I disoccupati che non cercano lavoro

In Italia sono moltissimi, dicono i dati, e non sono conteggiati tra i disoccupati: secondo Bloomberg l'Italia è "la nazione più scoraggiata d'Europa"

di Giovanni Salzano – Bloomberg
Foto di Francesco Silvi/Ansa

Sette anni di economia stagnante possono mettere alla prova la buona volontà di chiunque: sembra che in Italia molte persone senza lavoro abbiano deciso di lasciar perdere e smettere di cercarlo.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro, un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, definisce “disoccupati” solamente quelle persone che hanno cercato attivamente lavoro almeno una volta negli ultimi 30 giorni. Secondo l’Eurostat, l’agenzia di statistica dell’Unione Europea, nel primo trimestre del 2015 quasi 4,5 milioni di italiani che vorrebbero lavorare non si sono attivati per cercare un impiego e quindi sono stati esclusi dalla conta dei disoccupati. Si tratta del numero più alto da quando è cominciata la raccolta di questo tipo di dati, nel 1998.

Il grafico qui sotto mostra come il numero di italiani che vorrebbero lavorare ma non cercano attivamente un impiego (in rosso) sia considerevolmente più alto di quelli che lo stanno cercando (in blu).

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In Italia, per ogni 100 persone occupate, ce ne sono 15 che cercano lavoro e altre 20 che vorrebbero lavorare ma non cercano lavoro. È il livello più alto tra tutti i 28 paesi europei presi in considerazione dall’Eurostat. I greci sono molto più attivi rispetto agli italiani, con una percentuale dei “disoccupati che non cercano” di solo 3,1 sul totale della forza lavoro. Il dato per l’Italia è del 15 per cento, come si vede nella tabella qui sotto che riporta i dati per i primi tre mesi del 2015.

Schermata 2015-07-27 alle 11.59.53 AMI valori dell’Italia sono così alti per la perdita di fiducia dei disoccupati italiani: dopo aver cercato e non avere trovato un’occupazione, molte persone smettono di cercare e preferiscono svolgere lavori per la casa o lavorare in nero. L’Italia è diventata la nazione più scoraggiata d’Europa nella ricerca del lavoro, ancora di più della Bulgaria, mentre invece la Danimarca sembra essere la più ottimista in fondo al grafico qui sotto che si riferisce ai dati del 2014, i più recenti per questo specifico aspetto della fiducia.

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«Mi sono stufata di continuare a cercare lavoro e ho deciso di mettermi a fare attività di volontariato e di impegnarmi in politica con il Movimento 5 Stelle nel comune dove abito», ha detto Lavinia Montanini, che ha cercato di essere assunta nel settore della preservazione dei beni culturali. «Allo stesso tempo, poiché non ho un lavoro, ho deciso di riscrivermi all’università per ottenere un master». Montanini vive a Surano, in Toscana, e dice che non ha visto molti progressi da quando è stato approvato la riforma del lavoro (Jobs Act) del governo Renzi. «Il problema è che senza lavoro smetti di vivere: non puoi creare una famiglia, non puoi avere dei figli».

In Italia il 60 per cento dei “disoccupati che non cercano lavoro” sono donne; il tasso di occupazione femminile è il secondo più basso d’Europa, dopo la Grecia. In totale il tasso di disoccupazione in Italia è del 12,4 per cento; era arrivato al 13 per cento lo scorso novembre.

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