(AP Photo/Andrew Medichini)

Marino ci è o ci fa?

Filippo Ceccarelli studia la questione che più incuriosisce tutti sull'anomala personalità dell'ex sindaco di Roma

(AP Photo/Andrew Medichini)

Filippo Ceccarelli ha pubblicato su Repubblica un elenco delle molte polemiche che in questi mesi hanno interessato l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che ieri è decaduto dalla sua carica dopo le dimissioni di 26 consiglieri comunali. L’articolo di Ceccarelli ruota però attorno a una delle domande su Marino che si sono fatti un po’ tutti: le sue bizzarrie e controversie sono frutto della sua involontaria goffaggine o sono studiate per avere un esito diverso? Insomma: Marino ci è o ci fa?

Dispiace riconoscerlo, ma da qualche tempo la politica appartiene agli Alieni. Personaggi un po’ strambi, arrivati da chissà quale pianeta, che fanno cose ancora più strambe e anche per questo assurgono a ruoli di grande responsabilità, ma pure di terribile visibilità.

Alcuni sono autentici e spontanei marziani; altri, come si dice, ci fanno. Ma Ignazio Marino – che in pochi mesi ha visto mutare il suo soprannome da “Ignaro” a “Disgrazio” – sbaraglia qualsiasi concorrenza perché incarna entrambe le attitudini ed esprime tutti e due i modelli di comando extraterrestre. Per cui non si capisce mai bene se è davvero così, una via di mezzo tra Forrest Gump e il principe Myskin dell’”Idiota” di Dostoevskij, oppure se fa il furbo – furbetto o furbacchione essendo già una distinzione di secondo grado.

In ogni caso questo sospetto si fa avanti allorché il sindaco, nelle circostanze che meno lo prevedono, ride – cosa che gli accade piuttosto di frequente. Lo fa apposta? Oppure gli viene naturale? E si ritorna al dubbio di partenza.
Inoltre a Roma la faccenda è aggravata dal fatto che i problemi sono tali e tanti da aver generato la credenza che solo un matto può pensare di risolverli. Lungi da ogni diagnosi psichica, tale “follia” è dapprima glorificata, poi esecrata. Adesso nessuno capisce più bene. Sia che parli, sia che stia zitto, Marino suscita una curiosità che fuoriesce dai canoni della politica per inoltrarsi nel mondo delle maschere che restano rigide e impassibili anche quando ridono.

Enumerare le pubbliche stranezze di cui fin dai primissimi giorni egli si è reso protagonista è un gioco francamente troppo facile. Lo zainetto. La bicicletta. La folta scorta dei vigili pedalatori. La prima caduta, con il pantalone strappato. Il piccolo circo sanitario allestito a “Un giorno da pecora”, il sindaco di nuovo in camice bianco e la partecipazione straordinaria di Valeriona Marini.

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