Le onde davanti a Capo Agulhas (Credit Image: © Art Wolfe/Mint Images/ZUMA Wire)
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  • sabato 5 settembre 2015

Il punto più a sud dell’Africa, quello vero

Non è il leggendario Capo di Buona Speranza, e i suoi abitanti si lamentano dell'impostura che toglie loro fama e turismo

Le onde davanti a Capo Agulhas (Credit Image: © Art Wolfe/Mint Images/ZUMA Wire)

Il Wall Street Journal ha raccontato mercoledì la contesa geografica in corso tra la piccola località di Capo Agulhas e il – ben più noto – Capo di Buona Speranza su quale sia il vero “punto d’incontro” tra i due oceani, Indiano e Atlantico, sulla costa del Sudafrica. Dove finisce uno e comincia l’altro? L’anno scorso quasi un milione di turisti ha percorso i 48 chilometri che separano la vicina Città del Capo dal Capo di Buona Speranza, nella convinzione di visitare il punto più a Sud del continente africano e lo spartiacque fra i due oceani. Ma a 230 chilometri a sudest di città del Capo, i 440 abitanti di Capo Agulhas rivendicano scientificamente entrambi i primati.

Già nel 1950 l’Organizzazione idrografica internazionale aveva assegnato il ruolo di punto più a sud dell’Africa a Capo Agulhas, che si trova a una latitudine di 34° 49’ 58” sud e una longitudine di 20° 00’ 12’’ est; un piccolo monumento sulla spiaggia brulla ne segna il punto esatto. Qui si colloca la linea di confine ufficiale – decisa dalla stessa organizzazione – che divide quello che chiamiamo Oceano Indiano dall’Oceano Atlantico, dove si scontrano le correnti di Agulhas (calda, proveniente dall’Indiano) e Benguela (fredda, proveniente dall’Atlantico).

Il malinteso geografico ha ragioni storiche: da quando per la prima volta nel 1488 Bartolomeo Diaz doppiò il Capo di Buona Speranza, quello fu considerato il punto più a sud del continente. Oltre alla radicata credenza storica, il Capo di Buona Speranza ha un paesaggio spettacolare – è diventato parco nazionale nel 1938 – che si può ammirare dal Cape Point: una piccola altura che domina il vero capo, raggiungibile con la funicolare chiamata “l’olandese volante”. Capo Agulhas – per stessa ammissione dei suoi abitanti al Wall Street Journal – non è la destinazione preferita per una vacanza.

La spiaggia di ciottoli è brulla, spesso battuta da un vento forte, e le acque davanti alla spiaggia sono note per i molti naufragi: da cui il nome Agulhas, aghi o guglie, per gli scogli affilati nascosti in mare. Il piccolo centro abitato offre poche attrazioni: il secondo faro più antico del Sudafrica, un museo dedicato ai naufragi di mercantili e qualche tavola calda. Inoltre è più distante dalla rete autostradale. Nel 2014 sono stati appena 30 mila i turisti che hanno visitato Capo Agulhas, una cifra che porta incassi poco soddisfacenti nelle casse della piccola comunità: per questo gli abitanti stanno portando avanti un’attività di lobbying nei confronti del governo centrale per il riconoscimento ufficiale a livello nazionale e una comunicazione promozionale conseguente.

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