Sepp Blatter. (AP Photo/Jorge Saenz)
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  • martedì 2 giugno 2015

Sepp Blatter si dimette

In seguito alle inchieste giudiziarie sulla FIFA ha annunciato che non sarà più presidente, secondo i media statunitensi sarebbe indagato

Sepp Blatter. (AP Photo/Jorge Saenz)

Sepp Blatter, in seguito alle inchieste sui presunti giri di tangenti all’interno della FIFA, ha annunciato nel pomeriggio di martedì le sue dimissioni dall’organizzazione. Ha spiegato che sarà annunciato “al più presto” un congresso straordinario della FIFA per eleggere un nuovo presidente. Il mandato di Blatter era stato rinnovato alla fine della settimana scorsa, con un’elezione piuttosto discussa e avvenuta a pochi giorni dall’arresto di diversi funzionari dell’organizzazione calcistica accusati di avere gestito un giro di tangenti. Nelle ore seguenti all’annuncio delle dimissioni, New York Times, ABC News, Reuters e diversi altri media statunitensi hanno dato la notizia – non confermata ufficialmente – secondo cui Blatter sarebbe indagato nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria negli Stati Uniti.

Domenico Scala, dirigente FIFA e responsabile del comitato di revisione, ha spiegato che si metterà al lavoro per creare le condizioni necessarie per eleggere un nuovo presidente: “Ci saranno riforme sul modo in cui le elezioni sono realizzate”. I tempi non saranno quindi molto brevi e si parla di una probabile nuova elezione tra fine anno e marzo del 2016.

Blatter fino a ora non risultava indagato in nessuna inchiesta, ma considerata la portata delle ipotesi di reato di quelli che sono – o sono stati – suoi collaboratori o vice presidenti, il presidente UEFA Michel Platini aveva spiegato di avere già chiesto a Blatter di non candidarsi per la rielezione. Blatter è da anni apertamente criticato per la sua gestione della FIFA e per quella che secondo molti è stata la creazione di una specie di sistema clientelare fra l’organizzazione e numerose piccole federazioni di paesi africani e caraibici.

Sepp Blatter era stato rieletto presidente della FIFA venerdì e sarebbe dovuto restare in carica altri quattro anni. Dopo la prima votazione gli servivano 139 voti su 209 per essere eletto (due terzi dei voti): ne ha ottenuti 134, ma il suo unico sfidante Ali bin Al-Hussein ha scelto di ritirarsi. Blatter nel ringraziare per la rielezione aveva detto che fra quattro anni – quando avrebbe compiuto 83 anni – avrebbe lasciato la guida della FIFA a un nuovo presidente: «Sono felice, oggi ero un po’ nervoso. Ma mi avete ancora scelto per guidare la FIFA». Per Blatter era il quinto mandato consecutivo.

Le inchieste
Le inchieste che inizialmente hanno riguardato la FIFA erano due: una svizzera e una statunitense. L’inchiesta svizzera non ha portato a nessun arresto: è stata però perquisita la sede della FIFA a Zurigo e si parla di sospette irregolarità nelle votazioni che hanno assegnato i Mondiali di calcio del 2018 alla Russia e quelli del 2022 al Qatar. L’inchiesta statunitense riguarda invece numerosi presunti casi di corruzione relativamente ai rapporti tra FIFA, CONCACAF e CONMEBOL (la confederazione calcistica dell’America del Sud). Il procuratore generale degli Stati Uniti Loretta E. Lynch ha detto che si potrebbe trattare di un caso di corruzione «dilagante, sistemica e profondamente radicata sia negli Stati Uniti che all’estero», avvenuta per due generazioni, dai primi anni Novanta fino a oggi, «più e più volte, anno dopo anno, competizione dopo competizione».

Le due inchieste sono ancora in corso, ma nel frattempo ne sono state aperte altre in vari paesi. Il ministro della Giustizia brasiliano José Eduardo Cardozo ha annunciato che è stata aperta un’inchiesta in Brasile – uno dei paesi dove il calcio è più diffuso al mondo – nei confronti di José Maria Marin, capo della federazione calcistica brasiliana dal 2012 all’aprile del 2015 e arrestato mercoledì a Zurigo. Marin ha 83 anni e è stato governatore dello stato di San Paolo. In settimana il Senato brasiliano ha anche votato per avviare delle indagini sulla federazione calcistica brasiliana e sui Mondiali del 2014.

Dopo il Brasile, anche le autorità del Costa Rica hanno aperto un’inchiesta controEduardo Li, coinvolto nella procedura statunitense e presidente della federazione calcio del paese. In Argentina un giudice ha emesso dei mandati d’arresto nei confronti di tre uomini d’affari ricercati dalle autorità statunitensi e legati alla corruzione della FIFA. Negli ultimi giorni, infine, ci sono anche diversesospensioni cautelative da parte della FIFA: due dirigenti della federazione congolese e Enrique Sanz, segretario generale della CONCAF, corrispettivo dell’UEFA nel nord e centro America, il cui presidente era stato arrestato la settimana scorsa in Svizzera.

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