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  • mercoledì 9 settembre 2015

Si è dimesso il CEO di United Airlines

Per un'indagine sulla "rotta del presidente" e altri favori tra istituzioni pubbliche e private americane

L’ex CEO di United, Jeff Smisek, all’aeroporto O’Hare International di Chicago, Illinois, Stati Uniti (Scott Olson/Getty Images)

Jeff Smisek, l’amministratore delegato della grande compagnia aerea statunitense United, si è dimesso insieme ad altri due dirigenti in seguito a un’indagine federale avviata nei confronti dell’azienda per una serie di presunti favori nei confronti di David Samson, allora presidente della Port Authority of New York and New Jersey, l’agenzia che si occupa della gestione di buona parte dei trasporti tra i due stati e che ogni anno ha disposizione un budget intorno agli 8,2 miliardi di dollari. I magistrati stanno indagando per capire se Samson abbia fatto effettivamente pressioni nei confronti di United per ottenere la riapertura della rotta tra Newark e Columbia, in South Carolina, dove l’allora responsabile dell’agenzia possiede una seconda casa per i fine settimana: la tratta, benché in perdita, fu effettivamente riattivata per essere poi chiusa pochi giorni dopo le dimissioni di Samson dal suo incarico nel 2014. Secondo le indagini, United avrebbe accettato di gestire quella rotta in cambio di una serie di favori legati ai suoi piani di espansione negli aeroporti di New York e del New Jersey.

Il presunto favore nei confronti di Samson non era comunque un segreto: dalle indagini è emerso che molti dirigenti all’interno della Port Authority facevano riferimento a quella tratta chiamandola la “rotta del presidente”. A inizio anno, United aveva chiesto allo studio legale Jenner & Block di avviare un’indagine interna per chiarire quali fossero le responsabilità dietro questo tipo di accordo. Stando alle informazioni raccolte dal New York Times, all’epoca i legali dissero ai dirigenti di United che la strada più semplice sarebbe stata quella di far dimettere Smisek e altri dirigenti potenzialmente coinvolti, in modo da evitare di essere incriminati. Al momento le indagini non hanno comunque portato ad accuse formali nei confronti della dirigenza di United.

La “rotta del presidente” fu attivata in un momento molto importante per United. La compagnia aerea stava facendo pressioni per ottenere un collegamento ferroviario più efficiente tra Lower Manhattan e l’aeroporto di Newark, cosa che avrebbe favorito la sua clientela, nell’ambito di un piano ambizioso da 8 miliardi di dollari di miglioramento dei servizi verso l’aeroporto avviato dalla Port Authority a inizio 2014. United aveva anche chiesto una riduzione nei costi di affitto di alcune strutture dell’aeroporto.

La nuova indagine non è una buona notizia per Chris Christie, il governatore del New Jersey candidato alle primarie repubblicane per le presidenziali del prossimo anno negli Stati Uniti. Christie ha stretti legami con la Port Authority e fu lui a nominare Samson come suo presidente nel 2010. Samson si dimise nel marzo del 2014 ad alcuni mesi di distanza dallo scandalo legato al ponte George Washington in New Jersey: da alcune intercettazioni e altri documenti emerse che alcuni assistenti del governatore avevano chiesto alla Port Authority di chiudere alcune corsie del ponte in modo da rallentare il traffico e punire un sindaco che non aveva dato il suo sostegno a Christie per la rielezione. In seguito il governatore prese le distanze dalle persone coinvolte, dicendo di essere stato ingannato e tradito, ma nei mesi seguenti Samson rimase comunque uno dei suoi principali consiglieri.

United ha annunciato alle autorità della borsa che Smisek riceverà un buono uscita da 4,9 milioni di dollari, più altri 3 milioni di dollari in azioni. Oscar Munoz è stato nominato presidente e amministratore delegato per sostituire Smisek, che in precedenza era stato CEO di un’altra compagnia aerea, Continental Airlines. Le due aziende si sono fuse nel 2010, ma hanno faticato a sostenere la concorrenza delle altre principali compagnie aeree del Nordamerica, con seri problemi legati soprattutto al sistema di prenotazione e gestione dei biglietti, che in almeno due casi ha portato a seri ritardi sulla partenza dei voli. Le azioni di United in borsa ieri hanno perso l’1,6 per cento, da inizio anno la perdita è stata del 14 per cento.