Lo Juventus Stadium, nel settembre 2011 (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 21 Agosto 2015

Quanta gente va allo stadio

Le medie dei maggiori campionati europei di calcio mostrano che le squadre italiane hanno da lavorare molto per portare più pubblico alle partite

di Pietro Cabrio
Lo Juventus Stadium, nel settembre 2011 (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Uno dei maggiori problemi del calcio italiano – per opinione generale – è la condizione degli stadi usati dalle squadre di Serie A e Serie B, la cui maggioranza è ancora proprietà dei comuni ed è costituita da strutture vecchie e poco ospitali dove spesso mancano anche i comfort più elementari. In Inghilterra e Germania la quasi totalità dei club di prima e seconda divisione è diventata proprietaria di stadi moderni e funzionali a partire dagli anni Novanta. In Inghilterra, dopo la morte nel 1989 di 96 persone dovuta all’inadeguatezza dello stadio Hillsborough di Sheffield, i club vennero incentivati dal governo a ristrutturare o ricostruire i propri impianti, rendendoli più confortevoli e sicuri e integrandoli con varie attività commerciali.
L’assegnazione dei Mondiali del 2006 invece fu fondamentale per la Germania in quanto, per ospitare la manifestazione, la federazione tedesca dovette contribuire alla ristrutturazione e alla costruzione di undici stadi. Contemporaneamente però, per paura di perdere terreno e allontanarsi dalle squadre rivali, anche i club delle città non scelte per ospitare le partite dei Mondiali intrapresero una massiccia opera di ristrutturazione dei propri impianti.

In Italia non è mai successo niente di tutto ciò e non si è mai pensato seriamente a come affrontare la situazione. Spesso i club non hanno trovato un’intesa con le amministrazione comunali per la vendita o l’affitto degli impianti e dei terreni edificabili, altre volte invece non c’è mai stata la volontà di costruire. Di conseguenza, la quasi totalità degli stadi italiani è ancora di proprietà comunale, fatta eccezione per tre casi particolari: lo stadio della Juventus, il più moderno d’Italia inaugurato nel 2011; il Mapei Stadium di Reggio Emilia, di proprietà della Mapei, l’azienda milanese il cui presidente, Giorgio Squinzi, è anche proprietario del Sassuolo; lo stadio Friuli di Udine, che è stato comprato e parzialmente ricostruito dall’Udinese e da dicembre entrerà in servizio a pieno regime. Tra le altre grandi squadre italiane, soltanto la Roma ha un progetto ben avviato per la costruzione di un nuovo stadio di proprietà: ma comunque non sarà pronto prima della stagione 2018-2019.

Nonostante i timidi passi in avanti, la media spettatori della Serie A – secondo i dati del sito Soccerway – continua ad essere la più bassa fra i quattro principali campionati d’Europa ed è stata superata anche dalla Ligue 1 francese, che nei prossimi mesi terminerà la costruzione di quattro nuovi stadi e ne ha già ristrutturati altri quattro in vista dei campionati europei di calcio in programma la prossima estate.
Nello scorso campionato di Serie A nessuna squadra eccetto la Juventus – con l’84 per cento – è riuscita a vendere più del 68 per cento dei biglietti a disposizione. Il Chievo Verona e il Parma sono le due società che ne hanno venduti meno: 25 e 41 per cento. Il Cesena, retrocesso in Serie B, è quella che in media ne ha venduti di più, il 68 per cento.

Negli ultimi anni anche le squadre più seguite hanno registrato un calo notevole delle presenze. Inter, Milan e Napoli non riescono a vendere più del 45 per cento dei biglietti e la loro media spettatori è compresa fra i 33.969 e i 37.000. L’unico dato positivo fra le grandi squadre è appunto quello della Juventus, che riesce a riempire all’84 per cento il proprio stadio ma anche lei con non più di 38.000 spettatori di media, come una squadra di metà classifica inglese o tedesca.

Negli altri campionati, dice Soccerway, la situazione è completamente diversa. Delle venti squadre di Premier League inglese, diciassette vendono più del 90 per cento dei biglietti stagionali. Il Queens Park Ranger, con 17.809 presenze, è la squadra con la media tifosi più bassa: più o meno gli stessi numeri del Palermo, che però in Italia è in undicesima posizione. In Germania – la nazione con la media spettatori più alta del continente – il Borussia Dortmund nell’ultimo anno ha venduto il 100 per cento dei biglietti disponibili al pubblico. I 43.000 spettatori per partita dell’Hannover superano quelli di tutte e venti le squadre di Serie A.
La Liga spagnola è il campionato a noi più vicino ma comunque ad una distanza incolmabile nei prossimi anni. Solo Real Madrid e Barcellona hanno venduto gli stessi biglietti di Roma, Juventus, Inter e Milan messe insieme.

In questa stagione le cose per la Serie A cambieranno poco. La Juventus potrà contare sulla spinta dei successi dell’anno passato; da dicembre l’Udinese giocherà in un Friuli rinnovato e con 25.000 posti a sedere; Inter e Milan potranno forse trarre beneficio, almeno nelle prime giornate, dai numerosi acquisti nel mercato estivo. Per il resto delle squadre non ci sono stati grossi cambiamenti ed è probabile che le medie restino ai livelli dello scorso anno.