Tsipras sulle richieste dell’Europa: «Il governo non accetterà queste assurde proposte»

Il primo ministro greco ha fatto un discorso piuttosto duro di fronte al Parlamento, probabilmente per tranquillizzare i più intransigenti nel suo partito

Venerdì sera, dopo la chiusura delle borse, il primo ministro greco Alexis Tsipras si è rivolto al parlamento in un discorso che secondo molti osservatori era indirizzato a quella parte del suo partito che lo ritiene troppo morbido nelle trattative con l’Europa sulla questione del debito. Il governo greco sta per finire la liquidità con cui pagare stipendi e pensioni ed è in trattative con l’Europa per ricevere un nuovo prestito. Questa settimana sembrava che un accordo sulle condizioni alle quali concedere il prestito fosse oramai vicino, ma ieri sera, durante il suo discorso, Tsipras ha detto:

«Il popolo greco deve essere orgoglioso: il suo governo non accetterà queste assurde proposte»

Il piano che Tsipras ha rifiutato era stato presentato questa settimana dalla Commissione Europea e includeva una serie di nuove misure di austerità da implementare in cambio di un nuovo prestito da 7 miliardi di euro. Tsipras ha aggiunto che ha ancora fiducia che un accordo possa essere raggiunto nei prossimi giorni. Il discorso è arrivato dopo che venerdì il suo governo aveva già ottenuto uno slittamento a fine mese della rata del debito che scadeva ieri al Fondo Monetario Internazionale.

Secondo le interpretazioni più diffuse, la mossa di non pagare il debito ha consentito al governo greco di ottenere ancora alcuni giorni per negoziare. Il discorso di Tsipras al parlamento è servito invece a tranquillizzare la parte del suo partito più ostile agli accordi. Se la Grecia non dovesse riuscire ad ottenere il prestito, è probabile che sarà costretta a uscire dall’euro, un gesto rischioso per l’economia greca e potenzialmente dannoso per la ripresa economica dell’intera eurozona. La prossima settimana si svolgeranno nuovi colloqui. Il governo greco probabilmente terminerà i fondi a sua disposizione entro la fine di giugno.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.