Sepp Blatter e Jeffrey Webb, nel 2012 (AP Photo/MTI, Szilard Koszticsak)
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  • mercoledì 3 Giugno 2015

La FIFA spiegata con le Isole Cayman

La storia di una piccolissima federazione calcistica caraibica è utile per capire il funzionamento del cosiddetto "sistema Blatter"

Sepp Blatter e Jeffrey Webb, nel 2012 (AP Photo/MTI, Szilard Koszticsak)

Le Isole Cayman sono un arcipelago di tre isole che si trova nel mare delle Antille, a sud di Cuba. Le Cayman sono un territorio d’oltremare britannico: hanno una loro autonomia, una loro valuta e un loro governo ma riconoscono la sovranità della regina Elisabetta II. Le Isole Cayman sono note soprattutto per due ragioni: sono una popolare meta turistica e, soprattutto, sono un famoso paradiso fiscale – un luogo in cui le tasse sono basse o assenti e i depositi bancari molto agevolati e poco controllati. Dalla Cayman arriva Jeffrey Webb, uno dei dirigenti FIFA arrestati a Zurigo, in Svizzera, il 27 maggio, in quanto sospettato di corruzione da un’inchiesta statunitense. Fino a quel momento Webb era uno dei vice presidenti della FIFA e il presidente della CONCACAF, la confederazione calcistica dell’America del nord, centrale e caraibica.

Nonostante l’importante carica di Webb, le Isole Cayman non sono mai state calcisticamente rilevanti: occupano il 191esimo posto (su 209) nella classifica mondiale FIFA e sia la sua squadra nazionale che i suoi club non hanno mai raggiunto risultati importanti. Uno dei motivi è che gli abitanti delle Cayman sono meno di 60mila: più o meno quelli di Agrigento. Il New York Times spiega però che nonostante i così pochi abitanti – tutti insieme non riuscirebbero a riempire lo stadio in cui si giocherà la finale di Champions League – e la scarsa rilevanza calcistica, le Cayman sono riuscite a ricevere dalla FIFA molti fondi: quasi 2 milioni di euro dal 2002 a oggi, usati per costruire un una nuova sede per l’associazione calcistica nazionale e diversi campi da gioco (non ancora completati).

Quello delle Cayman è uno dei migliori esempi del cosiddetto “sistema Blatter”, il meccanismo politico grazie al quale il presidente della FIFA, che ha annunciato ieri le sue dimissioni dopo essere stato rieletto il 29 maggio per un quinto mandato, ha ottenuto e mantenuto la fiducia – e il voto – di tante piccole federazioni nazionali, molte delle quali entrate nella FIFA proprio durante la presidenza Blatter, iniziata nel 1998. Queste federazioni sono poco rilevanti a livello calcistico ma molto importanti per il loro voto, che ha lo stesso valore di quello di nazioni più grandi e popolose e con nazionali più forti.

Sepp Blatter è stato molto furbo, ha spiegato David Larkin, un avvocato specializzato in sport internazionale e direttore di ChangeFiFA, un’associazione che dal 2010 ha lo scopo di monitorare e migliorare la FIFA: «Le Isole Cayman sono un esempio di come funziona l’assistenza finanziaria della FIFA alle federazioni nazionali». La FIFA finanzia, spiega Larkin, e di conseguenza le federazioni si sentono “in debito” nei suoi confronti.

Il New York Times scrive che nel 2013 Sepp Blatter fu ospitato a una cena organizzata da Webb per celebrare la sua elezione a presidente della CONCACAF e proprio in quell’occasione Blatter parlò di Webb come di un possibile futuro presidente della FIFA. Dopo aver mostrato la vicinanza tra Blatter e Webb, l’articolo descrive quali sono al momento le ipotesi di reato che riguardano Webb e il suo assistente Costas Takkas, anche lui arrestato a Zurigo il 27 maggio. Webb è stato eletto presidente CONCACAF nel 2012 ed è succeduto a Jack Warner, anche lui arrestato il 27 maggio e poi rilasciato su cauzione. L’indagine statunitense crede che entrambi ricevettero tangenti dalla stessa società: Traffic Sports USA, una società di marketing sportivo che negli ultimi anni è riuscita a ottenere – si ipotizza illecitamente – diritti relativi a importanti competizioni nordamericane. Il presidente di Traffic Sports USA, Aaron Davidson, è uno dei cinque dirigenti di società di marketing tra gli indagati dell’indagine statunitense.

L’articolo del New York Times spiega che prima dell’arresto Webb era molto popolare alle Isole Cayman: soprattutto perché si stima che, grazie a lui, l’economia dell’isola sia cresciuta di circa 28 milioni di euro. Un altro dato mostra l’effetto della presidenza di Webb sulla federazione calcistica delle isole Cayman: la federazione dal 2010 al 2014 ha perso posizioni nel ranking FIFA ed era arrivata nel 2014 al posto 205, con solo quattro paesi alle spalle. Poi è riuscita nel 2015 a guadagnare 14 posizioni. Le presunte tangenti ricevute da Webb mostrano, nel piccolo contesto delle Cayman, la peculiarità di quello che si definisce “sistema Blatter”: nonostante le sospette irregolarità, in questi anni sia la FIFA che le tante federazioni nazionali paragonabili alle Cayman sono riuscite a ottenere importanti risultati economici.