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  • domenica 10 Maggio 2015

Quelli che si portano via le cose alla Casa Bianca

Il Washington Post racconta di una storica abitudine tra gli ospiti occasionali che dura da più di duecento anni: soprattutto asciugamani, tovaglioli e porcellane

di Juliet Eilperin – Washington Post

La recente cena di stato fra il primo ministro giapponese Shinzo Abe e Barack Obama è stata sapientemente organizzata in ogni dettaglio con la delicatezza che ci si aspetta dalla Casa Bianca: dalle decorazioni da tavolo con fiori di ciliegio e orchidee alla temperatura del sake degustato dagli ospiti durante il brindisi iniziale.

Ma appena prima di servire il dolce, i camerieri hanno eseguito una manovra particolare: hanno discretamente portato via tutti i segnaposto dorati, a forma di aquila, affinché gli invitati non fossero tentati di portarseli via. Di questi giorni va così, alla Casa Bianca: nonostante il tono elegante delle cene, o magari proprio a causa di quello, c’è sempre il rischio che degli oggetti possano scomparire nelle tasche o nelle borse degli ospiti. Dopo tutto, quanto spesso capita di essere invitati a una cena di stato o a un pranzo di premiazione alla Casa Bianca? Chi non vorrebbe portarsi via un ricordo di un evento del genere? Il risultato è che occasioni simili generano piccoli episodi di furto. Nonostante la Casa Bianca sappia quanti oggetti vengano rubati in occasioni del genere, non esiste un conto di quanto venga speso per la loro sostituzione (lo staff di Michelle Obama ha preferito non commentare la questione).

Gran parte degli oggetti rubati è di poco conto: asciugamani con le iniziali del presidente dai bagni, o cucchiaini che la Casa Bianca noleggia per l’occasione da un servizio di catering. Altri sono più costosi, come i segnaposto citati prima, o i piccoli cucchiai d’argento che vengono forniti agli ospiti, oppure ancora i pendenti in vetro dei portacandele presenti nei bagni delle donne.

Sull’Air Force One, l’aereo su cui viaggia tradizionalmente il presidente, nel corso degli anni è stato rubato di tutto, dai bicchieri di vetro alle federe per cuscini. I responsabili sono alcuni fra i giornalisti, i dipendenti della Casa Bianca e i politici che l’hanno utilizzato in questi anni.

Rubare piccoli oggetti dalla Casa Bianca non è niente di nuovo: William Bushong, il principale storico della White House Historical Association, ha detto che il taccheggio è stato un problema sin dall’apertura della Casa Bianca, avvenuta nel 1800, quando l’allora presidente John Adams la usava per dare delle feste. In passato, i turisti che visitavano la Casa Bianca erano addirittura più sfacciati: tolsero un po’ alla volta tutte le ciocche della coda della Vecchio Whitey, il cavallo che il presidente Zachary Taylor aveva utilizzato durante la Guerra messicano-statunitense a metà dell’Ottocento. Durante la presidenza di Abraham Lincoln, tagliavano via pezzi di stoffa dai tessuti di arredamento e dai soprammobili. Birch Hayes, figlio del presidente Rutherford B. Hayes che fu in carica dal 1877 al 1881, ha scritto che «i cacciatori di souvenir erano la rovina delle nostre vite».

L’abitudine di Eleanor Roosevelt – first lady di Franklin Delano Roosevelt – di prendere il tè con centinaia di persone alla volta, rese più agevole per alcuni di loro portarsi via delle cose. Henrietta Nesbit, che ha lavorato come cameriera alla Casa Bianca dal 1933 al 1945, ha scritto in un suo libro pubblicato nel 1948: «non voglio pensare a quanto è stato speso per sostituire i tovaglioli rubati da alcuni ospiti, solo perché sopra c’erano ricamate le iniziali presidenziali. Rubavano anche gli asciugamani: per questa ragione, quando li ho ricomprati, ho preso i più economici che c’erano e ho lasciato perdere la cucitura delle iniziali».

A volte però erano gli stessi dipendenti della Casa Bianca ad alimentare una specie di mercato nero di oggetti presidenziali. William H. Crook, che arrivò alla Casa Bianca come guardia del corpo di Lincoln ma che poi ci rimase per più di quarant’anni, una volta convertì delle assi di legno dell’ufficio di Lincoln sostituite nel 1902 in una decina di bastoni, che poi mise in vendita. Crook fu sommerso dalle richieste di persone che ne volevano altri, ma lui non ne aveva più.

Le porcellane della Casa Bianca sono tuttora apertamente molto ricercate, e in questi casi un oggetto usato vale più di uno nuovo: fino a poco tempo fa erano disponibili per 3750 dollari su Ebay (circa 3300 euro) una tazza e un piatto usati da Bill Clinton, mentre è ancora in vendita un portauovo che risale ai tempi di Abraham Lincoln. Costa 19.999,95 dollari (circa 17.800 euro). Un collezionista di oggetti della Casa Bianca ha detto che la disponibilità sul mercato di pezzi di porcellana è scarsa e imprevedibile. Lui stesso ha dovuto aspettare circa vent’anni per mettere le mani su una porcellana della presidenza di Reagan: gliel’ha venduta un golfista che l’aveva ricevuta in regalo dal presidente.

Negli ultimi decenni la Casa Bianca ha adottato varie strategie per cercare di ridurre gli episodi di furto. Durante una corposa ristrutturazione della Casa Bianca, l’amministrazione Truman vendette alcuni oggetti per evitare che venissero trafugati: sebbene gli oggetti avessero costi diversi – che andavano dai 25 centesimi di un pezzo di intonaco ai 100 dollari di un mattone – la Casa Bianca imponeva una sola regola: faceva promettere al compratore che avrebbe tenuto per sé l’oggetto o che altrimenti l’avrebbe regalato, per non creare un mercato nero di simili oggetti.

In tempi più recenti, Laura Bush – moglie di George W. Bush – ha raccontato che poiché i piatti con la scritta “The President’s House” continuavano a sparire dopo un evento, la famiglia Bush decise di usarli solo per cene private. Nel 2006, durante la tradizionale corsa con le uova di Pasquetta alla Casa Bianca, i dipendenti hanno scoperto che alcuni volontari stavano segretamente accumulando uova colorate in legno e libri da colorare sotto i bagni chimici allestiti per l’occasione (i volontari responsabili furono riassegnati a lavorare in mensa, per evitare scenate). Lea Berman, che ha lavorato come segretaria per l’amministrazione Bush, ha raccontato che una volta una donna si era riempita a tal punto i pantaloni con asciugamani sottratti alla Casa Bianca che ne uscì «camminando come se fosse l’omino Michelin».

In passato ci sono anche stati ladruncoli piuttosto famosi: la presentatrice televisiva Barbara Walters era diventata così nota per rubare asciugamani che nel 2012 la famiglia Obama le mandò una cesta di cose, fra cui un cucchiaio. Mesi dopo Michelle Obama in un programma televisivo, ha detto: «è sempre molto bello ospitare Barbara, che ogni volta tenta di portarsi via qualcosa dalla Casa Bianca. Barbara, davvero, puoi prendere quello che vuoi, quando vuoi». Anche Meryl Streep è una taccheggiatrice seriale. Nel 2011 ha confessato di avere rubato degli asciugamani in occasione di una cerimonia di premiazione tenuta alla Casa Bianca. Tre anni più tardi – durante la propria cerimonia di premiazione da vincitrice della Presidential Medal of Freedom – ha incoraggiato un’altra ospite a rubare un asciugamano dal bagno delle donne spiegandole che lei ne aveva già preso uno (una portavoce di Streep ha confermato l’episodio).

©Washington Post 2015

nella foto: un tavolo preparato alla Casa Bianca in occasione della cena di stato fra Francois Hollande e Barack Obama, nel febbraio del 2014 (MANDEL NGAN/AFP/Getty Images)