L'ingresso del padiglione degli Emirati Arabi Uniti (Marta Cantoni/Il Post)

Le dune degli Emirati Arabi Uniti

Nel padiglione – uno dei più visitati – c'è un grande cinema e un'anticipazione di come sarà Expo 2020 a Dubai

L'ingresso del padiglione degli Emirati Arabi Uniti (Marta Cantoni/Il Post)

Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti si trova più o meno a metà del Decumano, subito dopo i ristoranti di Eataly tra l’Azerbaijan e il Kazakistan, ed è molto visibile: un po’ per la forma particolare, un po’ per il colore acceso. Ci sarà quasi sicuramente tanta coda: è uno dei padiglioni con l’attesa più lunga, perché ha un accesso limitato di persone dato che l’attrazione principale è un video di circa otto minuti dentro a un grande cinema. Le hostess danno ai visitatori un ombrello a chi è in coda, per proteggersi dal sole.

La struttura, alta 12 metri, è stata progettata dallo studio di architettura inglese Foster + Partners ed è formata da pareti che ricordano molto le dune del deserto arabo: le scanalature sono state riprodotte partendo da scansioni 3D della superficie di dune vere. Alla fine di Expo il padiglione verrà smantellato e riportato negli Emirati Arabi. Entrando si ha la sensazione di camminare in un deserto, grazie anche al fatto che se si alza lo sguardo si vede il cielo che contrasta con il rosso mattone del padiglione. I visitatori percorrono una specie di corridoio che arriva a una prima piazzetta, dove ci sono alcuni oggetti tipici degli Emirati contenuti in teche trasparenti, e video che spiegano la cultura locale del cibo e l’utilizzo dell’acqua e dell’energia per la produzione di alimenti.

La parte centrale del padiglione è però dietro la seconda “duna”: si arriva a una struttura dorata circolare che è in realtà un grande cinema, dove si assiste a un video lungo circa otto minuti: Sara, la bambina protagonista, impara (e in teoria dovrebbe farlo imparare anche al pubblico) che le esperienze delle generazioni passate sono molto importanti anche nel presente, e soprattutto per il nostro futuro. Uscendo dal cinema si arriva in un teatro interattivo, dove Sara chiede aiuto al pubblico per terminare un progetto scolastico e insegna che per nutrire il pianeta bisogna cominciare cambiando le nostre abitudini quotidiane, dalla conservazione del cibo all’evitare lo spreco di acqua.

Prima di arrivare all’uscita, dove vengono offerti ai visitatori degli assaggi di tè e gelato particolari e dove ci si può fermare al ristorante per mangiare i piatti tipici degli Emirati Arabi, si passa in una stanza con un grande plastico della città di Dubai illuminata e un’altra dove viene spiegato il tema della prossima Esposizione Universale, quella di Dubai 2020, che sarà intitolata: “Unire le menti, creare il Futuro”.