lunedì sono stati cancellati 929 voli e circa 113mila passeggeri quindi non voleranno come avevano previsto. Venerdì ne erano stati cancellati 290 e sabato 520, mentre domenica il servizio era stato regolare. Le compagnie aeree minori di proprietà di Lufthansa, come German Wings, Brussels Airlines e SWISS, non sono state coinvolte dallo sciopero.

La ragione dello sciopero riguarda la compensazione e la pensione dei dipendenti. Le trattative tra il sindacato dei piloti e Lufthansa vanno avanti da circa 18 mesi – a marzo erano state sospese a causa dell’incidente del volo Germanwings – e il principale problema da risolvere riguarda un piano di pensionamento anticipato: Lufthansa propone una pensione più alta, quasi equivalente all’ultimo stipendio, per chi continua a lavorare fino a 65 anni, e un pensionamento anticipato a 55 anni ricevendo il 60 per cento dello stipendio fino ai 65 anni. Lufthansa sostiene che i suoi dipendenti guadagnino tra il 30 e il 50 per cento in più rispetto a quelli della concorrenza e che alcuni costi vadano ridotti per rimanere sul mercato. Il sindacato ha spesso ritenuto «incomprensibili» le richieste dell’azienda, visto il suo ottimo andamento economico: sono cresciute le previsioni sul profitto annuale, grazie a un aumento della domanda e al più basso prezzo del petrolio. Secondo alcuni analisti lo sciopero potrebbe costare a Lufthansa 20 milioni di euro al giorno.