La fine di Mad Men

È finita una delle serie tv più apprezzate e famose di questi anni: cosa succede ai personaggi principali e cosa ne dicono la stampa e i critici

di Arianna Cavallo – @ariannacavallo

Domenica 17 maggio è andato in onda Person to Person, l’ultimo episodio di Mad Men, una delle più apprezzate e premiate serie tv di sempre; creata da Matthew Weiner e trasmessa da AMC, racconta l’America degli anni Sessanta attraverso la vita di Don Draper, un brillante pubblicitario di Madison Avenue. Il primo episodio della serie, Smoke Gets in Your Eyes, è stato trasmesso il 19 luglio del 2007: da allora la serie è andata avanti per otto anni e sette stagioni (l’ultima suddivisa in due parti), vincendo numerosissimi premi, tra cui 15 Emmy Awards e quattro Golden Globes. Oltre che per com’è scritta e recitata, Mad Men è particolarmente famosa anche per l’accuratezza con cui è ricostruita l’epoca in cui è ambientata, piena di citazioni alla storia, alla cronaca e alla cultura popolare – dalla musica, ai libri, alla moda – degli anni Cinquanta e Sessanta. La fine della stagione, come prevedibile, era molto attesa ed è stata accompagnata da moltissimi eventi – mostre, proiezioni speciali, feste a tema in bar e ristoranti – e da parecchie teorie su cosa sarebbe successo.

Cosa succede
L’ultimo episodio mostra brevemente cosa succede a tutti i principali personaggi della serie. Il finale non è netto e conclusivo (anche se non tutti sono d’accordo): quasi tutti i personaggi sono alle prese con un un nuovo inizio e la storia si limita a dare un’idea di quello che li aspetta nei prossimi anni. Contrariamente all’atmosfera cupa, cinica e pessimista che caratterizza Mad Men, l’ultimo episodio riserva un po’ di speranza e felicità a quasi tutti i personaggi, tanto che alcuni critici lo hanno definito una sorta di fan-fiction per compiacere gli spettatori. Lo stesso Jon Hamm, l’attore che interpreta il protagonista Don Draper, ha raccontato al New York Times che «a un certo punto Matt [Weiner] ha detto “Voglio solo che i miei personaggi siano un po’ più felici di quanto lo fossero all’inizio”». Scrive Lenika Cruz sull’Atlantic che «è come se siano i fan a dover immaginare il prossimo ipotetico episodio, la prossima fase della vita dei personaggi, piuttosto che crogiolarsi nelle loro ultime scene. Joan, Peggy, Pete e Stephanie sono tutti “nuovi” Don, in modi diversi tra loro. Joan è la nuova Peggy. Roger e Marie sono i nuovi Don e Megan. Sally è la nuova Betty, mentre guarda la sua bella madre morire. Stessi personaggi, ruoli diversi. Tutto è cambiato ma tutto è rimasto lo stesso».

Roger Sterling
Roger Sterling sembra finalmente sistemato con Marie Calvet, la madre di Megan Draper. Decide di sposarla e nell’ultima scena li vediamo insieme in un caffè a Parigi, con Roger che ordina champagne e aragosta (avrà pure smesso di correre dietro a donne molto più giovani, ma non di bere, fumare e mangiar bene). Prima di andarsene con Marie, Roger va a trovare Joan e le dice di voler lasciare buona parte dei suoi beni a Kevin, il figlio che hanno avuto insieme.

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Pete Campbell
La storia di Pete si era già risolta nell’episodio precedente: accetta il lavoro da 100 mila dollari l’anno (circa 600 mila dollari attuali) che gli ha offerto Learjet, un’azienda che costruisce aerei, e convince l’ex moglie Trudy a ricominciare una nuova vita insieme a Wichita, in Kansas. Nell’ultimo episodio lo vediamo congedarsi dai colleghi senza troppo rancore, con un cactus ricevuto in regalo che decide di lasciare a Peggy. Dopo un bambino insieme e un rapporto complicato, i due si salutano in modo amichevole e affettuoso. Nella sua ultima scena Pete sale sull’aereo con Trudy – con un elegantissimo vestito alla Jacqueline Kennedy – e la figlia Tammy in braccio, felici e pieni di speranza. Secondo alcuni critici e fan, alcuni indizi fanno pensare che l’aereo però si schianterà: Pete non riuscirà a fare carriera e diventare un marito esemplare, ma morirà in un incidente aereo come suo padre.

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Betty Francis
Nella penultima puntata Betty aveva scoperto di avere un tumore ai polmoni e meno di un anno di vita; aveva rinunciato alle cure e lasciato una lettera con le istruzioni per il funerale alla figlia Sally. Alla fine Betty rifiuta di comportarsi come aveva fatto sua madre con lei; non vuole pesare sulla figlia da malata e cerca di riconciliarsi con lei lasciandola libera: «mi sono sempre preoccupata per te perché hai sempre fatto di testa tua. Ma ora so che è una cosa buona e che la tua vita sarà un’avventura». In questo episodio la vediamo sempre più malata e compare in vestaglia e senza trucco anche in una delle scene più struggenti dell’episodio, quella dell’addio a Don. Dopo aver saputo da Sally che Betty è malata, Don le telefona per farsi carico dei figli, ma Betty preferisce che vadano a vivere con la famiglia di suo fratello. La loro ultima conversazione redime in qualche modo i tradimenti e la guerra che si sono fatti negli anni: «Birdie», inizia a dire Don, chiamandola come faceva quando erano sposati; e lei lo interrompe dicendogli «I know», lo so che mi vuoi bene.

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Nell’ultima scena in cui compare, Betty è seduta a tavola a fumare, mentre la figlia Sally lava i piatti.

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Sally Draper
Sally telefona al padre per avvertirlo che Betty sta morendo, e decide di rinunciare al viaggio a Madrid per tornare a casa: insieme a Betty, Sally è tra i pochi personaggi a non avere un lieto fine. La serie ha sempre insistito su come abbia dovuto crescere rapidamente e qui la vediamo diventare definitivamente adulta: mostra al fratello Bobby come cucinare e lava i piatti al posto della madre, indossando i guanti di gomma gialla che abbiamo visto mille volte su Betty. Possiamo immaginare che il suo prossimo futuro sarà molto simile a questo: la rinuncia ai divertimenti dell’adolescenza per fare da madre a Bobby e Gene (e in un certo senso anche a Don).

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Joan Harris
Dopo essersi licenziata dalla McCann-Erickson, Joan è andata in Florida a festeggiare il compleanno di Richard (che concludono sniffando un po’ di cocaina). Dopo un incontro con Ken Cosgrove, Joan decide di fondare un’agenzia di produzione pubblicitaria e offre a Peggy di diventare sua socia (lei chiede di pensarci su e poi rifiuta). Richard non è affatto contento che Joan, che ormai è ricca e potrebbe anche non lavorare, voglia continuare a farlo: le chiede di fatto di scegliere tra lui e la carriera. I due discutono a casa di Joan e quando il telefono inizia a squillare – si tratta prevedibilmente di una chiamata di lavoro – e lei si alza per rispondere, Richard si alza e se ne va per sempre.

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Nell’ultimo episodio Joan si impone come il personaggio più femminista della serie: sceglie l’indipendenza anche a costo di restare sola e propone a un’altra donna di fondare una società insieme. Alla fine compare nel suo appartamento insieme a una segretaria, impegnata a mettere in piedi la Holloway-Harris, finalmente unico capo di se stessa.

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Peggy Olson
Insieme a Joan, Peggy ha il lieto fine più lieto di tutta la serie. Sta facendo strada alla McCann; Joan le propone – in una delle scene di complicità femminile più belle di tutta la serie – di diventare sua socia; Pete la saluta predicendo che in dieci anni diventerà direttore artistico e che la gente si vanterà di aver lavorato con lei.

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Peggy, dipinta come single incallita e donna in carriera per tutta la serie, diventa alla fine la protagonista di una delle scene più smancerose e da commedia adolescenziale della serie (che è anche quella che ha più diviso pubblico e critica): il suo collega Stan Rizzo, l’art director della SCDP, le confessa al telefono di essere innamorato di lei e in un confusionario e divertente monologo anche Peggy ammette di amarlo. Stan si precipita nel suo ufficio e i due si baciano. Peggy decide di rifiutare l’offerta di Joan e di restare alla McCann, per fare carriera come direttore artistico e passare più tempo con Stan. Nell’ultima scena sta lavorando mentre Stan – che le aveva ricordato che «il lavoro non è tutto» – si prende cura di lei.

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Don Draper
Mad Men è una serie corale ma Don Draper ne è sempre stato il personaggio centrale. Per settimane sono circolate su internet le teorie più disparate su cosa gli sarebbe successo: molti pensavano che si sarebbe suicidato lanciandosi da un grattacielo, come si vede nei titoli di testa, altri che sarebbe diventato Dan Cooper, l’uomo che nel 1971 sequestrò un aereo con un nome falso, si fece consegnare un paracadute e 200 mila dollari e si gettò tra Seattle e Reno facendo perdere le sue tracce.

All’inizio di questo episodio Don sta ancora vagando negli Stati Uniti alla ricerca di Diana, quando Sally gli telefona per dirgli che Betty sta morendo. Dopo l’intensa telefonata con Betty – la terza donna importante della sua vita a morire di cancro (dopo Anna Draper e Rachel Menken) – Don è sconvolto, capisce di non essere stato un buon padre e si ubriaca. Ancora sbronzo arriva in California per consegnare l’anello di fidanzamento di Anna Draper a sua nipote Stephanie (per chi non lo ricorda: Anna era la moglie del vero Donald Draper; una volta morta aveva lasciato a Don il suo anello di fidanzamento, che lui aveva regalato a Megan chiedendole di sposarla).

Stephanie ha avuto un figlio con un tizio finito in carcere e lo ha abbandonato ai suoi genitori. Ha deciso di andare in un ritiro hippie (che nella realtà esiste davvero) per ritrovare se stessa, e porta Don con sé. Durante un incontro con gli altri ospiti del ritiro, Stephanie è sconvolta da una donna che la fa sentire in colpa per aver abbandonato suo figlio. Don cerca di convincerla che può ricominciare da capo (lo stesso discorso che aveva fatto a Peggy nella prima stagione), ma Stephanie non gli crede e nella notte scappa dal ritiro. Don si ritrova solo e, in un momento di disperazione, telefona a Peggy per dirle addio e confessarle a suo modo che non è l’uomo che lei immagina: «Ho infranto tutte le mie promesse. Ho scandalizzato mia figlia. Ho preso il nome di un altro uomo. E non ci ho fatto niente». Peggy gli dice di tornare a casa, ma Don risponde che voleva solo dirle addio. Riattacca, sembra deciso a suicidarsi, ma una hippy gli si avvicina e lo invita ad andare a un incontro insieme.

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Qui Don assiste al tracollo di un uomo, Leonard (interpretato da Evan Arnold), apparentemente l’anti-Don: un uomo medio, senza qualità, invisibile a casa e sul lavoro, che parla del dolore di essere insignificante e non riuscire ad avere un legame con le persone. Racconta di un suo sogno – sembra una presentazione alla Don Draper – in cui si trova nel frigorifero, lo sportello si apre, si intravede gente felice, ma nessuno lo sceglie, e lo sportello si chiude di nuovo. A quel punto Don, in lacrime, abbraccia Leonard e i due piangono insieme.

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Nell’ultima scena Don fa yoga con un gruppo di hippies sulla scogliera; si sente la voce fuori campo di un guru che parla di un nuovo giorno che porta con sé nuove speranze e l’inquadratura si avvicina sempre di più a Don, che sorride. E alla fine parte il video di Hilltop, forse lo spot pubblicitario più famoso di sempre, dove un gruppo di hippies canta di pace e amore universale per vendere la Coca Cola (la storia vera dello spot si può leggere qui).

E quindi cosa succede a Don?
Il finale della serie è aperto e pur dando degli indizi non spiega esattamente che fine fa Don: resterà in California diventando uno hippy o se ne tornerà alla McCann dove inventerà la pubblicità più famosa di sempre?

Secondo la maggior parte dei critici quest’ultima è la tesi più probabile, e il sorriso di Don non sarebbe dovuto alla pace interiore ma a un’idea per un nuovo spot. Come ha scritto Emily Nussbaum sul New Yorker, «quella che sembra una meditazione buddista è in realtà l’invenzione di una pubblicità. […] In contrasto con la crescita personale di Don c’è forse la visione più cinica che si possa immaginare: il nostro eroe ha l’illuminazione di vendere acqua zuccherata collegandola alla pace universale».

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Logan Hill del New York Times è dello stesso parere: «Dopo un lungo viaggio, Don sta semplicemente tornando a vendere il vendibile, dalle sigarette alle bevande, usando il metodo che funziona meglio. […] Potete davvero immaginare che Don Draper creda a una pubblicità con queste parole sdolcinate? O forse sta vendendo quel concetto perché, da professionista, sa che effetto farà alle persone? […] Quello che lo spot dice su cosa succede a Don, è che capisce che la sua vera casa è Madison Avenue, accetta di essere nato per vendere e che è un imbroglione nato, un artista delle frottole di prima categoria».

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Anche Jon Hamm, l’attore che interpreta Don Draper, ha dato una sua interpretazione dell’ultima scena: «per come la vedo io, il giorno dopo Don si è svegliato in questo posto bellissimo, ha avuto un momento di serenità e consapevolezza, e ha capito chi è davvero. E lui nel profondo è un pubblicitario. E così, gli viene in mente questa idea. C’è un modo cinico di vederla e dire “Wow, è orribile”. Ma io penso che per Don rappresenti un certo tipo di consapevolezza e conforto nella vita incredibilmente inquieta e priva di conforto che ha vissuto».

Altri critici hanno dato un’interpretazione più mite e meno disillusa. Don sarebbe davvero cambiato grazie al discorso di Leonard, probabilmente la persona più lontana da Don Draper che si possa immaginare ma non da Dick Whitman: entrambi sono invisibili e disperatamente alla ricerca di un rapporto autentico con le persone. Don avrebbe capito che il suo desiderio è quello di tutti, e che in lui non c’è niente di diverso e di sbagliato: «Questo è un grande pianeta e un grande paese, pieno di persone e di storie, ma alla fine la storia è sempre la stessa per tutti: cercare, senza posa, qualcuno che ci vedrà, capirà e conoscerà davvero, e non guarderà da un’altra parte», scrive Todd VanDerWerff su Vox. A questo punto Don può tornare alla sua vita di sempre, ma con maggiore consapevolezza e meno disperazione.

Per finire, molti critici hanno apprezzato che una serie tv dedicata alla pubblicità si concluda con il più famoso spot televisivo di sempre, fatto per la Coca Cola, il prodotto americano per eccellenza. Megan Garber scrive sull’Atlantic che «La conclusione con la Coca Cola è azzeccata, penso, per una serie tv che ha funzionato, tra le altre cose, come una fan fiction storica. In questo modo il nostro mondo e quello di Don si sono riuniti; la realtà è diventata parte della mitologia di Mad Men. Lo stesso titolo della puntata, Person to Person, sta a indicare connessioni che non sono soltanto tra i personaggi, ma tra universi. C’è qualcosa di graziosamente trascendente, qualcosa che allude all’anima che pervade il mondo, in tutto questo».