Baldwin Lonsdale, presidente della Repubblica di Vanuatu (AP Photo/Koji Ueda)
  • Mondo
  • giovedì 15 Ottobre 2015

L’assurdo scandalo politico di Vanuatu

Il primo ministro e il capo del Parlamento, accusati di corruzione, si sono dati la grazia mentre il presidente della Repubblica era all'estero

Baldwin Lonsdale, presidente della Repubblica di Vanuatu (AP Photo/Koji Ueda)

Aggiornamento del 17 ottobre: il presidente della Repubblica Baldwin Lonsdale è tornato a Vanuatu e Australian Broadcasting Corporation scrive che è stata annullata la grazia ai 14 parlamentari accusati di corruzione: 11 di loro sono stati arrestati.

***

La repubblica di Vanuatu è un piccolo stato insulare che si trova nell’Oceano Pacifico meridionale, circa 1.750 chilometri a est dell’Australia. Vanuatu è composta circa 80 isole, ha una superficie totale di poco più di 12mila chilometri quadrati ed è abitata da circa 252mila abitanti. È uno stato indipendente dal 1980: è molto povero, molto piccolo e in questi giorni si trova in una situazione politica molto complicata. Ma molto complicata. Dunque. Il primo ministro e il capo del Parlamento sono stati condannati per corruzione. Poco dopo la condanna il presidente della Repubblica è andato all’estero e il capo del Parlamento ha temporaneamente preso il suo posto e le sue funzioni, riuscendo – sfruttando la Costituzione – a graziare se stesso e il primo ministro. Il presidente della Repubblica è ora tornato a Vanuatu ma non è chiaro cosa possa fare.

Freedom House, un’associazione non governativa che controlla e valuta i livelli di democrazia nel mondo, spiega che a Vanuatu i principali parametri che determinano la libertà d’espressione e la possibilità di partecipazione politica sono buoni: i diritti civili e politici sono di solito rispettati e in una classifica in cui 1 è il miglior punteggio e 7 quello peggiore, Vanuatu prende 2 (stati come la Turchia e il Messico hanno per esempio preso 3). Vanuatu – scrive Zack Beauchamp su Vox – ha avuto in questi anni una buona stabilità democratica: nel 1997 c’è stato un tentato colpo di stato, negli anni ci sono stati alcuni casi di corruzione ma in generale le elezioni si sono svolte in modo democratico.

Dal 1980 in poi però nel parlamento di Vanuatu – composto da 52 membri – ci sono stati molti voti di sfiducia e cambi di governo. Il Parlamento da quelle parti elegge in modo diretto un presidente della repubblica; il leader del partito più rappresentato in Parlamento viene di solito eletto primo ministro. Il Parlamento ha quindi un forte potere: con un voto di sfiducia può far cadere un primo ministro e il suo governo, e spesso l’ha fatto.

Nel 2014 Moana Carcasses – ex primo ministro, leader del partito ambientalista, al tempo membro del Parlamento e a capo dell’opposizione – corruppe alcuni parlamentari per far passare una mozione di sfiducia nei confronti di Joe Natuman, leader del partito socialista e al tempo primo ministro. Natuman scoprì i tentativi di corruzione di Carcasses e nel novembre 2014 lo fece sospendere insieme ad altri suoi “complici”. Carcasses si appellò contro quella decisione, vinse e riprese il suo posto in Parlamento.

New York,  Moana Carcasses KalosilMoana Carcasses (AP Photo/Seth Wenig)

Una volta tornato al suo posto Carcasses organizzò un nuovo voto di sfiducia nei confronti di Natuman e riuscì a sfiduciarlo, sostituendolo con Sato Kilman; leader di un partito riformista alleato con quello di Carcasses. Carcasses diventò vice primo ministro di Kilman e Marcellino Pipite, uno dei parlamentari corrotti da Carcasses nel 2014, divenne presidente del Parlamento. Il governo di Kilman durò poche settimane: una nuova indagine sul caso di corruzione del 2014 terminò con una condanna nei confronti di Carcasses, Pipite e di altri 12 parlamentari di Vanuatu. Restò invece al suo posto Baldwin Lonsdale, il presidente della Repubblica di Vanuatu, considerato un politico “indipendente” e fuori dagli scandali di corruzione.

Meltek Sato Kilman LivtunvanuSato Kilman (AP Photo/Frank Franklin II)

Un po’ come in Italia, il presidente della Repubblica ha a Vanuatu il potere di decidere se e a chi dare la grazia. E come in Italia, se il presidente della Repubblica di Vanuatu è assente lo “sostituisce” temporaneamente il presidente del Parlamento (in Italia il presidente del Senato). Quando Carcasses e Pipite sono stati accusati, Lonsdale era in visita ufficiale a Samoa, quindi Pipite era allo stesso tempo presidente del Parlamento accusato di corruzione e presidente della Repubblica. Pipite ha sfruttato questa possibilità e ha graziato se stesso, Carcasses e gli altri 12 parlamentari accusati, dicendo di averlo fatto per assicurare la stabilità del paese più che per interesse personale.

Il presidente Lonsdale intanto è tornato a Vanuatu e dice che intende cancellare la grazia di Pipite e Carcasses. Non è chiaro se la Costituzione gli conceda il diritto di farlo, potrebbe però avere qualche possibilità: Pipite si è infatti concesso la grazia prima che il processo fosse finito; lui, Carcasses e gli altri parlamentari erano stati giudicati colpevoli ma non era ancora stata decisa una pena. Vox spiega che la Costituzione di Vanuatu conferisce al presidente della Repubblica il potere di “graziare, cambiare o ridurre una pena”, non di evitare del tutto una condanna. Nel caso in cui Lonsdale riuscisse ad annullare la grazia nei confronti di Pipite, Carcasses e dei 12 parlamentari, comunque, il Parlamento di Vanuatu perderebbe circa un quinto dei suoi membri: servirebbe una nuova maggioranza di governo o delle nuove elezioni.