Kohat, Pakistan, 26 ottobre 2015 (BASIT SHAH/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 26 Ottobre 2015

Il terremoto in Pakistan e Afghanistan

Si parla di almeno 376 morti, dopo una scossa di magnitudo 7.5 che è stata sentita anche in India

Kohat, Pakistan, 26 ottobre 2015 (BASIT SHAH/AFP/Getty Images)

Aggiornamento delle 22:00 del 27 ottobre 2015
Secondo le ultime stime dei governi di Afghanistan e Pakistan, il terremoto di lunedì 26 ottobre ha causato la morte di almeno 376 persone (258 in Pakistan e 115 in Afghanistan) e più di 2mila feriti. La scossa di magnitudo 7.5 si è verificata nell’area della catena montuosa Hindu Kush in territorio afghano e a poca distanza dal confine con il Pakistan; il terremoto è stato avvertito anche in parte del Tagikistan e in Cina.

Il governo dell’Afghanistan stima che circa 270 persone siano rimaste ferite a causa dei crolli di edifici e altre strutture in seguito alla scossa: più di 7 mila e 600 abitazioni sono state danneggiate. Molte delle aree colpite stavano affrontando da due giorni disagi legati alle abbondanti piogge e nevicate, e questo rende ancora più difficili i soccorsi. In Afghanistan, la situazione è complicata anche dalla mancanza di risorse e dal fatto che alcune aree sono sotto il controllo del movimento radicale islamico dei talebani che, oggi, hanno chiesto tramite il loro sito alle organizzazioni umanitarie di non fermarsi: «L’Emirato islamico invita le organizzazioni umanitarie a non fermarsi nel fornire rifugio, cibo e medicine alle vittime di questo terremoto. Allo stesso modo ordina ai suoi Mujaheddin delle aree colpite di dare completo aiuto alle vittime e di facilitare chi porta aiuto ai bisognosi».

Le autorità locali del Pakistan hanno fatto sapere che faticano a raggiungere la zona del terremoto, piuttosto isolata tra le montagne. Sono stati attivati trasporti in elicottero per soccorrere la popolazione e portare cibo e medicinali, molte strade sono interrotte per le frane che si sono verificate in seguito alla scossa: in mattinata l’esercito ha detto che molte delle frane che hanno ostruito la strada del Karakorum che collega la Cina al Pakistan attraversando la catena montuosa del Karakorum, erano state rimosse. Il governo pakistano stima comunque che migliaia di case siano state danneggiate dal terremoto, ma ha anche fatto sapere che non farà richiesta di aiuti internazionali.


Aggiornamento delle 23:00

Le persone uccise dal terremoto sono quasi 280, stando alle stime ufficiali. Le autorità pakistane hanno detto che i morti sono 214 e i feriti più di 1.800, mentre le persone morte in Afghanistan sono almeno 63.

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Più di 200 persone sono morte a causa di un terremoto nella regione di Hindu Kush, nel nord-est dell’Afghanistan al confine con il Pakistan, di magnitudo 7,5 (per dare un’idea, quello dell’Aquila del 2009 era di magnitudo 6,3). USGS, l’agenzia scientifica statunitense che tra le altre cose monitora i terremoti di tutto il mondo, ha detto che l’epicentro del terremoto è stato a circa 212 chilometri di profondità: quindi meno dannoso di una scossa sempre di magnitudo 7,5 ma con un epicentro più superficiale. La zona non è nuova a terremoti di questa portata: ce n’era stato uno in Pakistan di magnitudo 7,9 nel 2013 e un altro quest’anno di magnitudo 7,7 in Nepal. Il terremoto è stato avvertito anche nel nord dell’India.

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Le notizie arrivano con lentezza e in modo confuso, ma per ora risultano più di 200 morti. In Pakistan, fonti ufficiali dicono che i morti nel paese sono almeno 154, compresi otto bambini. In Afghanistan per ora si parla di 52 morti e 69 feriti. Anche in India ci sono due morti. L’agenzia di stampa Associated Press ha scritto di almeno 12 studentesse che sono rimaste uccise durante la fuga dall’edificio della scuola nella provincia di Takhar, Afghanistan. Il portavoce del governatore provinciale di Takhar ha parlato di altre 35 ragazze ricoverate nell’ospedale del capoluogo Taluqan. I funzionari dei vari governi hanno comunque detto che il bilancio potrebbe aumentare. Secondo USGS è molto probabile che il numero di morti arrivi al migliaio.

Il direttore provinciale dell’Autorità nazionale afghana che gestisce le catastrofi ha parlato per ora in modo ancora generico di «vittime e distruzioni» in diversi distretti. L’elettricità e le linee telefoniche di Kabul sono fuori uso, così come a Srinagar, città di confine dell’India, e a Lahore, in Pakistan. Si hanno inoltre notizie di alcune frane causate dalla scossa e di alcune zone di montagna complicate da raggiungere che sono rimaste completamente isolate. Scrive il Guardian che a Islamabad, la capitale del Pakistan, la scossa è durata circa due minuti.

Diverse persone si trovano attualmente per la strada e molti edifici in varie zone di confine con l’Afghanistan sono stati evacuati.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha detto che il suo governo è pronto a fornire assistenza dove richiesto. La figlia del primo ministro del Pakistan ha detto che il padre ha interrotto la sua visita nel Regno Unito e sta tornando in aereo per dirigere la situazione di emergenza.