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  • sabato 15 agosto 2015

Più di cento morti a Tianjin

A causa delle due esplosioni al terminal del porto cittadino: l'area nel raggio di tre chilometri è stata evacuata a causa della fuga di pericolose sostanze tossiche

Secondo le autorità cinesi almeno 112 persone sono morte nelle due esplosioni che si sono verificate mercoledì nel porto di Tianjin, nel nord della Cina. Tutta l’area nel raggio di tre chilometri dall’esplosione è stata evacuata a causa della fuga di molte sostanze tossiche, tra cui il cianuro di sodio. L’ordine di evacuazione è arrivato oggi dopo che è stato registrato un cambio nella direzione dei venti, che minacciava di spingere le particelle tossiche in direzione dell’abitato invece che verso il mare. Diversi uomini dell’esercito con tute di protezione contro gli agenti chimici sono stati visti raggiungere il luogo delle esplosioni. Prima della scoperta della presenza del cianuro di sodio, le autorità cinesi avevano detto che né l’aria né l’acqua di Tianjin erano state contaminate dall’esplosione.

Il cianuro di sodio è una sostanza che a temperatura ambiente si trova sotto forma di cristalli di colore bianco con un leggero odore di mandorle. Se inalato o ingerito è in grado di uccidere molto rapidamente bloccando la capacità del corpo di utilizzare l’ossigeno. È una sostanza che si dissolve nell’acqua, quindi se quantità ridotte si disperdono in mare difficilmente possono causare molti pericoli, ma la polvere di cianuro dispersa dal vento e il gas che si genera quando la polvere viene bruciata sono estremamente pericolosi. Secondo le prime ricostruzioni, mercoledì sono avvenute almeno due distinte esplosioni di cui ancora non si conosce la causa. La prima ha avuto la forza di tre tonnellate di tritolo, mentre la forza della seconda è stata equivalente a quella di 21 tonnellate di tritolo.

Le autorità governative hanno già accusato i dirigenti del porto di aver violato le norme di sicurezza e hanno ordinato controlli in tutti gli stabilimenti del paese dove si utilizzano sostanze chimiche pericolose. Più di 700 persone sono rimaste ferite nelle esplosioni e diverse persone – non si sa ancora quante – risultano disperse. Molti abitanti di Tianjin hanno raccontato alle agenzie di stampa internazionali le difficoltà nel rintracciare parenti e amici dispersi e la lentezza del governo cinese nel diffondere informazioni sull’accaduto. Alcuni si sono anche lamentati dell’assenza di funzionari e altre figure politiche sul posto. Le esplosioni sono state così violente da lanciare in aria anche automobili e altri veicoli e hanno sparpagliato rottami per un raggio di diverse centinaia di metri. Alcuni incendi hanno ripreso a bruciare anche dopo essere stati spenti dai vigili del fuoco e oggi le automobili nel parcheggio vicino al luogo dell’esplosione hanno continuato a saltare in aria.

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