(ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)

Perché in India cade spesso la linea

L'enorme diffusione dei telefoni cellulari ha affollato una rete antiquata, mentre i cittadini fanno rimuovere le torri di trasmissioni del segnale credendole dannose

di Rama Lakshmi – Washington Post
(ROBERTO SCHMIDT/AFP/Getty Images)

In India, negli ultimi dieci anni, quasi un miliardo di persone ha avuto accesso a un telefono cellulare, cosa che ha reso il paese il secondo mercato più grande per i cellulari dopo la Cina. Ma una recente combinazione della rapida espansione del mercato e delle antiquate infrastrutture sta trasformando il sogno di un’India iper-connessa in una specie di incubo. Semplicemente, durante le telefonate cade frequentemente la linea.

Le seccature causate dalla scarsa qualità delle chiamate è trasversale e ha portato a battute poco carine sull’essere “il paese delle chiamate perse”. Un servizio di call center governativo che si occupa di varie lamentele ha detto che la scarsa ricezione del segnale telefonico è stata quasi sempre in cima alla lista delle lamentele più comuni sia in luglio che in agosto. Indiatoday, una delle riviste più importanti del paese, ci ha dedicato la copertina di luglio. Da un rapporto pubblicato nel 2014 dall’authority governativa di controllo sulle telecomunicazioni è emerso che secondo la maggior parte delle compagnie telefoniche la frequenza della caduta della linea è superiore al tre per cento delle chiamate. Il problema della frequente caduta della linea si è aggravato quando nelle recenti settimane decine di torri che permettono il funzionamento delle reti mobili sono state chiuse per timori – infondati – dei residenti sulla loro salute.

Radhika Misra, un’imprenditrice di 41 anni che vive e lavora a Gurgaon, nel nord dell’India, ha detto che questo problema compromette le sue discussioni coi suoi clienti: «È veramente frustrante: per prendere il segnale devo sedermi in un angolo di casa mia e piegare il collo a 45 gradi». Atul Gupta, che gestisce una farmacia a Nuova Delhi, ha spiegato che i suoi pazienti non riescono a contattarlo quando hanno bisogno che una medicina venga consegnata a casa loro con urgenza. In un quartiere della stessa città una stazione di polizia non è coperta dalla rete mobile e gli agenti sono costretti a fare le telefonate vicino a un albero della zona, dove il telefono prende.

Secondo gli analisti il problema potrebbe danneggiare un progetto governativo molto caro al primo ministro Narendra Modi chiamato “Digital India”, che promette di investire circa 16 miliardi di euro per collegare villaggi e città con una combinazione di connessioni a banda larga e hotspot WiFi. Il problema della connettività dai dispositivi mobili, però, sta diventando sempre più urgente. Per decenni in India ottenere una linea telefonica fissa ha comportato attese e complicazioni infinite. Ancora oggi esistono solamente 26 milioni di linee telefoniche fisse, a fronte di una popolazione di 1,2 miliardi di persone. L’utilizzo dei telefoni cellulari, anche per questo, è aumentato esponenzialmente: dieci anni fa esistevano 48 milioni di numeri di cellulari in India, mentre oggi secondo una stima del ministro delle Telecomunicazioni indiano sono circa 980 milioni.

La rapida diffusione dei telefoni cellulari è stata accolta con grande entusiasmo: si diceva che in questo modo l’India avrebbe “bypassato” l’utilizzo di mezzi di comunicazione tradizionali ma più costosi. In India possiedono un cellulare più persone di quante hanno accesso a strade, corrente elettrica, computer o televisioni. Il cellulare – lo smartphone, soprattutto – è stato pubblicizzato come la soluzione a un sacco di problemi diversi. Nei villaggi sperduti ha anche sostituito in qualche modo la presenza di una banca. Le persone ora hanno uno strumento per lamentarsi per la mancata raccolta dei rifiuti, le buche nelle strade e i funzionari pubblici corrotti. I contadini possono informarsi sul prezzo del grano e sul meteo, e sono state diffuse app che cercano di provvedere parzialmente alla sicurezza delle donne per strada.

Negli ultimi mesi, però, la rete mobile indiana ha iniziato a mostrare la corda, e il governo e le compagnie telefoniche si stanno accusando a vicenda. Rajeev Chandrasekhar, un parlamentare indipendente, ha detto che «il problema della caduta della linea è il segno del completo disinteresse per i consumatori da parte delle compagnie telefoniche». Secondo Ram Sewak Sharma, che è a capo dell’authority governativa per le telecomunicazioni, «le compagnie telefoniche continuano a ottenere milioni di nuovi clienti senza investire per migliorare le infrastrutture o le tecnologie utilizzate».

Le compagnie telefoniche, a loro volta, accusano il governo di “occupare” eccessivamente le frequenze radio utilizzate per le chiamate. Rana Mathews, direttore generale di un consorzio di compagnie telefoniche, ha detto: «in India le agenzie governative come la polizia, l’esercito e le compagnie aeree occupano circa il 60 per cento delle frequenze. Siamo costretti a stipare una quantità enorme di traffico su una banda che è circa un terzo di quella a disposizione di altre compagnie telefoniche internazionali».

In tutto questo, ci si è messo anche un certo allarmismo circolato nella classe media riguardo la salute delle persone che vivono vicino alle torri di trasmissione. Diversi comuni indiani hanno detto di non volere una torre di trasmissione per cellulari nei loro quartieri più popolati, perché temono che le radiazioni emesse siano dannose per la salute (anche se finora non esiste alcuna prova certa per queste affermazioni). Gruppi di residenti e attivisti fanno spesso campagna contro le torri. A Mumbai, la loro costruzione è stata vietata vicino scuole e ospedali. Solamente nel 2014, 1700 torri sono state chiuse in tutta l’India, complicando ulteriormente il problema.

©2015 Washington Post