Foto Belen Sivori/LaPresse
  • Italia
  • lunedì 15 Giugno 2015

La scadenza per pagare l’IMU e la TASI

Tutte le cose da sapere per chi ancora non ha pagato le due imposte comunali: come pagare, quanto pagare e cosa succede se non si fa in tempo

Foto Belen Sivori/LaPresse

Domani, 16 giugno, scade il termine per il pagamento dell’acconto IMU e TASI per il 2015. Le due imposte devono essere pagate per il 50 per cento entro il 16 giugno e devono essere saldate, pagando il restante 50 per cento, entro il 16 dicembre 2015. Si può fare in modo di pagare l’intero ammontare delle due imposte in una sola volta, ma anche in questo caso il pagamento va fatto entro il 16 giugno 2015. IMU e TASI sono due imposte dovute ai comuni per la proprietà di immobili, l’IMU è un’imposta patrimoniale mentre la TASI è un’imposta sui servizi indivisibili come la polizia municipale o la tutela dell’ambiente. La TASI e l’IMU insieme compongono la IUC (Imposta Unica Comunale).

Come si pagano IMU e TASI
Il pagamento dell’IMU può essere fatto con modello F24 o con bollettino di conto corrente postale, anche online. La TASI si può pagare con modello F24 e con bollettino postale centralizzato. Qui ci sono un po’ di errori ricorrenti nella compilazione dell’F24 che è meglio evitare.

Quanto si deve pagare di IMU e TASI
Le aliquote di IMU e TASI sono diverse nei vari comuni. Per esempio per un’abitazione della stessa categoria (A1, A8 e A9) nel comune di Roma si deve pagare per l’IMU un’aliquota del 5 per mille, mentre in quello di Milano una del 6 per mille. Anche le detrazioni fiscali variano di comune in comune, è necessario quindi andare sul sito del comune dove bisogna pagare le due imposte e verificare quali siano le giuste aliquote, oppure potete consultare le aliquote per i singoli comuni qui. Le imposte non sono dovute se l’importo da pagare totale (non i singoli acconti) non supera i 12 euro.

Chi deve pagare IMU e TASI
L’IMU deve essere pagata dal proprietario dell’immobile, però alcuni immobili sono esenti da questa imposta. In base alla legge di stabilità del 2014 sono escluse le abitazioni principali che non facciano parte di quelle categorie catastali considerate “di lusso”: A1, A8 e A9. Al pagamento della TASI deve provvedere sempre il proprietario dell’immobile, ma è previsto anche il contributo di un eventuale inquilino. L’inquilino deve partecipare al pagamento dell’imposta in una percentuale che può variare tra il 10 e il 20 per cento a seconda del comune. Questo vale solo per gli inquilini che sono in locazione per più di 6 mesi (e sempre col limite dei 12 euro di cui sopra).

Chi paga in ritardo
Chi non riuscisse a versare l’imposta entro la scadenza può comunque farlo nei giorni immediatamente successivi. Normalmente per il pagamento tardivo è previsto un aumento del 30 per cento su quanto dovuto ma si può ricorrere ai vari tipi di ravvedimento operoso e pagare tra il 2 e il 4 per cento circa, a seconda di quanti giorni dopo la scadenza si è effettuato il pagamento.