Baher Mohamed e Mohammed Fahmy durante il loro processo. (AP Photo/Heba Elkholy, El Shorouk, File)
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  • mercoledì 23 Settembre 2015

I giornalisti di Al Jazeera graziati in Egitto

Il presidente egiziano al Sisi ha graziato 100 persone, tra cui anche Mohammed Fahmy e Baher Mohammed, i giornalisti condannati a 3 anni di carcere lo scorso 29 agosto

Baher Mohamed e Mohammed Fahmy durante il loro processo. (AP Photo/Heba Elkholy, El Shorouk, File)

Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha graziato Mohammed Fahmy e Baher Mohammed, i due giornalisti di Al Jazeera condannati a 3 anni di carcere lo scorso 29 agosto insieme al giornalista australiano Peter Greste per aver “diffuso notizie false”, per ora non sembra che Greste – che era stato liberato nel febbraio 2015 e processato in contumacia – sia stato graziato. Abdel Fattah al Sisi, oggi, ha graziato in tutto 100 persone tra cui diversi attivisti politici: secondo i media egiziani dovrebbero essere rilasciati già nella giornata di oggi. La notizia, dopo essere stata diffusa dalla televisione egiziana, è stata confermata anche dal portavoce del ministro degli Esteri egiziano.


Il giornalista canadese Mohammed Fahmy e l’egiziano Baher Mohammed erano stati condannati il 29 agosto a 3 anni di carcere dopo un lungo procedimento giudiziario, dopo che un primo processo che si era concluso con una condanna era stato annullato dalla Corte Suprema egiziana e ne era iniziato un secondo. L’accusa verso i giornalisti era quella di aver diffuso notizie false per aiutare i Fratelli Musulmani, l’organizzazione politico religiosa che appoggiava il governo dell’ex presidente Mohamed Morsi. Il governo di Morsi è stato rovesciato da un colpo di stato militare nel luglio del 2013 e da allora i Fratelli Musulmani sono stati dichiarati un’organizzazione terroristica illegale e le proteste contro il colpo di stato sono state represse causando centinaia di morti. Mohammed Fahmy, Baher Mohammed e Peter Greste avevano sempre negato le accuse e il processo con cui erano stati condannati era stato molto criticato.