Maurizio Gasparri nel 2013. (Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il processo contro @gasparripdl

Il tribunale di Pavia sta processando Maurizio Gasparri per ingiuria, per via di una cosa che ha scritto sul suo rumoroso account Twitter

Maurizio Gasparri nel 2013. (Mauro Scrobogna /LaPresse)

Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera racconta del processo in corso contro Maurizio Gasparri, politico di Forza Italia e vicepresidente del Senato, per via di un messaggio inviato su Twitter a un docente universitario, Riccardo Puglisi, che è anche dirigente del movimento politico di Corrado Passera “Italia Unica”. Gasparri da tempo è particolarmente attivo e rumoroso su Twitter, dove non è raro che si esprima con parole particolarmente forti, per usare un eufemismo (“il peggior account Twitter italiano”, ha scritto Wired).

Occhio a non far slittare la frizione verbale quando si discute animatamente su Twitter. Perché per una leggerezza, digitata in un attimo, si rischia di finire dritti a processo in Tribunale se una Procura, come ora quella di Pavia in un caso che riguarda il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, ritiene di poter contestare in via analogica anche ai 140 caratteri sul social network la tipicità invece del reato di «ingiuria»: quello che punisce (con la reclusione fino a 6 mesi o con 516 euro di multa) chi offende l’onore o il decoro di una persona presente, o lo fa «mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni diretti alla persona offesa». In assenza di specifica giurisprudenza sul tema (e anzi forse con indirette indicazioni contrarie in una Cassazione che trattava però di diffamazione su Facebook), si annuncia dunque giuridicamente interessante il processo che il 21 settembre vedrà comparire in aula davanti al Giudice di pace pavese Gasparri, citato a giudizio dal vice procuratore onorario Laura Nicolini dopo la querela sporta dall’avvocato Carlo Melzi d’Eril contro il parlamentare di Forza Italia per conto di Riccardo Puglisi, ricercatore di Economia alla facoltà di Scienze Politiche di Pavia e oggi nella direzione nazionale di «Italia Unica», il movimento politico di Corrado Passera.

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