Studenti e polizia fuori dal Parlamento a Cape Town, in Sudafrica, il 21 ottobre 2015. (RODGER BOSCH/AFP/Getty Images)
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  • giovedì 22 Ottobre 2015

Le proteste degli studenti in Sudafrica

Migliaia di studenti stanno manifestando per chiedere che non vengano alzate le tasse universitarie: ci sono stati degli scontri a Cape Town

Studenti e polizia fuori dal Parlamento a Cape Town, in Sudafrica, il 21 ottobre 2015. (RODGER BOSCH/AFP/Getty Images)

Aggiornamento del 23 ottobre: Il presidente del Sudafrica Jacob Zuma, dopo un incontro di diverse ore con i rappresentanti degli studenti in protesta venerdì mattina, ha annunciato il ritiro della legge che prevedeva l’aumento delle tasse universitarie e che aveva causato l’inizio delle proteste.

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Mercoledì in Sudafrica migliaia di studenti hanno partecipato a manifestazioni organizzate in 14 università per protestare contro l’aumento delle tasse universitarie deciso dal governo. A Cape Town, la terza città più popolosa del Sudafrica, ci sono stati scontri tra polizia in tenuta antisommossa e qualche centinaia di studenti che hanno cercato di superare i cancelli del Parlamento. La polizia ha lanciato granate stordenti e lacrimogeni per disperdere la folla: almeno uno studente è rimasto ferito, parecchi altri sono stati arrestati.

Le proteste sono cominciate la scorsa settimana alla University of the Witwatersrand, a Johannesburg, dopo che il governo sudafricano aveva deciso un aumento delle tasse universitarie dell’11 per cento. Nei giorni successivi le proteste si erano diffuse in diverse altre università di Pretoria, Durban, Port Elizabeth, Potchefstroom e Grahamstown. I manifestanti avevano anche rifiutato di accettare una proposta di alcuni studenti che era stata mediata con il governo: un aumento delle tasse del 6 per cento nel 2016, invece dell’11. Secondo i presidi delle università sudafricane, l’aumento delle entrate sarà necessario per mantenere certi livelli di istruzione: l’unica soluzione trovata finora dal governo è stata aumentare le tasse universitarie.

I leader dei movimenti studenteschi credono che un aumento delle tasse universitarie costringerà molti studenti – specialmente quelli neri – a rimanere esclusi dall’università per l’impossibilità di pagare tasse così alte. Mcebo Dlamini, uno dei leader studenteschi della University of the Witwatersrand, ha detto al Guardian: «La verità è che nel paese post-indipendenza gli studenti neri sono ancora oppressi, siamo ancora marginalizzati, lottiamo per entrare nelle università». Motheo Legnosa, uno studente della University of Cape Town, ha detto che le proteste degli ultimi giorni gli sono sembrate di nuovo il 1976, l’anno in cui in una rivolta a Soweto la polizia uccise 69 studenti che stavano protestando contro il piano di tenere le lezioni universitarie in afrikaans, una delle lingue ufficiali del Sudafrica e della Namibia.