(ANSA)
  • Scienza
  • mercoledì 28 Ottobre 2015

A cosa serve l’omeopatia

A qualcosa sì, ma non a curarvi, dice Slate

di Yvette d’Entremont - Slate
(ANSA)

“Sollievo dai sintomi influenzali”, “Non dà assuefazione”, “Essenze floreali calmanti per i tuoi animali da compagnia disobbedienti”. Con affermazioni di questo tipo, i prodotti omeopatici delle meraviglie devono essere buoni per forza, giusto? Queste sono le cose che dicono quelli che vendono omeopatici, ma l’omeopatia che cosa può davvero curare? La risposta è semplice: solo bassi livelli di zucchero nel sangue e disidratazione; inoltre, alcuni prodotti omeopatici sono utili per creare dei favolosi margarita.

Ma che cos’è l’omeopatia? Questa pratica fu proposta nel 1796 dal dottor Samuel Hahnemann. Non è che fosse poco intelligente, ma viveva in un’epoca antecedente le moderne tecnologie. Sapeva parlare 10 lingue ed era contrario a molti trattamenti medici tradizionali, compresi i salassi, ma era anche convinto che il caffè fosse responsabile di molti malanni. Fu la tendenza dell’epoca a mettere in discussione i trattamenti medici del Settecento che portò Hahnemann a proporre il suo nuovo sistema – l’omeopatia – basato sulla sua teoria del “principio di similitudine del farmaco” (“similia similibus curantur). Hahnemann sosteneva che se una sostanza è alla base dei sintomi di una persona malata, una dose estremamente piccola di quella stessa sostanza può essere usata per curare quei sintomi. E quindi, sempre seguendo il suo ragionamento, più la sostanza viene diluita in una preparazione, più alta sarà la sua capacità di curare quei sintomi.

Invece di seguire lo spirito del lavoro di Hahnemann, quindi mettendo in discussione le vecchie pratiche mediche come spesso fa la scienza, gli omeopati oggi continuano a fare come faceva il loro precursore. Gli omeopati moderni iniziano diluendo una certa sostanza in acqua, poi prendono un centesimo di quella soluzione e la diluiscono ulteriormente, poi prendono un poco di quella soluzione e la diluiscono ancora in più acqua fino a quando la sostanza di partenza è estremamente diluita. Quanto? Nella maggior parte dei casi la diluizione viene eseguita fino a quando non c’è un ingrediente attivo ancora presente e misurabile nella sostanza.

Voi pensate che una tintura realizzata con acqua del rubinetto sia inerte dal punto di vista medico. Gli omeopati dicono invece che i loro trattamenti funzionano perché l’acqua ha una memoria. Sul serio. Alcuni rimedi omeopatici sono venduti sotto forma di pillole. In questi casi, il trasferimento di liquido diluito (di nuovo, acqua) su zollette di zucchero e lasciata poi evaporare funziona perché lo zucchero mantiene la memoria dell’acqua che a sua volta ha una memoria della sostanza chimica. Sì, un cubetto di zucchero senza composti chimici diversi dallo zucchero vi curerà.

Sono una scienziata. Questa medicina magica non mi convince per niente, quindi smontiamola.

L’omeopatia funziona? No. L’acqua non ha memoria perché l’acqua è solo un altro composto chimico. La cosa in cui al massimo potrà aiutarvi è per combattere la disidratazione. Alcune persone hanno detto di avere ottenuto sollievo dall’omeopatia, ma sentire un sollievo non è la stessa cosa di provare in modo scientifico la validità di un medicamento. L’effetto placebo è una cosa molto reale, ed è tutto ciò in cui consistono gli omeopatici: placebo molto costosi.

Ogni tanto, una preparazione non è diluita a tal punto da essere solo acqua pura, e quindi ha effettivamente al suo interno qualche ingrediente. Ma questo può portare a effetti deleteri perché sostanze come arsenico e belladonna possono essere presenti nel preparato. Nel complesso, comunque, tutte le analisi di altre ricerche hanno dimostrato che l’omeopatia non dà effetti diversi da un placebo.

La mia preoccupazione più grande legata all’omeopatia è il modo in cui vengono etichettati i prodotti. Da scienziata che racconta cose di scienza mi preoccupo che le cose che scrivo siano comprensibili, ma allora che cosa vogliono dire tutte quelle etichette sulle preparazioni omeopatiche? “200C”, “10x”, “3C”, “Humulus lupulus”, “Arsenicum alb.”, “Natrum Muriaticum”, in che diavolo di lingua sono scritte? Perché i sostenitori delle cure naturali chiedono che gli OGM siano etichettati come tali, ma al tempo stesso ignorano che i prodotti omeopatici sono etichettati in un’altra lingua e senza chiare distinzioni sulle quantità dei singoli ingredienti? Se volete ulteriori prove, prendete una preparazione omeopatica e provate a decifrare quanti grammi contiene di un singolo ingrediente. È molto probabile che non sarete in grado di avere una risposta affidabile semplicemente leggendo l’etichetta. Inoltre, in molti casi, non ci sarà probabilmente altro rispetto allo zucchero nella vostra pillola.

C’è solo un’eccezione circa il fatto che negli omeopatici ci siano sostanzialmente solo zucchero e acqua. Molti di loro elencano l’alcol come ingrediente “inattivo”. Siccome le regole sulle etichette degli omeopatici sono così diverse da quelle per le vere medicine con ingredienti certificati, l’unica vera sostanza in un flacone di prodotti omeopatico – l’etanolo, lo stesso ingrediente della vodka – non deve essere necessariamente indicato. Non è un caso isolato. La catena di farmacie statunitense CVS vende un omeopatico con il suo marchio etichettato come “sicuro e senza effetti da dipendenza” per trattare la stipsi. È costituito al 20 per cento da etanolo, quindi significa che è come un liquore e che chi lo prende si risparmia una visita al negozio di vini. Del resto a chi non piace combattere la stitichezza con uno shottino?

Ho realizzato un video in cui mi occupo degli ingredienti elencati sulla bottiglietta. La riserva di omeopatici mi è costata 36 dollari. Nel video, dopo la descrizione del prodotto, potete vedermi mentre bevo tutte le bottigliette per un totale di 17,7 centilitri di prodotto. Venti minuti dopo, ero nuovamente davanti alla telecamera per misurare il mio tasso di alcol nel sangue: 0,11 per cento. Ho superato il limite consentito di alcol per mettersi alla guida in molto zone degli Stati Uniti con un rimedio omeopatico… e poi ero visibilmente ubriaca e mi sono messa a dire cose più ridicole del solito davanti alla telecamera, perché del resto YouTube è pieno di persone che fanno cose idiote quando sono alticce. Beh certo, ci sono anche i video di gattini.

In compenso non ho provato nessuno dei benefici promessi dal prodotto omeopatico. Inoltre, dopo avere raccontato la mia storia a NBC, un giornalista ha provato a mandare un ragazzino a comprare lo stesso prodotto. Aveva 15 anni e ha potuto acquistare il suo shottino di liquore con una telecamera nascosta. Quando mi sono messa in contatto con CVS per avere un loro commento, mi hanno risposto dicendo che l’azienda rispetta le regole previste negli Stati Uniti per gli omeopatici:

I prodotti omeopatici sono leciti in ottemperanza alle leggi federali e sono regolamentati dalla Food and Drug Administration (FDA). Le linee guida della FDA danno indicazioni sulla prescrizione degli omeopatici e su come devono essere venduti negli Stati Uniti.

Penso che si tratti di legalese per dirmi “è lecito, attaccati”. Tuttavia, il manuale degli impiegati di CVS dice che “al lavoro e al fuori del lavoro CVS si aspetta che i suoi dipendenti si comportino nel rispetto della legge”, che presumibilmente comprende il divieto di vendere alcolici ai minori. E questo ci porta a una inevitabile domanda: come è possibile che tutto questo sia legale?

Non sono l’unica a chiederselo. Le costanti pressioni da parte dell’opinione pubblica hanno spinto la FDA a organizzare alcuni incontri, a inizio anno, per rivedere il modo in cui sono etichettati i prodotti omeopatici nel tentativo di dare ai consumatori informazioni più accurate. Le nuove regole dovrebbero introdurre standard comuni per le etichette e facilitare la comprensione da parte dei consumatori, fondamentale quando si parla di salute.

L’omeopatia può aiutarvi a stare meglio? Puoi aiutarvi a pensare di stare meglio, ma vi imploro di pensarci bene a queste cose quando si tratta di spendere denaro e provvedere alla vostra salute. Hahnemann è quello da cui è partito tutto, ma potrebbe essere considerato uno scettico secondo i nostri standard e forse ai giorni nostri metterebbe in discussione la sua stessa omeopatia. I consumatori devono affrontare l’omeopatia con lo stesso grado di scetticismo. Consultate il vostro medico e scegliete trattamenti scientificamente provati invece di placebo stracostosi. L’omeopatia può essere un’amara medicina da ingoiare, soprattutto quando scoprite di avere ottenuto un costoso e annacquato shottino di vodka scadente. Comunque, preferisco il bourbon.

©2015 Slate